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Sindache decadute: i casi Pizzone e Casacalenda. Ma a Vinchiaturo c’è chi salva una consigliera assenteista

Dopo Pizzone cade anche l'amministrazione di Casacalenda: due sindache in meno in Molise dove la rappresentanza femminile in politica è ancora molto scarsa. A Vinchiaturo, però, si va in direzione contraria e per ragioni di rappresentanza democratica la maggioranza salva persino una consigliera di opposizione assente ingiustificata.

Sono settimane dure per le sindache del Molise: alla vigilia di Natale è caduta l’amministrazione comunale di Pizzone guidata da Letizia Di Iorio. Ieri, 29 dicembre, è stata la volta di Sabrina Lallitto a Casacalenda. Due delle pochissime donne che guidano i Municipi molisani (sono 18 su 136, decadute comprese) sono state “rimandate a casa” per ragioni che poco o nulla hanno a che fare con la politica.

Ma se da un lato c’è l’occasione a fare l’uomo ladro, dall’altro c’è anche chi – per ragioni di rappresentanza democratica e rispetto degli elettori – salva finanche chi non lo meriterebbe. E’ il caso di Vinchiaturo dove ieri sera in Consiglio comunale tra i vari punti all’ordine del giorno era iscritta anche la decadenza dalla carica di consigliere comunale di Angela Palumbo.

Luigi Valente

L’inquilina del Municipio guidato da Luigi Valente è risultata assente a tre consigli comunali consecutivi senza giustificazione. Invitata a spiegare perché, la stessa, che fa parte dell’opposizione, ha addotto ragioni piuttosto fumose, facendosi beccare perfino a una festa di compleanno dopo aver detto che si trovava in isolamento fiduciario in attesa della chiamata dell’Asrem per il tampone.

Al di là del singolo caso colpisce che a Vinchiaturo, in tempi così duri per le donne che fanno politica, sia stato considerato preminente l’interesse dei cittadini elettori alla rappresentanza democratica. “Per questo motivo – hanno spiegato il primo cittadino e il capogruppo di ‘Libertà è partecipazione’ Giuseppe D’Ancona – la maggioranza si è espressa in considerazione del pieno rispetto della volontà popolare e del conseguente ruolo di rappresentanza di ogni amministratore comunale, più che per le giustificazioni postume, vaghe e contraddittorie addotte dalla consigliera in questione. Ciò ancor più in un momento di emergenza e difficoltà per i cittadini i quali chiedono atti concreti e una politica fattiva”.

Un atteggiamento di maturità politica ben distante da quello denunciato dalla ex sindaca Letizia Di Iorio, caduta, a suo dire, per non aver ceduto ai ricatti trasversali di assessore e consiglieri e per aver difeso strenuamente le scelte politiche della sua vice sindaca.

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E lontano anni luce anche dalla ex minoranza di Casacalenda. Ieri, in un commento a caldo, il consigliere, nonché ex sindaco del paese Gagliardi ha candidamente ammesso di non sapere quali problemi c’erano in maggioranza (tre dei sei dimissionari che hanno fatto cadere l’amministrazione Lallitto erano della maggioranza, ndr) e di aver “semplicemente approfittato della situazione”.

6 consiglieri si dimettono dal notaio, cade la sindaca Lallitto. “Atteggiamento vile, io pugnalata alle spalle”

E a Casacalenda c’è di più: martedì sera infatti la stessa sindaca caduta con la firma dal notaio di 6 consiglieri (tre di maggioranza e tre di opposizione) ha raccontato in un post su facebook l’ingerenza di un consigliere/a regionale dietro la vicenda. Lui è stato beccato al telefono da una persona vicina a Sabrina Lallitto mentre con voce squillante e forte e chiara diceva, parlando con uno dei “traditori”, “Hai visto che bel lavoro abbiamo fatto?”. Sabrina Lallitto, molto signorilmente, ha tenuto per sè il nome, evitando di pubblicarlo. Ma non è così difficile investigare in merito, e il nome del consigliere (o meglio, della consigliera perchè si tratta di una donna) che ha tramato contro una amministrazione democraticamente eletta, rivendicando pure il merito di aver mandato a casa la sindaca, è saltato fuori e corre sulla bocca di tutti.

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(in homepage foto AdnKronos)