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Aiuto, è sparito il Cenone. L’asporto non tira e i locali rinunciano, sarà un San Silvestro fai da te

Sono pochissimi i locali termolesi che hanno preparato un menu per la sera del 31 da consumare a casa. Rare le richieste rispetto ai costi e scarsa abitudine per il cosiddetto Take Away spingono i ristoratori a rimanere chiusi

Il 2020 porta via anche un’altra tradizione e nemmeno l’asporto sembra poter salvare il caro vecchio Cenone di San Silvestro. A soli due giorni dall’ultimo dell’anno infatti, la maggior parte dei ristoranti di Termoli e dintorni sembra aver accantonato l’idea di proporre un menu a tema per San Silvestro.

Mentre le proposte per il Natale non mancavano, stavolta la scelta è molto più ristretta. Vince probabilmente la tradizione e con essa la voglia di non spendere molto in un periodo di vacche magre. Ma evidentemente il settore del cosiddetto Delivery, come per altro già scritto proprio da primonumero.it prima di Natale, non sembra in grado di decollare in Molise.

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Sono ancora pochi coloro che scelgono di ordinare pranzo o cena da casa, magari via Internet e attendere la consegna a casa. Inoltre, a differenza di quanto ci si potesse immaginare, nemmeno il Take Away risulta essere una scelta quotata di questi tempi.

Così in giro per la città sono letteralmente spariti quei manifesti che solitamente campeggiavano da primi di dicembre, quelli che pubblicizzavano cenoni e feste per accogliere il nuovo anno. Quest’anno è tassativo mangiare a casa, ma sono davvero pochi i locali ad aver approntato un menu specifico e a pubblicizzarlo. Anche sui social, Facebook e Instagram su tutti, è quasi impossibile trovare delle proposte per un Cenone da consumare già pronto.

Ristoranti chiusi Termoli

‘Oyster Fish’, ad esempio, sulla propria pagina Facebook invita a chiamare al locale per decidere le pietanze da ordinare, pur senza proporre un menu o una scelta condizionata. Il ristorante di cucina napoletana ‘La Sbirra’ o il fast food di pesce ‘Maramimmo’ hanno invece pensato di realizzare menu prestabiliti per Natale e Capodanno. Chi vuole, può ordinare i piatti proposti e cenare così in attesa della mezzanotte.

Ma più in generale emerge chiaramente la poca volontà da parte dei ristoratori di fare il passo più lungo della gamba. La scarsa domanda del pubblico per il cibo da asporto, unito probabilmente anche alle poche richieste avute per Natale, hanno spinto molti locali a chiudere in attesa della riapertura fissata al prossimo 7 gennaio, anche per i costi che rischiano di essere eccessivi rispetto ai guadagni. Chi vuole Zampone e lenticchie dovrà attrezzarsi da sé stavolta.