Quantcast

Proteste per i tamponi: disagi e ore di attesa, in fila anche i bambini. Arriva la polizia

Gli utenti che dovevano sottoporsi all'esame molecolare a partire dalle nove, hanno trovato le porte chiuse. In breve tempo sono arrivati anche quelli che avevano appuntamento alle dieci ma soltanto attorno alle undici sono iniziati i prelievi

Continuano le proteste e anche le denunce  su alcuni aspetti di questa emergenza sanitaria che riguardano soprattutto (come sempre) la popolazione.

Oggi a parlare sono infatti gli utenti costretti a sottoporsi al tampone per ovvi motivi di ricostruzione delle cosiddette catene epidemiologiche. Altri invece costretti a farlo per verificare l’eventuale negativizzazione dalla malattia.

In una lunga telefonata hanno denunciato – alla stampa ma anche le forze dell’ordine – le difficoltà e i disagi che questa mattina sono stati costretti a subire recandosi presso il sito allestito all’ospedale Cardarelli.

La coda è cominciata a partire dalle 9. Ma le porte non si sono aperte. Alle 10 quando sono iniziati ad arrivare anche altri utenti per sottoporsi all’esame molecolare, la situazione era sempre la stessa.

Inutile protestare, nessuno si è preoccupato di dare loro una spiegazione. Fino a quando un operatore sanitario – in modo “anche non molto garbato” –  è uscito per informarci che da lì a breve avrebbero iniziato i prelievi.

fila tamponi cardarelli

A chi ha fatto presente la disorganizzazione nonché il rischio di assembramento che si era venuto a creare e le difficoltà per i bambini che erano lì da ore tra cui alcuni piccolissimi, lo stesso operatore avrebbe risposto facendo spallucce. Stessa condotta anche rispetto a chi, stanco della poca chiarezza e in fila dalle 9, ha poi urlato: “chiamo i carabinieri”.

“Chiami chi vuole – gli è stato risposto – Vada pure in Procura”.

fila tamponi cardarelli

Le forze dell’ordine sono poi state allertate ed è giunta sul posto una pattuglia della polizia municipale che ha calmato gli animi cercando di ripristinare piuttosto la tranquillità tra la cinquantina di persone presenti e in fila da ore. Ma la segnalazione è stata poi fatta anche alla polizia di stato e non si esclude che possano essere condotti eventuali accertamenti successivi anche su questo aspetto dell’organizzazione che riguarda i tamponi.

fila tamponi cardarelli

“Qui in fila con noi, ci sono anche persone che devono ripetere il tampone la seconda volta, dunque potenzialmente ancora positivi – dice una mamma con un bimbo piccolo – non è normale. Personalmente una volta fuori di qui, salirò le scale della Procura e denuncerò tutto quanto all’autorità giudiziaria. Voglio capire se è normale perché io non mi sento affatto tutelata”.