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Positivi in forte aumento, Toma ordina test rapidi: si potranno fare dai medici di base e dai pediatri

Il presidente regionale ha firmato un'ordinanza con la quale impone al commissario ad acta di provvedere all'approvvigionamento di test rapidi antigenici per pediatri e medici di medicina generale così da aumentare la ricerca di potenziali positivi, visti i casi in forte crescita negli ultimi tempi

Test antigenici rapidi per medici di base e pediatri per far fronte al sensibile aumento di contagi rilevato negli ultimi giorni di ottobre. È quanto dispone la nuova ordinanza del presidente della Regione Molise Donato Toma che ha firmato un documento (ordinanza numero 46 del 2 novembre 2020) col quale impone entro una settimana al commissario ad acta della sanità molisana, Angelo Giustini, di far arrivare ai medici di medicina generale e ai pediatri della regione test antigenici rapidi a cui poter accedere tramite prenotazione o con triage telefonico.

Secondo l’ordinanza i test antigenici rapidi, che negli ultimi tempi vengono utilizzati al posto del tampone rinofaringeo per motivi legati alla maggiore velocità di analisi, potranno essere effettuati sui contatti stretti degli asintomatici individuati dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta, oppure individuati e segnalati dal Dipartimento di prevenzione in attesa di tampone rapido, anche per l’eventuale tampone previsto per il termine del periodo di quarantena.

Ma allo stesso modo potranno essere eseguiti nei confronti di casi sospetti che il medico di medicina generale o il pediatra si trova a dover visitare e che decide di sottoporre a test rapido.

È previsto sempre nell’ordinanza che per l’effettuazione dei test rapidi, i medici di base e i pediatri impossibilitati a eseguirli all’interno del proprio studio professionale possono individuare delle strutture fisse e/o mobili rese disponibili dai comuni o della Protezione Civile valorizzando così anche la collaborazione con le amministrazioni locali in accordo con Asrem.

Inoltre è prevista anche la possibilità di utilizzo della modalità di erogazione cosiddetta drive-through, vale a dire tamponi rapidi effettuati direttamente in auto del ‘paziente’. In caso di esito positivo del tampone rapido, il medico di medicina generale o il pediatra deve disporre la quarantena o l’isolamento domiciliare fiduciario in attesa del tampone di conferma dandone immediata comunicazione alla azienda sanitaria regionale.

Toma ordina inoltre al commissario Giustini di fornire oltre ai tamponi antigenici rapidi anche i dispositivi di protezione individuale quali mascherine, visiere e camici ai medici e ai pediatri. Va ricordato che il test antigenico o tampone rapido viene somministrato allo stesso modo del tampone naso faringeo classico ma a differenza di quest’ultimo non ricerca il genoma virale, bensì la presenza di proteine di superficie del virus che sono chiamate anche antigeni.

Se per il tampone classico occorrono dalle 24 alle 48 ore per l’elaborazione, i risultati del tampone rapido arrivano invece in circa 15 minuti. Sono quindi fondamentali per uno screening rapido, come già avviene negli aeroporti da qualche mese e allo stesso modo si sta cercando di allargare l’utilizzo anche alle scuole e ad altri presidi.

Il tallone d’Achille dei test antigenici rapidi è che se la carica virale è bassa, il test potrebbe risultare negativo erroneamente e non riuscire a rilevare l’esistenza del virus Sars-Cov-2 nell’organismo.