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A processo comandante dei vigili. Parla Greco: “Ero all’oscuro del rinvio ma sono innocente. Al sindaco? L’avrei detto”

Rinviato a giudizio per stalking e abuso d'ufficio tre giorni dopo il suo insediamento al comando dei vigili urbani di Campobasso. Parla Luigi Greco: "Ho la coscienza a posto, lo dimostrerò. Che andrò a processo l'ho saputo dai giornali, sospetto un disegno preordinato dietro". E sul sindaco Gravina aggiunge: "Gliel'avrei detto se l'avessi saputo ma non mi hanno ancora notificato nulla".

“Non avevo idea di essere stato rinviato a giudizio ma se l’avessi saputo non avrei avuto problemi a comunicarlo al sindaco il giorno in cui mi ha presentato alla città di Campobasso”.

Sono le parole di Luigi Greco, neo comandante dei vigili urbani del capoluogo molisano, alla guida del comando di via Toscana dopo un lungo periodo di vacatio e immense difficoltà durato sei anni.

Lui, pugliese di 52 anni e vincitore di una selezione pubblica (indetta lo scorso 3 marzo e conclusasi questa estate) fortemente voluta dal governo 5 Stelle di Roberto Gravina, dovrà affrontare un processo per stalking e abuso d’ufficio. Reati che Greco avrebbe commesso nelle sue vesti di comandante nel Comune di Corigliano Calabro. La notizia è arrivata in regione appena tre giorni dopo il suo insediamento. “E forse in questo non c’è nulla di casuale”.

Raggiungiamo Greco a telefono mentre si trova alla scrivania del suo ufficio dove i vigili assicurano “lavora dalla mattina alla sera”.

Inevitabile che questa notizia abbia destabilizzato l’intero comando di polizia municipale. “Ho ricevuto solidarietà da tutti i miei collaboratori – assicura il comandante – li sto conoscendo in questi giorni, vengono da me a presentarsi, la mia porta è sempre aperta. C’è tanto da fare a maggior ragione che sono qui da pochissimo. Ho trovato persone molto disponibili e un clima sereno”.

Severo ma pronto al dialogo: così lo descrive chi lo ha conosciuto in questi primissimi giorni di lavoro. L’aria in via Toscana, insomma, nonostante questo fulmine a ciel sereno, è positiva. E sembra quasi che gli agenti della municipale stiano facendo da scudo al comandante temendo provvedimenti disciplinari o, peggio ancora, il suo licenziamento. L’ipotesi non è così peregrina: Greco è inquadrato come dirigente e in quanto tale il primo cittadino deve potersi fidare di lui. Dev’esserci, insomma, un rapporto fiduciario che una vicenda giudiziaria come questa potrebbe (ma non è detto che lo faccia) compromettere.

A Palazzo San Giorgio il primo cittadino ha preso tempo. Dopo aver appreso dei guai giudiziari di Greco “dai giornali” ha parlato di “verifiche e approfondimenti in corso”.

A processo il comandante dei vigili urbani, il sindaco: “L’ho saputo dai giornali”

Probabilmente il sindaco vuole capire se le dichiarazioni di Greco fatte al momento della domanda al bando comunale corrispondano a verità. Per questo negli uffici del Comune si stanno spulciando i documenti prodotti e presentati quando lui si è candidato al concorso. Tra i requisiti della selezione pubblica c’era l’assenza di condanne penali e di procedimenti o sanzioni disciplinari.

“Non ho mai riportato condanne penali – assicura il comandante – e in venti anni di carriera non c’è stata mai una sanzione o procedimento disciplinare a mio carico. Non so, onestamente, in quale direzione possano andare queste verifiche”.

Senza entrare nel merito della vicenda giudiziaria (il prossimo 19 febbraio ci sarà la prima udienza) Greco si dice “mortificato e addolorato” per la tempistica, a suo dire sospetta, con cui questo è stato fatto questo scoop giornalistico (i primi a dare la notizia sono stati quelli del quotidiano calabrese Altrepagine diretto da Fabio Buonofiglio). Più che un attacco alla libera informazione il comandante teme per una “disegno preordinato” dietro un rinvio di cui assicura: “Non sapevo nulla né io né il mio avvocato a cui non è stato notificato alcunché. Posso solamente dire di avere la coscienza a posto, dimostrerò la mia innocenza nelle sedi deputate”.