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Coronavirus, nelle prossime ore 900 vaccini all’ospedale di Termoli e altri 2mila al Cardarelli

Il presidente della Regione Molise, Donato Toma, preannuncia l'arrivo di un nuovo carico di dosi: “Saranno vaccinati gli operatori sanitari, dipendenti e ospiti delle Rsa. Poi procederemo con Protezione civile e forze dell’ordine. A breve anche le fiale di altre case farmaceutiche”

Il 27 dicembre 2020 è passato alla storia come Vax day, il primo giorno della vaccinazione contro il coronavirus. Ma quali sono le tappe successive?

Nelle prossime ore arriveranno al San Timoteo di Termoli 900 vaccini e contestualmente, o di lì a poco, ne arriveranno altre 2mila al Cardarelli di Campobasso, dove domenica 27 dicembre le prime 30 dosi sono state somministrate (altre 20 sono state destinate ad una Rsa di Ripalimosani).

“I vaccini arriveranno in Molise e saranno stoccati nei due centri hub previsti per garantire la conservazione a meno 75 gradi – spiega il direttore generale della Asrem Oreste Florenzano – I due hub son Termoli e Campobasso. Questo assolutamente non significa che i vaccini non verranno effettuati anche ad Isernia e provincia. I vaccini come è normale che sia verranno prelevati dalle celle ed utilizzati garantendo la conservazione della catena del freddo per la somministrazione (da -2 a – 8 gradi)”.

Arriverà entro domani in Italia il secondo carico delle 450mila dosi del vaccino Pfizer in partenza in queste ore dal Belgio. A quanto si apprende non si esclude che, anche a seconda delle difficoltà di raggiungimento dei vari territori e delle attuali condizioni meterologiche, in alcune regioni le dosi possano arrivare anche dopodomani, mercoledì, ma non più tardi.

Ospedale San Timoteo e ospedale Cardarelli: sono questi due dunque i prossimi step messi già nero su bianco e comincia a profilarsi un calendario di quelli che saranno i passi più importanti sia a breve che a medio termine.

Le fiale saranno distribuite secondo le priorità di somministrazione. “Procederemo con medici, infermieri, oss, operatori sanitari e ospiti e operatori delle Residenze per anziani” spiega il presidente della Regione Molise, Donato Toma,  che al riguardo presenterà domani (29 dicembre) una relazione dettagliata nel corso del ‘tavolo covid’ convocato in Consiglio regionale.

Il 4 gennaio l’Agenzia europea Ema dovrebbe dare il suo via libera al vaccino dell’americana Moderna, che è stato già validato dall’Fda, l’autorità americana. A quel punto alle dosi della Pfizer Biontech già in arrivo negli hub italiani, si aggiungeranno quelle di Moderna che “stiamo aspettando – continua il governatore – per organizzare il piano di somministrazione nei dettaglia. Di questo aspetto si sta occupando l’Asrem ovviamente che sta mettendo a punto i luoghi e le squadre che procederanno al lavoro di somministrazione”.

Già dal 1 aprile potremmo avere 13 milioni di vaccinati e così avremmo già raggiunto la Fase Uno, cioè quella che ci consente di avere il primo impatto epidemiologico”. Anche se non significa che la battaglia è vinta e che possiamo tornare da subito ad una vita normale. “Pensarlo – ha detto ancora il capo della Giunta regionale – sarebbe devastante”.

Dall’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, arriva un’altra importante previsione: in tre mesi – assicura il direttore generale Nicola Magrini -, già tra febbraio e marzo, gli ospedali saranno covid free e le Rsa in sicurezza. Questo, secondo l’Aifa, sarà possibile grazie alla somministrazione delle prime 1,5 milioni di dosi di vaccino (tra Pfizer Biontech e Moderna) al mese.

Quindi soltanto a settembre – secondo gli esperti – potremmo raggiungere l’immunità di gregge perché secondo l’Aifa si potrebbe “raggiungere una percentuale di vaccinati superiore al 70% della popolazione italiana. Ma tutto dipenderà da quante dosi di vaccino arriveranno realmente e soprattutto da quanti italiani decideranno di vaccinarsi”.