Carabinieri del Nas al San Timoteo per indagine sui percorsi Covid. Tamponi, tutti in coda al freddo fino a tardi

Gli uomini del comandante Di Vito proseguono le verifiche nell’ospedale di Termoli per accertare il rispetto dei percorsi separati, visto che anche il nosocomio adriatico ospita in Pronto soccorso pazienti infetti. Dal segretario regionale Pd Facciolla una denuncia corredata di fotografia sulle lunghe attese per sottoporsi a tampone nel vecchio nosocomio di via del Molinello. E intanto domattina, mercoledì, presidio di protesta degli operatori della sanità davanti il San Timoteo.

I carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazione di Campobasso tornano al San Timoteo di Termoli per nuove verifiche sul rispetto della separazione tra percorso covid e no covid. Fioccano Infatti le segnalazioni relative anche al nosocomio adriatico sulla presunta inosservanza della distinzione tra corsie di ingresso e uscita per pazienti contagiati.

Gli uomini del comandante di Vito al lavoro dunque sul rispetto di due percorsi, che devono essere garantiti dalla legge. Il problema si è posto e continua a porsi proprio perché il San Timoteo non è, almeno sulla carta, un ospedale dedicato ad accogliere malati con il virus e dunque potenzialmente contaminati. Nei fatti però, anche con la realizzazione dell’area grigia dove si attende il trasferimento al Cardarelli di Campobasso, sono numerosi i pazienti covid che arrivano nel nosocomio adriatico.

Qui sono tornati, anche ieri, i carabinieri del Nas per proseguire gli accertamenti, i cui esiti si dovrebbero conoscere a breve.

Nel mirino anche la segnalazione fatta e supportata da una fotografia (sopra) del segretario regionale Partito Democratico Vittorino Facciolla, che rimarca le decine di persone in fila al freddo in attesa di fare il tampone presso i locali di via del Molinello. “Sono uno accanto all’altro senza sapere se siano positivi o negativi al covid e la stessa scena si ripete ogni giorno al Cardarelli di Campobasso dove le temperature sono anche più basse e le code più lunghe”.

Situazioni queste che ormai si registrano in tutta la regione, e  che diventano uno dei motivi di protesta da parte degli operatori sanitari, che non si sentono sufficientemente tutelati dalla direzione Asrem e che domattina, mercoledì 2 dicembre, terranno un presidio pubblico proprio davanti l’ospedale di Termoli alzando le bandiere delle rispettive sigle sindacali aderenti e cioè la Cgil, la Cisl Fp, Uil fpl, Fials, Fsi-Usae, Nursing up.

Un presidio che, si legge nella nota, “arriva a seguito delle mancate soluzioni dei problemi sollevati più volte alla direzione generale Asrem, alla direzione generale della Salute, al Presidente della Regione Molise e al commissario ad acta”.

Resta anche da chiarire quello che lo stesso Facciolla scrive e cioè che si sta valutando di assegnare 6 posti letto covid al San Timoteo. Informazione che al momento non risulta alle forze dell’ordine. Come potrebbe essere possibile gestire la presenza di questi ammalati se non si hanno i percorsi separati? Il problema infatti è che  l’entrata in pronto soccorso è una sola e viene condivisa da tutti i malati.

Chi dovrebbe occuparsene però non c’è, perché il San Timoteo è senza direttore sanitario da gennaio 2020, quando la dottoressa Morelli è andata via e alla sua mancanza non è stato posto rimedio. Per Facciolla “Termoli è considerata estrema periferia del mondo e siamo lontanissimi dal trovare soluzioni concrete. Toma e Florenzano – conclude – pensano di poter gestire la sanità e soprattutto una grave emergenza come quella che stiamo vivendo facendo magheggi, celando i numeri e predicando bugie, ma la realtà è purtroppo ben diversa”.

La denuncia del periodico ‘La Fonte’: “La malasanità uccide il Molise”