Lettera dei sindaci tra accuse e polemiche. Lallitto spiega: “Chiediamo solo di essere coinvolti”. Toma concede un incontro

Dopo la missiva in cui quasi 100 sindaci chiedono al presidente regionale un confronto e più trasparenza, la sindaca di Casacalenda si difende dagli attacchi e spiega: "Ecco come è nata l'iniziativa"

Sta facendo rumore la richiesta di maggiore trasparenza e di coinvolgimento nella gestione dell’emergenza coronavirus che quasi 100 sindaci hanno inoltrato ieri al presidente Donato Toma. Una lettera che ha lasciato il segno, provocando la reazione immediata dello stesso Toma, il quale ha convocato per sabato mattina una riunione in video conferenza coi sindaci.

Ma intanto le polemiche non si placano, anche perché sotto attacco è finita la sindaca di Casacalenda Sabrina Lallitto, cioé colei che materialmente ha scritto la lettera, condivisa però nei toni e nei contenuti da quasi cento colleghi.

Qualcuno si è smarcato, dimostrando poca coerenza, mentre a Casacalenda è partito l’attacco della minoranza guidata dall’ex sindaco Marco Gagliardi.

“Come fa la Sindaca – chiede Gagliardi – a chiedere alla massima Autorità di Protezione Civile regionale di essere maggiormente coinvolta nelle decisioni e nel sistema che governa l’emergenza Covid-19, se lei non è in grado di coinvolgere, per quanto attiene le situazioni locali ovviamente, parte della sua maggioranza e la minoranza in Consiglio Comunale? La disponibilità che non esita a manifestare e a dispensare sui social, nella realtà e nelle Istituzioni, purtroppo, non trova riscontro!

È dalle prime settimane dal suo insediamento (maggio 2019) che le dico di aggiornare ed approvare il Piano Comunale di Protezione Civile e l’ho ripetuto in tutte le volte che mi è stato concesso di parlare.

Come fa a chiedere cooperazione e concertazione agli altri quando non è in grado di cooperare e concertare con il suo di territorio?”.

Lallitto ha voluto spiegare pubblicamente come sono andate le cose, senza rinunciare a una replica nei confronti dell’esponente di minoranza. “Ieri, come di consueto, ci sentiamo tra colleghi sindaci e per l’ennesima volta ci rendiamo conto che i dati che ci arrivano (contagiati, guariti), non sono chiari o non corrispondono alla realtà. Ci confrontiamo su come è andata la notte – chiamate – sui nuovi positivi, sui decessi, sulle difficoltà del 118 (abbiamo sindaci impegnati su tutti i fronti) e soprattutto ci chiediamo cosa possiamo fare per poter partecipare attivamente alla vita politica regionale.

Ne viene fuori la necessità di scrivere al Presidente della Regione perchè, a 9 mesi dall’inizio della pandemia, vogliamo un tavolo di confronto per poter discutere e fare anche noi delle proposte.

Mi sono offerta di scriverla Io la nota, che sarebbe passata al vaglio dei colleghi. E così è stato. L’abbiamo sottoscritta in oltre 90 Sindaci ma è evidente, anche dalla strumentalizzazione che molti ne hanno fatto, che sia stata attribuita solo a me. Io la riscriverei altre 100 volte se fosse necessario a dare delle risposte ai nostri cittadini”.

Quasi cento sindaci molisani contro la gestione dell’emergenza: “La situazione è fuori controllo”

Un primo effetto comunque è stato raggiunto, vista l’immediata convocazione per un confronto, seppure a distanza. “La nota è stata inviata ieri sera al Presidente dal mio indirizzo di posta elettronica del Comune. Firmata, ripeto, da oltre 90 sindaci. Dopo nemmeno mezz’ora – rivela Lallitto – arriva risposta di una convocazione per Conference con Il Presidente (e sono felice!)

Stamattina, l’indignazione del Presidente nei miei confronti, con tanto di articoli sui giornali e politicanti che non perdono l’occasione di strumentalizzare o dare il loro giudizio dove non richiesto. Allora, facciamo così: io rappresento il mio elettorato e anche quello che non mi ha votata (caro consigliere di minoranza).

Io, come tantissimi colleghi in tutta Italia, stiamo combattendo in prima linea e spesso con il solo confronto tra le nostre interpretazioni del momento, con le telefonate, il sostegno reciproco e lo studio.

Io sono nel diritto di chiedere al Mio Presidente della Regione un confronto per sapere dove stiamo andando, se e come possiamo collaborare, se e come dobbiamo fermarci, se e come la situazione è sotto controllo.

Io ce l’ho questo diritto e lo hanno anche i miei colleghi, di cui, torno a dire, mi sono fatta braccio. Ho scritto una nota, rivista e corretta da moltissimi.

Ma non temo di essere messa in prima linea e ancora meno di essere giudicata dalla minoranza in cui non ravvedo benchè minimo interesse se non quello di farsi una becera e bassa pubblicità e di provare a tornare alla ribalta ogni volta che può. Ho il sostegno di colleghi da tutto il Molise perchè, a questo punto, chiedo il confronto”.

La sindaca di Casacalenda nega però di aver voluto attaccare chicchessia. “Si dice che nella nota venga attaccata l’Asrem: la nota non attacca nessuno; la nota fa evidenza di crisi, di cose che non comprendiamo e che vogliamo ci vengano chiarite in un tavolo.

La Asrem sta facendo un lavoro immane. E nessuno potrà mai essergli più grato. Ma deve anche non essere esasperata, sfinita, massacrata da noi Sindaci, dalle richieste, dai contagi che aumentano. Se necessario – e a mio avviso lo è – dobbiamo rallentare, fermarci. Far riprendere respiro anche a noi che combattiamo tutti i giorni.

Allora, a tutti quelli che hanno strumentalizzato il documento, ultima e non ultima la minoranza che continua ad offendermi personalmente, voglio dire: a tutti sarà dato conto delle proprie azioni.

Ai colleghi Sindaci che mi hanno chiamata, mandato messaggi per le porcherie che hanno ricamato su questa cosa, che hanno con me sottoscritto la nota, che hanno a cuore questa terra io dico Grazie, davvero.

Qualcuno ha minacciato di denunciarmi per aver messo senza il suo consenso il nome sulla nota.

Sto provvedendo a mandare una integrazione al Presidente della Regione con i nomi corretti di chi condivide questo pensiero che io ho provato ad esprimere come meglio potevo nella nota. Sarò stata dura? Bah, ai posteri l’ardua sentenza. Il resto, a mio parere, sono chiacchiere. Siamo in Pandemia, vogliamo collaborare. Lo dobbiamo ai nostri cittadini”.