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Sos delle case di riposo: “Siamo allo stremo, lavoriamo senza sosta. Servono nuove regole”

Preoccupano i focolai nelle strutture per anziani. Criticità nella casa alloggio 'Giardino di Ninetta' di Oratino: "Uno dei nostri dipendenti ha avuto un crollo dopo aver assistito senza turni di riposo gli anziani. Abbiamo presentato denuncia ai Carabinieri per consentire il cambio degli operatori, occorrono nuove linee guida".

‘Andrà tutto bene’. Il messaggio di speranza che si legge sugli striscioni-simbolo della resistenza all’emergenza sanitaria. In realtà, quando è scoppiata l’epidemia provocata dal nuovo coronavirus, le strutture che si occupano della cura e dell’assistenza degli anziani si sono rivelate particolarmente vulnerabili. Focolai del contagio, tanto nella prima quanto in questa seconda fase della pandemia: forse ricorderete quanto accaduto la scorsa primavera, i cluster nella comunità alloggio di Cercemaggiore e nella residenza ‘Tavola Osca’ di Agnone solo per citare qualche esempio.

La diffusione del virus nelle case di riposo sta mettendo in apprensione in primis i titolari e gli operatori delle strutture, oltre che i familiari degli stessi anziani (a cui in alcuni casi sono state vietate le visite) e le autorità sanitarie non solo per gli effetti del virus, ma anche per il possibile sovraccarico del sistema sanitario a causa dell’aumento delle ospedalizzazioni.

In Molise cinque strutture sono interessate attualmente da casi di positività, una novantina i contagi: Portocannone (il primo cluster di questa seconda ondata), Isernia, Vinchiaturo, Sessano, Oratino.

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Un paio di giorni fa alla Samnium è stata denunciata, attraverso i microfoni del Tg 3, la carenza di dispositivi di protezione per gli operatori. Problemi ci sarebbero anche a Isernia.

Criticità a Oratino, nella casa alloggio ‘Giardino di Ninetta’, dove è spirato domenica scorsa un uomo di 85 anni che aveva contratto l’infezione. E’ suonato l’allarme rosso nel paese alle porte di Campobasso, dove la struttura è quasi al collasso a causa delle difficoltà nell’assistenza dei pazienti covid. Sono gli stessi responsabili a denunciare le criticità in una nota inviata agli organi di informazione. Tutto è cominciato quando sono stati registrati i primi contagi tra gli utenti e gli operatori e il sindaco Roberto De Socio ha disposto l’ordinanza di chiusura il divieto di accedere alla struttura il 25 ottobre.

“Tale provvedimento ha di fatto stabilito che gli operatori al momento presenti – due per l’esattezza – restassero in servizio per l’intero periodo della quarantena. All’interno della struttura erano presenti solo due operatori che per 9 giorni hanno assistito 11 utenti di cui 9 con covid, senza nessun turno di riposo”.

La situazione è stata segnalata alle autorità competenti: “La cooperativa e il sindaco del comune, Roberto De Socio, che ringraziamo a nome di tutta la struttura per l’operato svolto e per il supporto dato, hanno sottoposto la situazione all’attenzione oltre che dell’Asrem anche della Protezione civile e del Prefetto di Campobasso. Ma alle comunicazioni non ha fatto seguito nessuna risposta”.

Purtroppo, riferiscono ancora dal ‘Giardino di Ninetta’, “la situazione all’interno della struttura è peggiorata, due anziani sono deceduti e un altro si è aggravato. I due operatori non erano più in grado di sostenere quanto stava accadendo all’interno della casa alloggio, nè fisicamente nè psicologicamente. Uno dei due ha avuto un crollo psicofisico”. I due operatori “non erano più in grado di assicurare una minima assistenza agli utenti, che necessitano di cure ed attenzioni data la particolare situazione. A tutela dei lavoratori degli utenti alle ore 20, dopo denuncia in autotutela ai Carabinieri e lettera al sindaco, in cui si comunicava il cambio degli operatori, la struttura con ordine di servizio procedeva al cambio dei lavoratori adottando tutte le misure di prevenzione previste dai protocolli covid”.

I titolari della struttura chiedono alle autorità competenti nuove regole per la sicurezza di anziani e operatori: “Comprendiamo  che le autorità devono gestire una difficile emergenza, anche la situazione delle strutture per anziani che si prendono cura delle persone fragili e non autosufficienti che necessitano di assistenza continua e il personale non può essere sottoposto ad uno stress eccessivo da carico di lavoro che gli fa perdere di lucidità. Chiediamo che vengano emanate delle linee guida che consentano alle strutture che si occupano di persone fragili di poter continuare a operare in piena sicurezza a tutela degli ospiti e di quanti ci lavorano e nel pieno rispetto delle normative vigenti”. 

SP