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Il Molise ricco d’acqua si scopre a secco: diga del Liscione sempre più vuota e Occhito sotto il ‘volume morto’

Alla rilevazione del 31 ottobre la diga del Liscione era a 110,4 metri, di poco superiore al minimo toccato nel 2017 come mostra il ponte di Annibale sempre più visibile. Intanto l’invaso di Occhito preoccupa

Basta guardarli a occhio nudo. Due invasi che dovrebbero essere le nostre scorte d’acqua e che invece sembrano serbatoi mezzi vuoti. La diga del Liscione e l’invaso di Occhito vivono destini simili, segnati entrambi dall’assenza quasi totale di precipitazioni che sta mettendo a dura prova anche una regione verde e in proporzione ricchissima d’acqua come il Molise.

Il lago di Guardialfiera è sempre più vuoto. Chi passa sui viadotti Liscione di rado rimane scioccato a osservare come l’acqua si sia ritirata lasciando al suo posto terra secca e piante che crescono laddove prima c’erano litri e litri di risorse idriche.

lago guardialfiera liscione

I pilastri dei ponti sono un altro segnale: se li si osserva con un minimo d’attenzione si notano i segni scuri che sono una specie di promemoria e dicono: l’acqua arrivava fin qui. Ora l’acqua è parecchio più sotto.

Per la precisione al 31 ottobre la rilevazione ha fatto segnare 110,4 metri sopra il livello del mare. Il limite massimo è 129 metri, mancano quindi poco meno di 19 metri. Ma qualcuno prova a consolarsi, perché nel 2017, di questi tempi, era sui 109,3 metri. Quindi oltre un metro di meno.

“Sì, nel 2017 ce n’era anche meno – conferma il sindaco di Guardialfiera Vincenzo Tozzi -. Il ponte di Annibale si vedeva di più rispetto ad oggi”. Qualcuno non ha resistito alla tentazione di una gita sul lago per fotografare questo reperto storico ricoperto dall’acqua che spunta fuori dopo prolungati periodi di siccità. Forse l’unica bella notizia in un quadro desolante.

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Da Molise Acque, ente gestore dell’invaso di Guardialfiera, predicano calma. “La Diga ha un livello basso ma al momento non desta particolari preoccupazioni – afferma il direttore Carlo Tatti -. A breve termine non avremo ripercussioni anche perché andiamo incontro all’inverno”.

La speranza è quindi tutta affidata alle piogge, ma a lungo termine andrà ripensato qualcosa di significativo, dato che il cambiamento climatico indica chiaramente che le stagioni si stanno facendo sempre più secche.

Non è un caso infatti che l’invaso di Occhito, al confine tra il Molise e la Puglia, è ormai al di sotto dei 40 milioni di metri cubi di acqua, un livello che viene definito dal Consorzio di bonifica della Capitanata (provincia di Foggia) con la dicitura ‘volume morto‘.

La rilevazione effettuata proprio ieri, 9 novembre, mette i brividi se paragonata alla stessa di un anno prima. A fine 2019 infatti i metri cubi d’acqua erano oltre il doppio (99,5 contro 38,9 metri cubi adesso) e l’acqua arrivava a 182,2 metri sopra il livello del mare, mentre oggi è a 175,14 metri.