Quantcast

Sversava liquidi inquinanti in un canale, sequestrata fabbrica di igienizzanti a Pozzilli

Sversava in un canale liquidi inquinanti. Per questo una fabbrica del Nucleo industriale di Pozzilli è stata sequestrata nella mattinata di lunedì 21 dicembre dai carabinieri forestali delle Stazioni di Venafro e Monteroduni. Si tratta di uno stabilimento specializzato nella produzione di articoli per l’igiene e la disinfezione, che tuttavia potrà continuare a produrre sotto il controllo di un custode giudiziario.

Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal Gip del Tribunale di Isernia Michele Caroppoli su richiesta del Procuratore della Repubblica di Isernia Carlo Fucci e del Sostituto Procuratore della Repubblica Maria Andricciola che hanno valutato gli atti trasmessi dai carabinieri forestali e ravvisato reati in materia ambientale nei fatti accertati dai militari.

Le indagini sono state eseguite dai Carabinieri forestali di Venafro che, nel corso di un servizio finalizzato al controllo generale del territorio, fortemente voluto anche dalla Procura della Repubblica di Isernia, hanno notato che le acque di un canale naturale di scolo delle acque, prossimo allo stabilimento, si presentavano densamente schiumose e emananti forti odori riconducibili a tensioattivi.

Le indagini effettuate immediatamente, anche con l’impiego di traccianti, hanno inequivocabilmente messo in luce la loro provenienza. L’Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo dell’opificio per evitare che le conseguenze del reato potessero essere ulteriormente aggravate o protratte e che potessero essere commessi altri reati.

Inoltre la Procura della Repubblica ha nominato un custode giudiziario per consentire all’azienda di poter continuare l’attività produttiva nel rispetto delle norme a tutela dell’ambiente. L’Autorità Giudiziaria e le forze dell’ordine continueranno nella loro sinergica attività volta alla tutela dell’ambiente su tutto il territorio provinciale, attività che aveva già portato all’accertamento di altri reati in materia ambientale da parte della stessa azienda a causa della dispersione non autorizzata nell’ambiente di reflui industriali contenenti tensioattivi, composti chimici di sintesi altamente inquinanti per le matrici naturali, soprattutto corpi idrici e suoli, ma alcuni giorni fa il reato è stato reiterato.