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Primi vaccini Covid subito dopo Natale: al Molise oltre 9mila dosi

1 milione e 800mila dosi di vaccini dovrebbero arrivare entro l'inizio dell'anno: sarà questa la prima tranche che andrà in prima battuta ad operatori sanitari nonchè a personale ed ospiti delle strutture per anziani. Al Molise dovrebbero arrivare circa 9mila dosi

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Il V-Day dovrebbe essere, per tutt’Italia e per tutt’Europa, subito dopo Natale e molto probabilmente entro la fine del 2020 (e non a gennaio come detto in precedenza) quando Pfizer distribuirà le prime dosi – 1,8 milioni – nei circa 300 ospedali italiani individuati dalle Regioni. Il Molise ha scelto i nosocomi di Campobasso e Isernia nonché le strutture private Neuromed e Gemelli Molise e alla nostra regione, secondo il riparto riportato anche dal Sole24Ore, dovrebbero arrivare in prima battuta 9.294 dosi. La Lombardia invece la regione che ne riceverà di più: quasi 304mila.

Oggi la Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al piano vaccini presentato dal Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri e l’avvio della vaccinazione di massa si avvicina sempre più.

Le prime somministrazioni si faranno entro fine anno, si attende solo l’ok dell’Agenzia Ue del farmaco darà il suo via libera al vaccino Pfizer Biontech – circostanza pressochè scontata dopo l’ok di ieri della Food and drug administration americana – i primi vaccinati in Italia ci saranno a giorni. Sarà un simbolico “giorno del vaccino” in cui verranno fatte le prime vaccinazioni simultaneamente nei Paesi dell’Unione Europea.

Poi entro metà gennaio la macchina delle vaccinazioni comincerà a entrare a regime. Le prime dosi, come stabilito dalla ‘tabella di marcia’ del Ministero della Salute, andranno a operatori sanitari e ospiti e personale delle strutture sociosanitarie e socioassistenziali, in primis quelle per anziani.

Il Commissario Arcuri giorni fa aveva chiesto alle Regioni di confermare con esattezza le persone da vaccinare in questa prima fase in modo da comunicare i dati alla Pfizer che porterà le dosi direttamente ai centri di somministrazione. Entro il 18 dicembre invece si dovrà conoscere quanti sono pronti ad aderire perché, come noto, non c’è obbligatorietà alla vaccinazione.

Dopo questa prima fase si procederà con le altre categorie più a rischio partendo da chi ha più di 80 anni (4,4 milioni). Se tutto filerà liscio, dovrebbero esserci oltre 10 milioni di dosi entro marzo in arrivo da Pfizer e Moderna. Poi si spera che arriveranno anche gli altri vaccini, a cominciare da quello di Astrazeneca che potrebbe ritardare di qualche settimana.

 

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