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La scuola prima di tutto

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di Termoli Bene Comune-Rete della Sinistra

LA SCUOLA PRIMA DI TUTTO

Perché è il luogo delle relazioni.

Perché è il centro delle esperienze.

Perché è il luogo della condivisione.

Perché insegna ad accogliere e a vedere tutti uguali.

Perché è il miglior vaccino contro il razzismo.

Perché tiene lontani dalla strada e dal crimine tanti ragazzi.

Perché a scuola chi non ha niente può anche avere un pasto decente.

Perché protegge dalla violenza familiare.

Perché è il luogo delle regole, ma anche delle risate e della musica.

Perché, soprattutto, ce lo chiedono ogni giorno i ragazzi e i bambini seduti in strada a far lezione in presenza.

 

Per tutti questi motivi (e potremmo elencarne altri mille) chiediamo che le scuole, tutte, siano riaperte subito . La ferita inflitta da questo anno senza scuola, perché questo è stato, con buona pace della DAD, già ora rischia di non rimarginarsi più: pagheremo un prezzo altissimo, lo pagheranno i nostri giovani, in termini umani, sociali, di preparazione, in un’Europa dove quasi dappertutto le aule sono rimaste aperte, anche in situazioni peggiori delle nostre.

Non accorgersi di questo baratro significa non aver chiaro il ruolo vitale della pubblica istruzione nel futuro dei giovani, gli stessi dei quali si riempiono la bocca ad ogni piè sospinto i nostri amministratori, a tutti i livelli. E del resto sappiamo bene che posto occupi la scuola nella scala delle priorità politiche, tra zero e meno uno, per tutti i governi che si sono succeduti da troppi anni a questa parte.

Si dirà: c’è il Covid. Certo; ma è ormai evidente che i contagi avvengono per lo più al di fuori dei cancelli delle scuola, non dentro. Docenti, presidi e personale ATA hanno fatto sforzi eroici, pur in mezzo ad un’orgia di banchi a rotelle, metri per misurare distanze, istruzioni ministeriali fai da te; e sono riusciti a garantire la ripartenza in sicurezza.

Vogliamo continuare a far finta di non sapere cosa è mancato? Davvero nessuno si è accorto delle mancanze grandi come una  casa, in Italia, in Molise e a Termoli? Allora forse è il caso di dirlo chiaramente, e ancora una volta pretendere risposte. Ma non a chiacchiere,  nei fatti.

1) Non c’è stato alcun intervento, né programmazione, sui trasporti: occorreva raddoppiarli, per poter avere il 50% dei posti occupati. Sin da maggio il Comitato Tecnico Scientifico aveva intimato alle Regioni di predisporre i piani; non lo si è fatto da nessuna parte, ma questo non esime né il Presidente Toma né i sindaci  dalle loro responsabilità.

2) Non c’è stato alcun controllo serio e sistematico del territorio, per impedire assembramenti e conseguenti contagi tra gli adolescenti e tutto il resto della cittadinanza, né  in centro né in periferia, nei bar, nelle strade, nelle piazze. E tanto meno si è predisposta la presenza sistematica di vigili  al terminal bus (non ora, a buoi scappati dalla stalla, ma da settembre) e all’ingresso e uscita dagli istituti, anche per tenere a distanza i genitori che non di rado si accalcavano.

3) Non è stato avviato uno screening di massa sulla popolazione scolastica, come invece avvenuto in molte grandi città. I tamponi rapidi non sono attendibili quanto quelli molecolari, ma si sarebbe potuta ottenere almeno una mappatura generale.

 

Come si affronta un problema quando non si sa programmare? Ma è ovvio, cancellandolo. Quindi ecco i nostri grandi “Governatori, come a loro piace tanto farsi chiamare, riunirsi in conferenza delle Regioni e strillare che le scuole superiori devono restare chiuse, e forse anche le medie è meglio che lavorino a distanza. Con la stessa voce forte chiedono ovviamente che le piste di sci siano aperte.

Questo paese alla rovescia non ci appartiene. Questi amministratori (nazionali, regionali e cittadini) che si preoccupano tanto dei contagi a scuola e non delle macerie della sanità, che fanno finta di non sapere che chi è più fragile resta inesorabilmente ai margini con la DAD, che parlano solo della ripresa dell’economia dovranno rendere conto ai loro giovani cittadini di ciò che hanno loro tolto per pura incapacità. E per non aver capito che la scuola è prima di tutto.

 

Come Rete della Sinistra chiediamo al Sindaco di Termoli, come già abbiamo fatto senza ricevere risposta, cosa intenda fare sul problema trasporti e soprattutto sul controllo del territorio. Dire che non c’è personale non è una risposta. E tantomeno lo è riaprire dopo due settimane senza aver modificato di una virgola la situazione preesistente.

E chiediamo al presidente Toma di organizzare con la prefettura, cui da decreto compete questo compito, una rete efficiente di trasporto pubblico e lo screening di massa su studenti, personale ATA e docenti per poter riaprire quanto prima le scuole superiori. Oltretutto in molti paesi si potrebbero utilizzare per questo  le strutture di medicina territoriale, senza intasare gli ospedali o peggio ricorrere ai privati.

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