600mila euro per 144 telecamere truffa, l’assessore Cretella: “Immagini scarse, schermi oscurati. Noi segnaliamo ma…”

Finanziate nel 2015 dalla Regione Molise, si sono rivelate un bluff. Segnale scadente, schermi oscurati, assenza di registrazioni: ogni volta che gli investigatori si sono rivolti alla sala operativa della Municipale di Campobasso per acquisire le immagini non c'è stato verso di poterle utilizzare a supporto dell'azione investigativa. Tra rassicurazioni e spreco di energie per acciuffare ladruncoli e malintenzionati forse le scuole farebbero bene a dotarsi di un sistema di allarme.

L’ennesima incursione di ladri alla scuola elementare Colozza e il tentativo fallito alla Petrone di Campobasso riaccendono il dibattito sulle telecamere installe nel capoluogo. Centoquarantaquattro quelle piazzate nei cosiddetti luoghi sensibili, monitorate dalla sala operativa della Municipale e costate, euro più euro meno, seicentomila euro. Fondi del Patto per la sicurezza fortemente voluto dall’ex governo regionale di centrosinistra nel 2015.

Lo abbiamo scritto tante volte: le telecamere si sono rivelate un mezzo bluff perché hanno, da sempre, una marea di problemi tecnici irrisolti che le rendono quasi sempre inutilizzabili nel momento in cui dovrebbero fornire un valido supporto investigativo alle forze dell’ordine.

Qualche settimana fa, tanto per fare un esempio, dei malintenzionati si sono intrufolati alle medie della Colozza. “La Polizia – come ci conferma oggi il comandante dei vigili urbani, Luigi Greco – ci ha formalmente chiesto le registrazioni di un paio di telecamere della zona ma non siamo stati in grado di fornirle: il sistema non ha salvato in memoria le immagini”.

E questo, meglio precisarlo subito, non per scarse capacità tecniche della Municipale ma per l’assenza di segnale wi fi nel momento in cui il reato veniva commesso. “Speriamo che rispetto all’episodio più recente (quelli scoperti il 16 dicembre) potremo essere d’aiuto agli investigatori fornendo loro delle registrazioni”.

assessore cretella

La conferma che qualcosa non va giunge anche dall’assessore Simone Cretella, impegnato da tempo sulla questione della sicurezza. “Le telecamere sono ancora in modalità test e anche se il Comune di Campobasso funge da gestore pro tempore dell’impianto, di fatto è come se non ci avessero ancora consegnato le chiavi. In termini pratici significa che a volte ne funziona la metà, altre di più, altre volte neppure una. Noi segnaliamo i malfunzionamenti ma senza che si arrivi a risolvere i problemi tanto che, anche quando le registrazioni ci sono, la qualità delle immagini è talmente scadente che sono inutilizzabili. Per quanto riguarda il caso Colozza è certamente vero che parliamo di una scuola particolarmente vulnerabile dove basta davvero poco per scardinare gli accessi”.

L’ultima volta che l’assessore Cretella è intervenuto sulla questione telecamere era luglio scorso: in quella occasione – se ne parlò in consiglio comunale – le sue parole furono piuttosto rassicuranti sia sui progressi fatti che sul collaudo imminente.

Oggi il tenore delle dichiarazioni è ben diverso perché l’impianto è ancora in modalità test, sarebbe a dire suscettibile di modifiche e aggiustamenti, e non c’è stato collaudo.

Un altro che rassicurava tempo addietro era il presidente della Regione Molise Donato Toma che addirittura si sbilanciò nel dire che la “messa in opera” ci sarebbe stata entro il 15 dicembre. Già, ma del 2019!

Annunci a parte resta il problema che riguarda le scuole di Campobasso prese di mira – questo almeno sospetta la Polizia – da tossicodipendenti che violano il coprifuoco e rischiano l’arresto per fregare pochi spicci dalle macchinette del caffè (come avvenuto alla Colozza). Il punto è che anche dei ladri come loro fanno perdere un mucchio di tempo agli investigatori come pure alla dirigenza scolastica, agli studenti e alle loro famiglie (due mattine fa i bambini delle elementari sono stati rimandati a casa per la sanificazione).

Forse, ma è solo una proposta, sarebbe un deterrente migliore delle telecamere-truffa un allarme nelle scuole collegato alla centrale operativa delle forze dell’ordine. Non a caso alla Petrone ha funzionato mettendoli in fuga prima che potessero portare via qualcosa.