Incarico finito per la governance dell’Istituto regionale Studi storici. Appello a Toma

"Auspichiamo che ’Istituto sia messo nella condizione di continuare la propria missione di divulgazione storica e culturale": il messaggio rivolto al capo della Giunta regionale

Dopo tre anni si è concluso il mandato degli organi direttivi dell’Iresmo, l’Istituto regionale per gli studi storici del Molise ‘Vincenzo Cuoco’ istituto nel 1977. Ed è il momento dei bilanci per il presidente Giuseppina Rescigno (in foto con il presidente Donato Toma e il professore Giuseppe Pardini, ndr): l’ente “ha raggiunto numerosi obiettivi statutari, adempiendo al proprio ruolo istituzionale di intervento e di programmazione della Regione Molise nel settore storico-culturale. Inoltre, gli organi direttivi e il personale dell’Istituto hanno avviato molti altri obiettivi e progetti che sono tuttora in corso di realizzazione, incarnando la missione dell’IRESMO di realizzare il laboratorio dell’identità e della continuità civile e storico-culturale della nostra regione”.

Per questi motivi il presidente e i consiglieri uscenti dell’Iresmo hanno rivolto un appello al governatore Toma e alle altre istutizioni affinché “l’Istituto sia messo nella condizione di continuare la propria missione di divulgazione storica e culturale, nel rispetto della legge fondativa e degli scopi statutari e al fine di soddisfare i legittimi bisogni di conoscenza e di identità del popolo molisano”.

In questi ultimi tre anni di governance, l’Istituto – ricorda la Rescigno – “pur senza trascurare la ricerca storiografica più specialistica, si è finalmente “aperto” alla società civile e alla scuola, anche attraverso il potenziamento della divulgazione storica sui canali sociali e la realizzazione di progetti comunicativi attentamente calibrati sull’audience scolastica e generalista, come ad esempio “Le storie della storia”, una serie di video-pillole di storia molisana ideata con l’intento di alleviare il diffuso senso di isolamento a causa della quarantena innescata dalla pandemia”.

E ancora, nel 2018 l’Iresmo ha istituito un premio per onorare la memoria e l’opera di Giorgio Palmieri, dedicato ai giovani ricercatori e agli studenti delle scuole superiori e giunto alla seconda edizione. Sempre con l’obiettivo di favorire la ricerca e la divulgazione e soprattutto di creare una opportunità di lavoro per i giovani studiosi e ricercatori, l’Istituto ha anche ideato e finanziato due borse di studio annuali (la prima dal titolo “I partiti politici nel Molise del secondo Dopoguerra” e la seconda “Gli insediamenti rupestri in Molise”), oltre a cofinanziare due assegni di ricerca in collaborazione con l’Università del Molise (il primo reca il titolo “Vivere nascosti: un’analisi socio-giuridica e storica dei penitenziari di Campobasso, Isernia e Larino” e il secondo “Molise Contemporaneo”).

Nell’ultimo triennio, aggiunge il presidente nel suo bilancio, “l’Iresmo ha incessantemente alimentato il “laboratorio dell’identità” storica molisana nelle scuole e nel tessuto sociale e civile della nostra regione, attraverso il sostegno scientifico e finanziario alle ricerche e alle indagini di studiosi appassionati e competenti che hanno
indagato (e stanno tuttora indagando) i settori più importanti e i risvolti meno conosciuti della vicenda storica molisana.

Basti citare il progetto “Radici molisane”, con il quale l’IRESMO, in collaborazione con le istituzioni scolastiche, si è proposto di divulgare la storia della nostra regione presso le nuove generazioni, oppure. a titolo di esempio tra i tanti altri progetti avviati, la ricerca scientifica “Tecniche costruttive murarie nel Contado di Molise in età medievale e moderna”, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, la prestigiosa collaborazione scientifica con il Reale Istituto Neerlandese di Roma (KNIR) per la ricerca “Paesaggi sanniti e paesaggi romani: tra ricerca archeologica e archeologia pubblica” e la ricerca di argomento inedito “Ora et divora – Ritualità del cibo in Molise”.

L’Istituto, poi, ha continuato a svolgere la propria opera di diffusione e divulgazione della storia molisana anche attraverso il contributo alla stampa e alla diffusione di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative nel comparto della storiografia locale e nazionale (aggiungendo al già nutrito catalogo delle pubblicazioni storiografiche dell’Iresmo una ventina di nuovi titoli).

Infine, “con uno sguardo attento alla necessità sempre più impellente di aprire spazi universali di conoscenza identitaria e di circolazione della cultura storica nel mondo – sottolinea ancora Rescigno – l’Iresmo ha finanziato progetti mirati per la digitalizzazione del patrimonio delle ricerche e delle pubblicazioni dell’Istituto, le quali – grazie alla realizzazione in corso d’opera di portali web sia generalisti che specializzati come “IRESMO Digitale” oppure “L’antica geografia del Molise sul web” o ancora “Il Contado. Lettere della Terra di Molise” – saranno presto disponibili sulla rete globale, nelle più efficaci modalità di fruizione da parte degli studiosi e dei cultori, ma anche dei semplici “curiosi consapevoli” che vogliano scoprire le proprie radici”.

Quindi l’appello della ex governance al capo della Giunta regionale: “La speranza e l’auspicio unanime del Presidente, dei Consiglieri uscenti e del personale dell’Istituto, sono che tutto questo patrimonio di lavoro e di passione non vada disperso con la fine di questa governance e con la decadenza degli Organi Direttivi, e che si possa affermare unitariamente che la cultura e la storia, la conoscenza e l’identità, anche e soprattutto ai tempi della pandemia, non solo “pagano” ma rappresentano la sola strada che la nostra regione può imboccare se vuole salvarsi sotto il profilo dell’integrità territoriale e civile”.