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Multato di 8mila euro durante il lockdown, il giudice annulla la sanzione

L'uomo era stato fermato dalle forze dell'ordine perchè viaggiava a bordo di un'auto con la revisione scaduta: era costretto a recarsi quotidianamente dall’anziano genitore bisognoso di assistenza

Era stato fermato ad un posto di blocco e pesantemente multato dalle forze dell’ordine perchè non aveva sottoposto a revisione l’auto su cui viaggiava. Era aprile, il periodo del primo lockdown imposto per arginare la diffusione del nuovo coronavirus. L’automobilista campobassano protagonista di questa vicenda però non dovrà pagare la sanzione: il giudice di pace a cui aveva deciso di rivolgersi ha annullato la multa che gli era stata comminata.

L’uomo aveva deciso di presentare ricorso dal momento che, nonostante le restrizioni imposte dalla normativa allora in vigore, era costretto a recarsi quotidianamente dall’anziano genitore bisognoso di assistenza. In un’occasione, durante il tragitto, era stato fermato dalle forze dell’ordine impegnate nei controlli di routine.

All’automobilista, dunque è stata contestata per ben due volte consecutive la violazione dell’articolo 80 del codice della strada: stava viaggiando con un’auto che non era stata sottoposta a revisione in epoca antecedente all’ entrata in vigore del decreto legislativo del 17 marzo 2020, n. 18. Tale decreto, come noto, aveva autorizzato fino al 31 ottobre 2020 la circolazione dei veicoli da sottoporre alle attività di revisione entro il 31 luglio 2020 (termine poi ulteriormente prorogato).

Secondo l’automobilista, la contestata omissione non era punibile in quanto la proroga prevista proprio da tale decreto si estendeva anche ai veicoli il cui obbligo di revisione era già scaduto, come nel suo caso, ad una data antecedente al 17 marzo.

Ieri (22 dicembre) la sentenza del giudice di pace di Campobasso che ha accolto il ricorso e ha annullato le sanzioni per un importo di oltre 8.000 euro, ritenendo che “le contestazioni operate si pongono in evidente contrasto con il vigente dettato normativo, essendo frutto di una inammissibile ed errata interpretazione della portata applicativa della proroga introdotta”.

L’avvocato Luca Di Carlo, che ha difeso l’automobilista, ha espresso piena soddisfazione in merito a tale pronuncia altrimenti si sarebbe prefigurata “una ingiusta ed inammissibile disparità di trattamento, tra coloro che pur avevano omesso di revisionare il proprio veicolo, sulla base di un mero criterio di natura temporale”.