Indagini sulla Sacom di Larino e le aziende satellite dei Torzi: bancarotta e riciclaggio per oltre 1 milione di euro

L’attività della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura della Repubblica di Larino è partita dalla procedura fallimentare della Microspore S.p.a., specializzata nella produzione di fertilizzanti, e sulle aziende che la controllano, tutte facenti capo alle stesse persone. Denunciati Gianluigi Torzi, broker già al centro di indagini internazionali per l’acquisto del palazzo al centro di Londra per conto della Segreteria di Stato vaticana, e il padre Enrico.

Bancarotta fraudolenta per distrazione, autoriciclaggio e riciclaggio dietro il fallimento di Microspore S.p.a., la società fondata nel 2014 dalla famiglia Torzi con l’obiettivo di produrre sistemi di biotecnologie green per uso agricolo. Enrico e Gianluigi, padre e figlio, amministratori delegati e soci di maggioranza di diverse società e fondi di investimento che controllavano l’azienda sulle Piane di Larino, la Sacom, denunciati e ritenuti penalmente responsabili dei reati che la Guardia di Finanza ha individuato con una ricostruzione dettagliata di passaggi societari e condotte definite fraudolente.

Il broker di origini molisane, già al centro dello scandalo internazionale sull’acquisto del palazzo di Londra per conto della Segreteria di Stato del Vaticano, è ritenuto il principale responsabile dell’attività illegale che avrebbe consentito, mediante una rete di società alcune delle quali con sede legale nei paradisi fiscali, di realizzare una massiccia insolvenza apparente nei confronti dei creditori per oltre 1 milione di euro, portando “al sicuro” la somma di denaro.

guardia finanza

I finanzieri della tenenza della Guardia di Finanza di Larino con gli uffici di Campobasso e l’utilizzo di consulenti finanziari, esperti di riciclaggio e banche date internazionali, hanno portato a termine indagini di polizia giudiziaria per l’accertamento di condotte distrattive di denaro perpetrate all’interno di un gruppo societario che gravita attorno alla Microspore, ex Sacom, che per alcuni anni hanno operato nel settore dei fertilizzanti. “Sacom è un gruppo italiano attivo nella green biotechnology legata alla produzione di microrganismi per uso vegetale anche mediante l’associazione degli stessi a fertilizzanti di varia natura” si legge sulla pagina web dell’impresa, unitamente ad alcuni dettagli di natura finanziaria: “Nel 2012 Sacom ha chiuso l’esercizio con oltre 32 milioni di fatturato ed un debito di 3,9 milioni. Subito dopo il collocamento Sacom ha ottenuto una  capitalizzazione pari a 34.845.080 euro”.

Dalla procedura fallimentare, dalle capitalizzazioni e dall’analisi delle società che controllano Microspore e Sacom è partita l’indagine delle Fiamme Gialle, che per ora – e in attesa di possibili sviluppi – ha individuato e ricostruito la catena di società con sistema di scatole cinesi che stanno dietro le operazioni di bancarotta, e il cui ruolo configura ipotesi di riciclaggio e autoriciclaggio. Un ingente giro di denaro fatto sparire e reimmesso nel circuito economico attraverso operazioni opache, con l’intermediazione di società e fondi di investimento internazionali che, sulla base delle indagini, facevano riferimento alle stesse persone, cioè Enrico e Gianluigi Torzi.

“I risultati ottenuti, che testimoniano una casistica variegata di condotte fraudolente, sono stati il frutto di un attento approfondimento delle posizioni dei soggetti, sia persone fisiche sia persone giuridiche, interessati a vario titolo dalle indagini nonché dei relativi sviluppi sul piano economico-patrimoniale” sottolinea la Finanza, indicando in oltre un milione di euro la cifra economica delle operazioni illecite finora accertata con l’ approfondimento delle singole posizioni, personali e societarie. Gli illeciti sono stati perpetrati anche in ambito transnazionale e le attività di investigazione hanno incrociato la vicenda, ormai nota, della intermediazione di Gianluigi Torzi nell’affare del palazzo londinese di Sloane Avenue e il presunto ricatto al Papa. Torzi era stato arrestato dalla gendarmeria vaticana (primo caso nella storia) il 5 giugno 2020 per truffa aggravata, peculato, estorsione e autoriciclaggio.

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Nato come broker, considerato negli ambienti “un genio della Finanza”, Gianluigi Torzi vive a Londra ma in Molise ci sono le sue radici e una intensa attività di imprenditore che ha lasciato per strada un po’ di fallimenti e qualche piccola inchiesta giudiziaria, come quella sulla villa al mare in società con l’ex Governatore Paolo Frattura, il cui processo (imputato Torzi col padre per ricettazione e favoreggiamento) è iniziato a ottobre.

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Specializzato in quote societarie e fondi di investimento, Torzi risulta ancora legato all’amministrazione di Microspore S.p.A e di Beaumont Invest Ltd. Negli anni scorsi a Termoli aveva creato la Tag Comunicazioni poi fallita. La Sacom, dalla quale è nato il progetto di fertilizzanti naturali della Microspore, avviata col padre Enrico, è una società più volte finita in cronaca per furti di prodotti destinati alle piante e di trattori. Anche questi episodi sono confluiti nel fascicolo giudiziario.

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