Mutuo: scopriamo le differenze tra tasso fisso e variabile

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    Quando si sceglie di aprire un mutuo presso un istituto di credito, ci si trova spesso davanti a scelte che rischiano di mettere in difficoltà. Esistono infatti varie tipologie di finanziamento ed è sempre importante prestare attenzione al tasso d’interesse applicato, che può essere fisso oppure variabile. Alcune persone non si curano di questo aspetto, ma è fondamentale perché esistono delle differenze davvero importanti tra un mutuo a tasso variabile ed uno a tasso fisso.

    Fortunatamente, alcuni istituti di credito permettono al cliente di modificare, durante la durata del finanziamento, la tipologia di tasso. Chiunque sceglie di aprire un mutuo BPER ad esempio ha questa facoltà e si tratta di un vantaggio non da poco. Vediamo però di chiarire quali sono le principali differenze tra un mutuo a tasso fisso ed uno a tasso variabile, in modo da capire quale possa essere il più conveniente.

    Mutuo a tasso fisso: cos’è e quando conviene

    Il mutuo a tasso fisso prevede che gli interessi rimangano invariati nel corso del tempo ed il principale vantaggio di questa soluzione è che non contempla alcuna incertezza. Si può sapere, infatti, quale sarà la cifra da pagare per quanto riguarda gli interessi, che rimangono fissi e dunque sempre uguali a quelli pattuiti al momento della stipula del contratto.

    Il mutuo a tasso fisso è quello più consigliato al giorno d’oggi per un semplice motivo: i tassi sono attualmente molto bassi e risultano dunque particolarmente vantaggiosi. Nello scegliere la tipologia di finanziamento bisogna sempre considerare il periodo in cui si accende il mutuo. È infatti la Banca Centrale Europea a stabilire il tasso d’interesse, che viene aumentato in caso di crescita economica e diminuito quando l’economia invece rallenta.

    Attualmente, la maggior parte di coloro che sceglie di aprire un mutuo opta per il tasso fisso perché sul domani domina una grande incertezza ed i tassi attuali sono effettivamente molto vantaggiosi.

    Mutuo a tasso variabile: cos’è e quando conviene

    Il mutuo a tasso variabile può essere considerato l’opposto rispetto a quello a tasso fisso. L’importo degli interessi infatti in questo caso segue l’andamento del mercato, il che significa che le spese a carico del cliente potrebbero diminuire oppure aumentare a seconda di come va l’economia. Questa tipologia di finanziamento può rivelarsi vantaggiosa se, al momento della stipula del contratto, sono previsti dei tassi elevati dovuti, come abbiamo visto, ad una situazione generale di sostanziale crescita economica. Con il passare del tempo infatti è molto probabile che l’importo da pagare diminuisca.

    Attualmente, la BCE propone dei tassi particolarmente convenienti perché in questo periodo storico la crescita economica ha subito dei rallentamenti significativi. Ciò significa che vale la pena optare per un mutuo a tasso fisso.

    Si può modificare il tasso una volta aperto il mutuo?

    Alcuni istituti di credito permettono di modificare in corsa la tipologia di tasso applicato al mutuo, il che significa che si è liberi di passare da quello fisso a quello variabile e viceversa. Conviene sempre accertarsi che la banca offra tale possibilità, perché consente di adeguare il proprio finanziamento a seconda del periodo optando per la soluzione più vantaggiosa anche a distanza di anni.

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