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Scoperti 16 truffatori del Reddito di Cittadinanza. Tra loro anche detenuti e perfino un condannato per mafia

Digos e Guardia di Finanza al termine di una indagine durata alcuni mesi hanno denunciato 16 cittadini residenti tra Campobasso e Bojano che avevano percepito, complessivamente, benefici economici per 110mila euro senza averne diritto

Ancora truffe del Reddito di cittadinanza in Molise. 14 persone sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Campobasso al termine di una indagine condotta da Polizia e Guardia di Finanza del capoluogo finalizzata a verificare il possesso di requisiti richiesti dalla legge per ottenere il beneficio economico destinato ai più indigenti.

Non sono mancate le sorprese, che hanno confermato i sospetti degli investigatori. Tra i denunciati infatti 5 non avevano segnalato all’interno del proprio nucleo familiare la presenza di detenuti o membri sottoposti a misura restrittiva. Altri 6 sono cittadini stranieri che hanno rilasciato false dichiarazioni sul requisito della residenza decennale in Italia, imprescindibile per ottenere il reddito. Altri due, infine, non avevano indicato componenti del nucleo familiare titolari di reddito. L’ultimo caso, il più eclatante, riguarda un uomo condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso che percepita tranquillamente, grazie a false dichiarazioni, un contributo mensile di 500 euro.

Sono state inoltre segnalate all’Inps 2 persone che dopo aver ottenuto il beneficio si sono rese responsabili di reati e sono state coinvolte da una misura cautelare personale. Gli investigatori, incrociando i dati, hanno scoperto l’illecito: ora per entrambi è scattata la decadenza dl bonus.

Il danno erariale complessivo arrecato alle casse dallo Stato per la percezione del beneficio da parte dei 16 cittadini molisani individuati e denunciati ammonta a circa 110mila euro. Le indagini sono durate alcuni mesi e sono state condotte dalla Digos e dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Campobasso nei comuni di Campobasso e Bojano.

“L’attività svolta – si legge nella comunicazione ufficiale – conferma il fondamentale lavoro delle forze dell’ordine a contrasto di coloro i quali, accedendo indebitamente a prestazioni assistenziali erogate dallo Stato, sottraggono importanti risorse economiche destinate a favore di persone e famiglie che si trovano effettivamente in condizioni di bisogno”.