Guglionesi tra nuove povertà, stagnazione e divisioni. Del Peschio apre a una svolta con proposte di rilancio: “Non c’è tempo da perdere”

Gianfranco Del Peschio, consigliere comunale a capo del movimento Comunità e Futuro, indica le emergenze di un paese che si trova a vivere un momento difficile e le priorità sulle quali si può trovare la quadra per andare avanti con un rilancio delle politiche sociali e di bilancio.

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Per il sindaco Mario Bellotti è stato scongiurato un ritorno anticipato a casa ma l’attuale situazione in cui versa Guglionesi, dove il braccio di ferro continua a essere incalzante tra la maggioranza e una parte dell’opposizione, che si è arricchita di consigliere elette nelle fila di Guglionesi Riparte, pone una serie di interrogativi stringenti. Le iniziative, gli argomenti usati, i toni poco istituzionali anche dell’ultimo consiglio comunale (quello del 17 novembre) restituiscono una trama di divisioni politiche che si riflettono anche sul tessuto sociale e che non possono non interrogare le persone che hanno ancora a cuore la cura del bene comune. Che sta succedendo? E soprattutto: c’è un modo per venirne fuori, specialmente in questo momento così complesso, rappresentato da una crisi sanitaria e da un incremento della povertà dovuti alla pandemia in atto? Lo abbiamo chiesto a Gianfranco Del Peschio, candidato sindaco con Comunità e Futuro per Guglionesi, consigliere comunale con esperienza amministrativa alle spalle anche in maggioranza.

Consigliere Del Peschio, Guglionesi è un paese allo sbando?

“Guglionesi, allo stato, è schiacciata dal peso di una crisi sociale, forse la peggiore dal dopoguerra, che rischia di diventare sempre più grave. I segni sono evidenti: crisi delle attività produttive e commerciali, impoverimento delle famiglie, disoccupazione giovanile, diminuzione ed invecchiamento della popolazione. Sono tutti fenomeni che indicano con chiarezza uno scenario a rischio desertificazione socio-economica che, senza interventi decisi e mirati, potrebbe aggravarsi anche a seguito dell’emergenza epidemica”.

Servirebbe quella che si definisce inversione di rotta.

“Assolutamente, ma da questo punto di vista non si registrano comportamenti utili ed incoraggianti da parte di coloro che, pur da ruoli diversi, dovrebbero rappresentare la comunità guglionesana. Di tutto si parla tranne che dell’agenda necessaria per avviare una possibile ripresa”.

Dove partono tutti questi problemi? Qual è la loro origine?

“I problemi gravi in cui versa Guglionesi non sono certo piovuti dal cielo. Né sono il risultato di un destino cinico e baro che si accanisce contro la nostra comunità. Ma, per buona parte sono il lascito delle politiche sbagliate degli ultimi anni. Mi riferisco alle politiche di rientro dal debito, imposte dagli orientamenti nazionali e operate con tagli lineari alla spesa. Allo smantellamento di servizi sociali, all’aumento indiscriminato delle tasse e balzelli locali. La conseguenza è un impoverimento della comunità ed un indebolimento della sua coesione. Evidentemente occorreva sviluppare un nuovo modo di concepire il governo locale. Certamente si poteva fare diversamenteOccorrevano politiche attive di contrasto al rischio di impoverimento, sia delle piccole attività, sia delle fasce sociali più esposte, le quali sono state lasciate sole.

La ripartenza tanto auspicata e necessaria, dunque, non è mai avvenuta. E’ così?

Se c’è una cosa che va rimproverato con severità agli attuali amministratori è che non hanno saputo creare discontinuità. Questo per dire che “non serve un ritorno al dov’eravamo”. Sarebbe la morte lenta della comunità. Per contro, serviva e serve un’agenda che rimette al centro le persone  ed il paese-territorio.  Un piano che aiuti le famiglie, i giovani e le piccole e medie attività ad affrontare una fase difficile che gli eventi calamitosi e la pandemia hanno solo finito per aggravare e rendere più complicata”.

castellara guglionesi

Per esempio? Quali sono le priorità?

“Indico alcuni punti essenziali, senza i quali nessuna politica sarà possibile: la riorganizzazione della macchina amministrativa, cioè reintrodurre una reale distinzione tra politica e gestione individuando uno staff competente e responsabile per raggiungere gli obiettivi annuali e pluriennali che l’amministrazione intende perseguire. Poi bisogna procedere ad un riassetto organizzativo che deve fare del Comune un veicolo di sviluppo superando la visione di un ente come mero gestore di servizi, finanziati con risorse correnti locali. Inoltre va superata la situazione attuale che vede concentrata irrazionalmente nella mani di una sola persona, che tra l’altro ha mostrato limiti gravi nella conduzione del coordinamento amministrativo utilizzata, tra l’altro, in modalità part-time”.

E per l’impoverimento? Le politiche di bilancio?

“Le nostre proposte sono queste: un abbassamento delle tasse ed una liberazione di risorse, riducendo inefficienze e sprechi nelle spese di acquisto di beni e servizi; un rilancio degli investimenti pubblici e privati destinati a famiglie ed imprese; una politica di equità sociale  con l’introduzione del quoziente familiare per quanto riguarda l’accesso ai servizi e forniture; riorganizzazione della offerta dei servizi incentrata su un moderno welfare più rispondente a bisogni dei vari strati di popolazione da troppo tempo ignorati. Inoltre è opportuno superare la visione municipalista e creare reti di servizi territoriali per lo sviluppo locale, attivando consorzi per la gestione di servizi e di produzione sociale e culturale”.

Ritiene che su queste basi si possa trovare un punto di intesa oggi a Guglionesi?

“Me lo auguro, perché questa stagnazione è deleteria e soprattutto non c’è tempo da perdere. Il gruppo Comunità e Futuro auspica una svolta politico/programmatica già nell’attuale legislatura finalizzata al conseguimento di questi obiettivi.  Le modalità per attuarla possono essere le più disparate. E certo non tocca a noi immaginarle. Ma, se l’attuale maggioranza imposta una strategia di ripartenza su queste linee, è possibile aprire una nuova stagione per Guglionesi. Su queste linee programmatiche il nostro apporto costruttivo non mancherà”.

 

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