Il Molise esce dal mese nero del virus: in 30 giorni da noi il 70% dei morti, contro il 30% della media italiana

Il mese più nefasto sul fronte dell’epidemia è stato quello di novembre, sia per quanto riguarda i decessi (89 in 30 giorni) sia per i ricoveri in ospedale, dove la nostra regione non ha ancora invertito la rotta. Il 1 novembre c’erano 30 pazienti covid al Cardarelli, un mese dopo sono diventati 74. Cosa ha inciso in questo andamento? Sicuramente il fatto che il Molise è stato risparmiato dalla prima ondata, ma anche la maggiore circolazione del virus dovuta a un’estate “sregolata” e al fatto che non siamo mai diventati zona rossa.

In Italia nell’ultimo mese (dal 1 novembre al 1 dicembre) sono morte 17.535 persone, pari al 31% del totale di tutte le vittime della pandemia in Italia. In Molise nello stesso periodo sono morte 89 persone, pari al 69% del totale delle vittime che la nostra regione ha avuto da marzo a questa parte.

Il mese di novembre, come si vedrà dai dati che qui vi proporremo, è stato nefasto sul fronte dell’epidemia, e per quanto riguarda i decessi (soprattutto) e per quanto riguarda le ospedalizzazioni che, dopo la pausa estiva e post-estiva, sono tornate a crescere. Solo nell’ultima settimana il trend delle ospedalizzazioni in Italia ha invertito la rotta e ha ricominciato a mostrare il segno meno (sia per i ricoveri ordinari che per le terapie intensive). Ma se questo barlume si è riacceso nel Paese, non è stato così nella nostra regione. Lungi dal voler fare terrorismo ma consapevoli dei fattori alla base di questa differenziazione, vediamo nel dettaglio i dati e proviamo a capirne i fattori  che li influenzano.

Partiamo, ahinoi, dai decessi. Come detto in Molise l’incremento percentuale delle vittime dall’inizio di novembre all’inizio di dicembre è stato del 68,99% mentre in tutta la Penisola l’aumento è stato di gran lunga inferiore (31%, quindi meno della metà del nostro dato). In Molise erano 40 i morti al 1 novembre, passati a 129 il 1 dicembre. 89 persone morte in un mese, laddove nel mese precedente (30 settembre-31 ottobre) le vittime erano state ‘solo’ 16. La spiegazione (anche delle percentuali) è però semplice: il Molise è stato praticamente risparmiato dalla prima ondata, che difatti aveva provocato 23 vittime. Sul dato nazionale influisce moltissimo invece l’oltremodo elevato numero di vittime in Lombardia (in particolare) della cosiddetta prima ondata.

In Italia al 1 novembre c’erano state 38.826 vittime; un mese dopo (il 1 dicembre) queste hanno raggiunto quota 56.361. Nel giro dell’ultimo mese dunque in Italia sono morte 17.535 persone, come detto pari al 31% del totale di tutte le vittime italiane della pandemia.

Veniamo ai ricoveri. Il dato nazionale ha iniziato a mostrare segnali di miglioramento (sebbene ‘calmierato’ dall’altissimo numero dei decessi in ospedale) in particolare nell’ultima settimana circa. Il 23 novembre i ricoveri ordinari segnavano +418, il 24 novembre il primo segno meno dopo tanto tempo (-120). Dal 25 novembre al 1 dicembre rispettivamente ci sono stati -264, -275, -354, -385, -420, poi +308 e infine -376 ricoveri. Il totale è -1468 in 9 giorni, ed è sicuramente un buon segno. Quanto alle Terapie Intensive, dal 23 novembre al 1 dicembre le cifre sono state: +9, +6, +32, -2, -64, -20, -9, -9 e -81. Il bilancio segna -138 ricoveri in Rianimazione nel giro di 9 giorni.

Considerando l’intero mese, si può osservare come In Italia al 1 novembre c’erano 18.902 ricoveri ordinari e 1.939 in Rianimazione. Al 1 dicembre si è passati a 32.811 ricoveri ordinari e 3.663 in Rianimazione. La differenza è pertanto un +13.909 ricoveri ordinari e +1.724 rianimazioni. Che tradotto in percentuale significa un aumento del 73.6% per quanto riguarda i ricoveri e del 112,5% relativamente alle Terapie Intensive.

E in Molise? Nella nostra regione al 1 novembre c’erano 24 ricoveri in Malattie Infettive e 6 in Terapia Intensiva. Nel giro di un mese (dato del 1 dicembre) le prime sono passate ad avere 65 pazienti ricoverati e le seconde 9 (ieri 2 dicembre sono diventati 10 i posti letto occupati in Rianimazione). Si sono però toccate però punte di 14 persone intubate in Rianimazione (solo pochi giorni fa) poi scese ma in particolare per via dei molti decessi. I ricoveri ordinari sono cresciuti spropositatamente (di 41 in un mese) per una percentuale di aumento che è del 170%. Chiaro che le basi numeriche (molisane e nazionali) sono molto diverse e quindi fare un raffronto tout court tra le percentuali non avrebbe molto senso. Il dato molisano però restituisce un’idea netta di quel che è avvenuto nell’ultimo mese, particolarmente ‘nero’ sia per quanto riguarda le vittime che per quanto concerne i ricoveri.

Non c’è stato un giorno che al Cardarelli non ci sia stato nemmeno un ricovero. Il numero minimo è stato 2 e il massimo 11. Complessivamente dal 1 novembre al 1 dicembre ci sono stati 204 nuovi ingressi Covid nell’ospedale hub molisano, per una media di oltre 6 e mezzo al giorno. Invero sono state tante anche le dimissioni. Il record il 19 novembre quando sono state addirittura 12 nell’arco di 24 ore. Il totale di chi, dopo un periodo di ricovero, è stato dimesso perché guarito o perché divenuto asintomatico è stato 91, per una media di quasi 3 al giorno.

C’è da considerare poi che il Molise non è mai diventato zona rossa (e neanche arancione): ciò ha chiaramente comportato una maggiore circolazione del virus e di conseguenza non c’è stato un calo nelle ospedalizzazioni, come invece avvenuto ad esempio nel vicino Abruzzo.