Violenza sessuale su una commessa, a processo il direttore di un market già licenziato

Accolta la richiesta della consigliera Pina Cennamo che ha collaborato alla tutela di una giovane commessa insieme all’avvocata Laura Carfagnini. La vittima che lavora nel supermercato lancia un appello: “Abbiate fiducia nelle istituzioni e denunciate questi abusi”

La vittima di questa brutta storia di violenze e abusi è una giovane donna, lavoratrice in un supermercato della provincia di Campobasso. Ed è al lavoro, quando improvvisamente, inizia a subire le avances da parte del suo direttore. Molestie sessuali ripetute che questa giovane commessa respinge con determinazione e che racconta al suo avvocato di fiducia Laura Carfagnini e poi alla consigliera di parità della Regione Molise, l’avvocato Pina Cennamo.

Firma la querela e partono le indagini. Quando l’inchiesta si chiude, il capo di accusa a carico di quell’uomo, che aveva abusato della sua posizione di forza all’interno del supermercato credendo di “sottomettere” per questo la lavoratrice, è di violenza sessuale aggravata.

Ieri – lunedì 8 novembre – è stata celebrata l’udienza davanti al giudice per le udienze preliminari, Federico Scioli. La giovane commessa si è costituita parte civile sostenuta dall’avvocata Carfagnini, insieme alla costituzione della Consigliera di parità. Aspetto, quest’ultimo, che ha colto di sorpresa la controparte che si è opposta all’istanza.

Il Gup si è riservato prima di emettere il verdetto. Per quasi un’ora quindi ha riflettuto sulle istanze e valutato ogni aspetto, fino a tornare in aula per stabilire non soltanto il rinvio a giudizio a carico dell’ormai ex direttore che dovrà rispondere davanti al tribunale collegiale di Larino il prossimo 23 febbraio di violenza sessuale aggravata, ma ha anche accolto (ai fini del risarcimento dei danni morali) la costituzione di parte civile nella persona della consigliera Pina Cennamo (oltre naturalmente a quella della vittima).

“Questa giovane lavoratrice è un esempio per molte altre donne che invece purtroppo, per paura o per sfiducia, spesso non denunciano” ha commentato la Cennamo dopo il verdetto. Ma l’appello più importante arriva proprio da questa giovane commessa che, sollevata dalla decisione del giudice, ha voluto lanciare un messaggio a tante come lei: “Voglio che quanto accaduto in quest’aula di tribunale arrivi nelle case di tutti. Soprattutto nelle case di quelle donne che purtroppo subiscono senza reagire credendo diversamente di perdere magari il posto di lavoro. No, non è così. La violenza va respinta. Non voglio che accada più – conclude – ma se accade, fidatevi delle istituzioni e denunciate”.