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Chef Angelo apre il suo locale nel lockdown: “La cucina è fatta di Emozioni più forti di qualunque virus” fotogallery

Ha scommesso, consapevole dei rischi. "Di Campobasso conservo cavatiell e tracchiulell ma punto sulla cucina a base di pesce" rivela il cuoco, campobassano d’adozione e campano di origini, che ha inaugurato il suo locale in via Marconi, nel cuore del centro storico. Un ristorante ricavato dalla pietra, che è raffinato ed elegante. Un menù che prevede una tradizione rinnovata e che punta soprattutto sul pescato. Ma soprattutto una scommessa che insegue i sogni, la passione e il talento

Nel 2018 aveva iniziato a pensare ad un locale tutto suo. Forte dell’esperienza maturata lavorando assieme a nomi autorevoli della cucina italiana, consapevole della sua passione capace di creare non dei banali piatti ma vere e proprie opere d’arte per il palato, Angelo Pagano, anzi chef Angelo, ha deciso di giocare al rialzo contro il Covid.

angelo pagano

Lui, il virus, ci ha tolto. Chef Angelo, ha scelto coraggiosamente di dare. E lo ha fatto investendo.

Contro le previsioni e contro ogni prospettiva, ha giocato di cuore, passione e audacia che da sempre è la virtù dei forti. E Angelo ne ha da vendere. “Ho investiti nel mio sogno perché fermarsi – racconta – avrebbe significato darla vinta ad un periodo storico che ci  ha già privato di tanto. Troppo. Ora basta. Ma non lo dico soltanto per me, lo dico per quanti come me operano nel settore della ristorazione messo a dura prova più di altri, da questo drammatico momento”.

Seguito  da sua moglie Veronica, molisana doc, ieri – lunedì 7 dicembre – ha aperto il ristorante che tanto desiderava. E che – meritatamente –  porta il suo nome. “Emozioni”, chef Angelo Pagano: un’insegna che è già garanzia. Via Marconi 129, cuore del centro storico. Ambiente elegante e raffinato, ricavato nella caratteristica pietra del borgo campobassano. Quando varchi la soglia l’atmosfera che ti avvolge è ricca dei profumi dell’innovazione, di un calore intimo e familiare, è arricchita dal sorriso contagioso di uno team di lavoro giovane e volenteroso.

Chaf Angelo, delle sue origini partenopee conserva l’arte di saper cucinare il pesce. Di Campobasso, invece, mantiene la tradizione  della ricetta a base di “cavatiell e carn e puorc”, dice finanche con il dialetto tipico del posto.

Angelo è arrivato fin qui sacrificando tutto se stesso. “Questa decisione ha portato nella mia vita il susseguirsi di una marea di emozioni” e anche Veronica, sua moglie, ha appoggiato la volontà del marito di mettersi in gioco ed il desiderio di crearsi un “laboratorio d’arte” tutto suo.

Ricorda la determinazione, ma anche la paura di non farcela quando è arrivato il Covid a sconvolgere tutti i programmi. Rammenta l’ansia, la voglia di crescere, la responsabilità. Una sfida tutta da combattere che alla fine “ho accettato nonostante lockdown e crisi economica”, spinto anche “dalla voglia dei miei clienti che volevano cucinassi per loro in un posto che rispondesse a quello che disegnavo nel piatto. Quindi un luogo seducente, accogliente, capace di accompagnare emozioni dall’inizio alla fine”.

Campano di origini, campobassano di adozione, poi una vita in giro per la professione, qui a Campobasso di senti ambasciatore dei sapori della tua terra?

“Io sono fiero di rappresentare due splendide regioni come la Campania e il Molise che non sono poi molto diverse e sono ugualmente interessanti. Rappresentarle nei miei piatti è per me una grande responsabilità.

Il pesce, ma anche la carne seppure in piccole dosi, mi garantisce la fortuna di spaziare tra materie prime e profumi diversamente rappresentativi, facendomi sentire a tutti gli effetti un ambasciatore di tutti e due i territori dove cucinare significa avere la fortuna di rendergli l’omaggio che merita”.

Cosa significa essere chef?

“Avere passione per la cucina e quindi lavorare tutti i giorni per rendere quella cucina capace di suscitare reazioni emotive forti”.

Sei la dimostrazione che col lavoro ed il talento anche in una piccola realtà come Campobasso si può fare cucina di altissimo livello e allo stesso tempo crescere anche con gli affari e ambire a grandi traguardi. Quali sono gli ingredienti fondamentali che non devono mancare in un percorso come il tuo?

“Cuore, passione, desiderio spasmodico di emozionare ed emozionarsi mentre si è in cucina”.

Hai parlato di materie prime che per te sono fondamentali. Il pesce che servi a tavola lo scegli tu?

“Certo. Lascio nulla al caso. Il cibo è cultura, è un’enciclopedia in continuo movimento: bisogna girare, scegliere, selezionare perché quel piatto con quel prodotto  è il nostro investimento per il futuro. La materia prima è il punto di partenza, l’origine del piatto. Non si può sbagliare. E da lì che inizia il viaggio verso le emozioni”.

E in Molise chiunque apprezza il buon cibo e qualità.

“Chi non ama un piatto fatto bene in tutte le sue componenti a cominciare dalla presentazione proseguendo per il gusto e la qualità degli ingredienti?”.

Nel tuo “Emozioni” più pesce che carne, dicevi…

“Amo il pesce. Ho sempre amato il mare, ma non disdegno la carne anche se ne serviremo poca e comunque per andare incontro anche alle esigenze del cliente che non mangia pescato”.

Quale è la differenza tra un bravo cuoco ed un grande cuoco?

“Secondo me tutto risiede nella capacità di uno chef di lasciare un segno nell’ospite che è seduto al tuo tavolo e che quindi quando si alza è già pronto a tornare di nuovo”.  Proposito che chi ha avuto la fortuna di assaporare la cucina di chef Angelo, non ha dubbi prenda forma sin da subito. Perchè dopo aver provato una sua portata si ha voglia di provarne già subito un’altra. E’ una questione di Emozioni… e ho detto tutto!