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Scende il numero di pazienti Covid al San Timoteo. “Due settimane fa erano il quadruplo”. L’influenza “sparisce” in Pronto Soccorso

Una buona notizia sul fronte dei ricoveri in basso Molise: si abbassa drasticamente la media di sintomatici che si rivolge alle cure del Pronto Soccorso di contrada Mucchietti. Un infermiere rivela: “Fino a dieci giorni fa arrivavano tre ambulanze ogni sei ore per sospetto covid, ora una al giorno e nemmeno sempre”. Effetto delle misure di contenimento? Sicuramente le misure agiscono come deterrente sulla diffusione del virus influenzale, che a differenza degli altri anni non è più presente nel Triage. “Ma il picco non è ancora arrivato” ammoniscono i medici.

La situazione sul fronte dei ricoveri per covid al san Timoteo di Termoli sta migliorando. E il merito non è di qualche riorganizzazione né, tantomeno, di un cambio di gestione. Accade – e sta accadendo – semplicemente che il numero dei pazienti con sintomi da polmonite, fame d’aria, saturazione a livelli di guardia, tosse e febbre, sia in drastica riduzione. “Fino a soli dieci giorni fa arrivavano mediamente tre ambulanze ogni turno (per turno si intendono 6 ore lavorative in ospedale, ndr), oggi quando va male ne arriva una sola” rivela un infermiere, tirando un sospiro di sollievo.

La spiegazione? Impossibile dirlo, visto che le ospedalizzazioni al Cardarelli, unico centro hub per trattare il virus del Molise, continuano a essere numerose. A novembre, il mese più nero della pandemia in Molise, ci sono stati ben 204 ricoveri a fronte di 91 dimissioni, per un incremento notevole e più alto della media nazionale.

A Termoli però, nell’ospedale di colle Macchiuzzo, il dato è in controtendenza. Se due settimane fa nel reparto di medicina d’Urgenza si è arrivati a ricoverare contemporaneamente 5 persone con covid in attesa di essere traferite a Campobasso, negli ultimi giorni i numeri sono calati fino quasi ad azzerarsi. “Finalmente, sarà l’effetto delle restrizioni e del mini lockdown” osserva un operatore che lavora nel presidio ospedaliero adriatico e che, come i colleghi, fa turni massacranti e anche su questo indicatore registra una variazione. “Si lavora tantissimo, perché il Pronto Soccorso è il reparto cruciale del San Timoteo. Continuiamo a essere sotto pressione ma non tanto per casi covid quanto per altre richieste e per una mole di pazienti che arrivano anche da San Severo e Vasto”.

Pronto soccorso covid triage

Troppo presto per aprire all’ottimismo, anche alla luce d dati ancora molto negativi legati all’andamento epidemiologico molisano e al numero di ospedalizzazioni e soprattutto decessi, ma sufficiente ad aprire uno spiraglio. Anche per un dato che viaggia di pari passo con la apparente minore aggressività del virus, e che si riferisce alla esiguità di influenze che arrivano in ospedale. “Praticamente è raro vedere pazienti che hanno l’influenza stagionale anzi, non ne vediamo proprio” chiarisce un infermiere.

L’influenza sembra essere “sparita” dalle urgenze del Pronto Soccorso ma anche in questo caso c’è una spiegazione medica. In parte dipende dal maggior numero di vaccinazioni fatte e in parte – in gran parte – dalle regole di contrasto al covid, che sono praticamente le stesse di contrasto all’influenza. Lo spiega un dottore molisano che preferisce non comparire con nome e cognome: “Va detto che il picco dell’influenza è sempre stato gennaio- febbraio, quindi è troppo presto per cantare vittoria. Ma sicuramente un calo di casi esiste, ed è sensibile. Questo perché sono in atto norme di distanziamento sociale, di mancata frequentazione di spazi chiusi sovraffollati con alto tasso di umidità, perché si rispetta l’uso della mascherina e ci si lava frequentemente le mani. Sono tutti comportamenti che si ripercuotono favorevolmente sulla diffusione dell’influenza esattamente come si riflettono sulla riduzione della contagiosità del nuovo coronavirus”.