Il consigliere Alberto Tramontano: “Per la scuola denaro buttato e sforzi inutili”

Il consigliere comunale Alberto Tramontano, che nella vita è anche docente, firma una nota che è una netta posizione contro quanto fatto finora dal governo rispetto al covid e alla scuola.

“Per mesi  – scrive Tramontano – si è lavorato, a tutti i livelli, per consentire ai nostri bambini e ai nostri ragazzi di poter frequentare la scuola in sicurezza. Centinaia di milioni di euro sono stati utilizzati per adeguare edifici scolastici al fine di ampliare gli spazi della didattica; milioni di euro sono stati utilizzati per locare locali ed immobili al fine di recuperare ulteriori spazi per fare scuola. Tutti sforzi tesi a consentire agli alunni delle scuole di poter frequentare le lezioni seduti al proprio posto, in aule più ampie, senza mascherina e in sicurezza”.

E qui l’affondo del consigliere di Palazzo San Giorgio: “dopo mesi di lavoro incessante da parte degli operatori delle scuole e degli enti locali, dopo l’impiego di centinaia di milioni di euro per adeguare edifici scolastici e trovarne altri in aggiunta, dopo aver discettato per mesi sul metro “boccale“, dopo aver lavorato in ogni scuola, per mesi, con il metro in mano per garantire il famigerato distanziamento, dopo aver acquistato migliaia di banchi con le rotelle spaziali, dopo aver abbattuto tramezzi e mura, dopo aver trasferito intere classi in nuove e costose strutture , dopo aver proclamato che i bambini e i ragazzi avrebbero potuto fare scuola in sicurezza, distanziati e quindi seduti al proprio banco senza la mascherina, i bambini e i ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado dovranno indossare la mascherina anche se seduti al proprio posto, anche se è garantito il distanziamento, anche se lo spazio delle aule è stato  raddoppiato, anche se si ulizzano i banchi con le  rotelle spaziali, anche se le classi sono state trasferite in nuove e più ampie strutture”.

E conclude: “agli alunni, alle famiglie, ai docenti, al personale ATA, ai Dirigenti scolastici non resta che continuare a combattere e a resistere ben sapendo, a proprie spese, che un nuovo dpcm potrebbe rimettere di nuovo in discussione tutto”.