Da area commerciale con cinema e ristorante a ‘cuore’ della filiera corta: come sono cambiati i piani per rilanciare il mercato coperto

Negli ultimi cinque anni si sono susseguite proposte e idee sulla riqualificazione dello stabile progettato negli anni Cinquanta dall'architetto Enrico Mandolesi. Ora la Giunta Gravina accelera: "Abbiamo rischiato di perdere i soldi del Bando periferie e siamo stati costretti a modificare il vecchio progetto aggiungendo 750mila euro: c'erano problemi per i sottoservizi e i parcheggi". Il trasferimento degli espositori dunque sarà inevitabile per l'avvio del cantiere ma "almeno realizzeremo un'opera utile alla città".

L’impresa Di Biase che si era aggiudicata il project financing nel 2016, oltre a realizzare un’area commerciale con 24 box coperti e 28 banchi (non delimitati), avrebbe realizzato un grande magazzino, un cinema con quattro sale per 800 spettatori, una tavola calda con tetto panoramico e un parcheggio a 385 posti auto. Il piano, che risale alla legislatura targata Peppe Di Fabio e che includeva anche la riqualificazione del mercato ambulante di corso Bucci, poi è naufragato. E ora sulla seconda vita del mercato coperto di via Monforte c’è il nuovo progetto che l’amministrazione M5S è intenzionata a portare avanti.

I primi dettagli sulla riqualificazione della struttura progettata negli anni Cinquanta dall’architetto Enrico Mandolesi (il professionista che ha progettato anche il quartiere Cep, uno degli esempi di edilizia residenziale pubblica che ha fatto scuola in Italia, e che ha rivoluzionato le concezioni urbanistiche e architettoniche dall’epoca) sono stati forniti ieri – 29 dicembre – in Consiglio comunale, quando è stata discussa (e poi bocciata) la mozione del centrosinistra.

Il mercato coperto di Campobasso è destinatario di un corposo finanziamento del Governo all’interno del ‘Bando periferie’: 9 milioni e mezzo. Soldi che l’ex governo Pd guidato da Antonio Battista avrebbe voluto spendere per riqualificare la struttura. L’obiettivo era ricreare il mercato coperto (ispirato al ‘Fico’ di Bologna) con un parcheggio di 70 posti e attività commerciali legate ai prodotti a chilometro zero, ristorazione ed enogastronomia.

Il piano della giunta Gravina prevede che lo stabile di via Monforte diventi il “cuore” della filiera corta, dei prodotti a chilometro zero, del biologico, ma anche location in cui realizzare manifestazioni ed eventi dedicati alla vendita dei prodotti e alla cultura della sana alimentazione, come ha spiegato l’assessora al commercio Paola Felice.

Ma prima dell’avvio del cantiere, in programma in primavera, l’amministrazione pentastellata ha dovuto modificare il progetto della ex giunta comunale per prevedere una serie di servizi (come gli allacci di acqua e gas) che non erano stati messi in conto. “Dobbiamo aggiungere 750mila euro per rendere fattibile un progetto che abbiamo dovuto modificare e rimodulare perché presentava problematiche soprattutto riferite ai sottoservizi e alle zone dei parcheggi“, ha puntualizzato il sindaco Roberto Gravina che non ha risparmiato frecciatine velenose ai firmatari della mozione (Battista, Trivisonno, Chierchia e Salvatore), gli stessi che lo hanno preceduto alla guida del Municipio del capoluogo.

“Lo scorso ottobre abbiamo saputo dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che saremmo stati esclusi dal finanziamento perché non era stato fatto nulla”, ha precisato ancora il primo cittadino. E poi: “I progetti legati al Bando Periferie, così com’erano stati presentati inizialmente, per il 70 per cento, contenevano inesattezze e mancanze non di poco conto”  e “non c’era un centesimo appostato su strutture mobili da allocare da altre parti, sostenerlo è falso”.

Quando il cantiere per la riqualificazione dello stabile prenderà il via, gli espositori saranno trasferiti al mercato coperto del Cep. Ed è noto che la novità ha provocato malumori sia tra i commercianti che tra i clienti abituali, prevalentemente i residenti del centro storico.

Il mercato di via Monforte è un’area mercatale che dal 2015 non è potuta più essere oggetto di bando per l’assegnazione dei posteggi, – ha specificato Felice – e questo perché già da allora non rispondeva alle norme sanitarie per poterlo fare. Ad oggi, quindi, risultano come attività, due assegnatari di box, uno per prodotti alimentari e uno per prodotti ortofrutticoli. Vi sono, poi, 7 coltivatori diretti che occupano i banchi e 7 spuntisti, più tre operatori ittici. La maggior parte degli operatori frequentano il mercato solo nei giorni del mercoledì e del venerdì, quando sono presenti i tre assegnatari dei posti per prodotti ittici”.

Per evitare lo spostamento degli espositori al Cep è stata ipotizzata la creazione di una tensostruttura in un’area adiacente al mercato, ma poi il progetto è saltato a causa di “problemi oggettivi per le autorizzazioni”, ha rimarcato ancora l’assessora al commercio. “La tensostruttura inoltre non può accontentare tutte le categorie merceologiche in base alle prescrizioni imposte dall’Asrem”. Infine, i tempi: “Sono davvero troppo stretti”. Scartata pure la proposta del centrosinistra di utilizzare le aree esterne dalla Casa della Scuola di via Roma che sarà a sua volta al centro dei lavori di ristrutturazione.

Il trasferimento dei commercianti dunque sarà inevitabile quando sarà avviato il cantiere ma almeno “realizzeremo un progetto utile all’intera città”, le parole del sindaco.

L’idea dell’amministrazione pentastellata è “rendere il mercato coperto un punto centrale della vita commerciale cittadina potenziando la filiera corta e valorizzando i prodotti tipici locali, il biologico, sarà un luogo di vendita e degustazione“, ha spiegato l’assessora Felice. “La riqualificazione del mercato coperto sarà anche l’occasione per diffondere una cultura dell’alimentazione, per organizzare corsi di cucina e iniziative sulla corretta alimentazione attraverso manifestazioni ed eventi ad hoc”.