Il 118 trasporta i malati Covid e le ambulanze non arrivano sugli incidenti. Due morti in poche ore

Lo schianto sulla Statale 16 a Campomarino e un uomo in shock anafilattico a Bojano. In entrambi i casi non c’era un mezzo di soccorso disponibile: “Si rischia di morire senza soccorsi” accusa nuovamente il dem Vittorino Facciolla.

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Due casi in poche ore ieri 5 novembre. A Bojano un uomo di 63 anni è stato punto da un calabrone. È stato accompagnato nel poliambulatorio cittadino ma a quanto pare un’ambulanza che potesse portarlo al Cardarelli non c’era. È morto in pochi attimi. In serata lo schianto sulla Statale 16 a Campomarino, costato la vita a un 36enne di San Severo. Non si sa se sia morto sul colpo o poco dopo, ma l’ambulanza è arrivata 35 minuti dopo la chiamata e da Serracapriola, cioè dalla vicina Puglia.

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Perché? Come più volte denunciato anche su queste pagine, perché i mezzi del 118, già carenti, sono impegnati nel trasporto dei malati Covid-19.

La vicenda era già emersa la scorsa estate, con la soppressione della postazione del 118 di Campomarino. Un fatto grave, in tempo di pandemia. E ora che la diffusione del virus sta dilagando, c’è sempre più richiesta di ambulanze per il trasporto dei malati dal Basso Molise al Cardarelli, unico Covid Hospital del Molise.

Ieri sera il caso emblematico. Quando qualcuno ha chiamato il 118, conscio della gravità dell’incidente sulla Statale 16, l’unica ambulanza della postazione di Termoli era in viaggio verso il capoluogo con a bordo un malato Covid. È stata quindi allertata la postazione di Montenero di Bisaccia, ma nel frattempo quella di Serracapriola, paese della provincia di Foggia, ha fatto prima. Quando i sanitari sono giunti sul posto però il 36enne era già spirato.

La gravità della situazione è stata esposta oggi in un servizio di Monica Raucci della Rai Molise, ripreso in molti passaggi (senza citarlo tuttavia) dall’intervento del consigliere regionale del Partito Democratico, Vittorino Facciolla. “È terribile avere ragione quando si tratta di constatare lo sfacelo della Sanità molisana, ma purtroppo è così.

Lo avevamo previsto e lo diciamo da mesi che utilizzare le ambulanze del 118 per il trasporto dei pazienti Covid avrebbe lasciato scoperta la rete dell’emergenza-urgenza e purtroppo è avvenuto”.

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Facciolla aveva denunciato la gravità della situazione prima nel luglio scorso e poi solo pochi giorni fa. Un monito era arrivato di recente anche dal consigliere regionale del M5S Valerio Fontana.

Ora il segretario Pd torna alla carica. “Gli operatori del 118, che stanno protestando sostenuti dalle sigle sindacali, si definiscono ormai “i tassisti del Covid” e dicono chiaramente che se qualcuno si sente male rischia di morire senza essere soccorso. Questo è il Molise oggi, questo è ciò che rischiamo quotidianamente noi molisani.

Toma e Florenzano, lo ripetiamo ancora una volta, siete del tutto inadeguati a ricoprire i ruoli che vi vedono alla guida della Regione e della Sanità”.

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