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Il 118 è al collasso e i medici lavorano in condizioni insostenibili, il sindacato ottiene l’incontro con la Regione

Tramite la Asrem, la struttura commissariale e la Direzione generale per la Salute, sono state rapportate tutte le criticità, a 48 ore dall'incontro sono già stati presi importanti impegni per andare incontro alle richieste degli operatori

A nove mesi dall’inizio della pandemia Covid 19, nonostante le diverse segnalazioni inviate, l’inizio della stagione invernale ha reso insostenibili le condizioni in cui lavorano i medici 118 in Molise. I medici quindi hanno costretto i referenti regionali alla salute a ricevere i sindacati. Lo annuncia Rosa Sassi, Responsabile regionale, sindacato Medici italiani Set 118 Molise.

Dunque lo Smi Molise evidenzia la carenza del personale medico 118, quindi la necessità di rendere il servizio più competitivo per attrarre i giovani medici ed evitare “fughe” verso lavori più gratificanti e remunerativi.

Ed ancora, una lunga serie di problematiche: turni sempre più ravvicinati, spesso senza lo spettante riposo, a causa della cronica carenza di medici. A seguire la difficoltà di svestizione dai dispositivi di protezione individuale che, non avendo luoghi dedicati e decorosi, sempre all’aperto con qualsiasi clima.  Essendo un servizio h 24, sempre a disposizione della cittadinanza, oltre al quotidiano lavoro per soccorsi in emergenza-urgenza, il 118 risponde alle chiamate dei pazienti in attesa delle visite delle Usca e risponde alle richieste di soccorso dei pazienti cronici che i medici di famiglia non hanno il tempo di visitare a domicilio a causa delle note difficoltà cui sono sottoposti in questo periodo.

 

“In Molise il 118, durante il lavoro ordinario, viene allertato per trasporti di pazienti covid dai presidi Spoke all’Hub di Campobasso – si legge nella nota del sindacato -.  Trasporti che talora richiedono oltre 4 ore tra vestizione, presa in carico del paziente, tempi di attesa per la consegna all’Hub, svestizione e sanificazione del mezzo. Questi spostamenti costringono l’equipe di una sede ad allontanarsi dal territorio di pertinenza privando i cittadini di quella zona di un tempestivo soccorso in emergenza, che dovrà essere realizzato tramite l’invio dell’ambulanza proveniente da un’altra zona. Questo costituisce, nel caso di insorgenza di patologie tempo-dipendenti, un gravissimo rischio per la popolazione”.

In tutto questo, l’organizzazione sindacale ricorda che l’Accordo integrativo regionale (Air) Molise è fermo al 2007. E dunque chiedono che venga stipulato uno nuovo “attraverso un accordo stralcio come peraltro già fatto da altre Regioni/Aziende per accordi integrativi”.

Ma nel frattempo, in attesa che questo accada, il sindacato chiede che venga subito incrementata la quota di indennità di rischio.

Rispetto a queste cose, Regione Molise, tramite della struttura Commissariale, e la Asrem guidata dal D. Florenzano, insieme con la Direzione Generale per la Salute, hanno incontrato i sindacati che hanno sottolineato tutte le criticità e poi, in un secondo incontro, a sole 48 ore dal primo, ha preso importanti impegni.

La Regione Molise si è detta disponibile per: sistemazione dell’area Covid del presidio HUB di Campobasso dedicata alla svestizione delle equipe 118 e alla sanificazione delle ambulanze.

Ha garantito anche di individuare, nel più breve tempo possibile, una soluzione per i trasporti inter-ospedalieri con “affidamento” del servizio e avviso pubblico per l’individuazione dei medici.

Di uniformare il salario del 118 a quello stabilito per decreto alle Usca, a partire dal mese di dicembre e per tutta la durata della pandemia.

Inoltre è stata organizzata l’apertura di un tavolo permanente per il riordino di tutta la Medicina Generale e il sostegno al passaggio alla dipendenza dei medici del 118.