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Rotello, 400 persone senza medico di base dopo la morte per Covid del dottore

Dopo la morte del dottor Augusto Vincelli, medico di base a Larino e a Rotello, molti degli abitanti del piccolo paese sono rimasti senza medico. La dottoressa che è subentrata ne ha potuti 'prendere' solo 200, non tutti. "I nostri cittadini pagano le tasse come tutti, non siamo di serie B"

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Circa 400 persone, molte delle quali anziane, sono rimaste senza medico di base”. La denuncia arriva da Rotello, paese di circa mille e cento anime in provincia di Campobasso, e a farla è il consigliere comunale (Assessore in Giunta fino a poco tempo fa, prima che rassegnasse le dimissioni) Donato Giannone.

Tutto ha avuto origine meno di un mese fa. Il 17 novembre, come molti ricorderanno, il Covid-19 si è portato via il dottor Augusto Vincelli, medico di base a Larino nonché a Rotello, appunto. Un lutto molto sentito nella comunità frentana, di cui il medico era originario, ma che ha provocato involontariamente un disservizio importante nella sanità di base a Rotello.

Già, perché se a Larino i ‘mutuati’ del compianto dottore sono stati presi in carico dalla dottoressa Vincelli (figlia del compianto dottore Augusto) – con un incarico valevole per 6 mesi – lo stesso non è successo a Rotello. Lì è sì arrivata “circa 20 giorni fa” una dottoressa, ma non ha potuto prendere tutti e 600 i pazienti del dottor Vincelli, bensì solo 200. Questo perché ogni medico non può avere più di 1500 ‘mutuati’, e la dottoressa in questione, avendone già 1300 in quel di Guglionesi, non è potuta che subentrare solo per 200 di questi. E gli altri 400? “Sono nelle mani del Signore” ci risponde caustico il consigliere Giannone. Il dramma è che molte di queste persone sono anziane, hanno bisogno di ricette mediche, alcuni necessitano di un ricovero. Ma senza medico come si fa?

Rotello conta ufficialmente 1165 abitanti. Di questi 291 hanno più di 65 anni di età. È chiaro che il disservizio è enorme e non si potrà andare avanti ancora a lungo così. Il consigliere si è preso a cuore la questione e si sta facendo portavoce con l’Asrem onde risolvere questo grave problema. Telefonate, mail, “ma non ricevendo risposta mi sono recato anche personalmente al Distretto (a Termoli, ndr) dal dottor Giorgetta”. Ma finora nulla è cambiato. “Domani mi recherò in Caserma, perché la cosa va denunciata. I Comuni sono tutti uguali, come uguali sono i diritti dei cittadini, anche di quelli che vivono in piccole realtà”.

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