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E’ morto Ettore Tomassi, comandante della Penitenziaria e appassionato tifoso del Lupo

E’ morto Ettore Tomassi. Comandante della polizia penitenziaria di Campobasso, aveva 59 anni. E questa mattina il suo cuore ha smesso di battere all’ospedale Cardarelli: era stato ricoverato in Rianimazione dopo aver contratto l’infezione da nuovo coronavirus.

Amato e benvoluto, Tomassi era in malattia da circa un anno. Colpito da un aneurisma era in fase di ripresa e si stava sottoponendo ad un percorso di riabilitazione ma non ce l’ha fatta. In questo dannato 2020 se ne va dunque un altro nome che nel tessuto campobassano si era bene integrato.

Dopo aver girato il Paese e prestato servizio anche in istituti penitenziari complicati in momenti che hanno segnato finanche la storia delle carceri italiane, era stato destinato al capoluogo di regione. Dove aveva instaurato buoni rapporti con tutti. Sia all’interno del penitenziario di via Cavour che con le autorità esterne.

Sempre pronto a difendere l’operato dei suoi uomini, costretti spesso a lavorare in condizioni difficili a causa delle carenze di personale, Tomassi prima di essere costretto a ricorrere alle cure dell’ospedale aveva condotto con la squadra mobile l’indagine all’interno del carcere campobassano dove erano stati sequestrati telefoni e droga.

Oltre alla vita in uniforme, aveva amicizie e passioni anche al di là della struttura di via Cavour. Affabile e cordiale con tutti, non era raro trovarlo in compagnia di amici e conoscenti per lunghe passeggiate al centro. Sempre sorridente, era consuetudine accompagnare al suo saluto “prendiamo un caffè?”.

Era una presenza fissa allo stadio in veste di tifoso. Solito accomodarsi in tribuna centrale, la domenica amava seguire le partite del Campobasso. Inconfondibile la sua voce forte, squillante, quando incitava i rossoblù o contestava qualche decisione errata dell’arbitro di turno.

Gli piaceva il calcio e in particolare quello campobassano, mancherà ai cronisti con i quali si intratteneva spesso a discutere di questa o quella decisione dell’allenatore e ai tanti che l’hanno conosciuto.

Il 2 gennaio, alle 11.30, nella chiesa di San Giuseppe Artigiano si terranno i funerali che si svolgeranno secondo quanto prevedono le disposizioni anti-contagio.

Quest’anno maledetto porta via un’altra bella persona che faceva parte di noi. Ciao Ettore.