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Fondi europei, Toma vuole chiedere 3 miliardi per progetti “vecchi e inutili”. Pd e M5S attaccano: “Il suo è un libro di sogni”

Minoranze sul piede di guerra dopo l'annuncio in Consiglio regionale del presidente Toma di voler chiedere al governo nazionale 3 miliari di euro per il rilancio del Molise. Un inceneritore, la tratta ferroviaria Campobasso-Foggia e formazione locale tra le proposte elaborate "senza confronto" dal governatore del centrodestra. Fanelli (Pd): "Elenco troppo ampio e nessuna priorità fattibile, questa non è programmazione ma improvvisazione che pagheranno i molisani". Pioggia di fischi anche dal M5S: "Volevamo un tavolo con parti sociali, politiche e Comuni per decidere assieme come spendere i fondi europei. Toma vuole fare tutto da solo ma la sua è una lista vuota della spesa".

La seduta monotematica di ieri pomeriggio in Consiglio regionale sul Recovery fund (il fondo per la ripresa con titoli comuni europei per finanziare la ripartenza di tutti i Paesi più colpiti, tra cui l’Italia) si è trasformata in un terreno di scontro politico piuttosto acceso.

La tanto auspicata condivisione di intenti e della programmazione per il futuro del Molise si è schiantata contro l’atteggiamento “incosciente e tracotante del presidente Donato Toma” reo di aver presentato un “improponibile libro dei sogni”.

Micaela Fanelli

E’ un giudizio senza appello quello della capogruppo Pd Micaela Fanelli che assieme a Vittorino Facciolla ha portato in aula una mozione (approvata anche dalla maggioranza) che impegna il Presidente della Giunta regionale verso il Governo nazionale per richiedere l’utilizzo dei fondi Pandemio Crisis Support (PCS) del MES per il ridisegno della sanità del Molise.

Quando il governatore è intervenuto nel dibattito ha detto di voler chiedere al governo 3 miliardi di euro per i suoi progetti di rilancio del Molise. Dal suo elenco sono spuntati: un inceneritore, progetti per la formazione a carattere locale (“quindi nulla a che vedere con le programmazioni strategiche a carattere europeo del recovery fund” fa notare Fanelli); la tratta ferroviaria Campobasso-Foggia “che, se non erro, era un progetto ferroviario risalente ad almeno vent’anni fa, mai preso in considerazione per lo scarso interesse economico e di mobilità”.

Dopo un’ora di lettura “di progetti vecchi, obsoleti, irrealizzabili, da presentare con urgenza, così tentando di ammantare lo sconsiderato ritardo con il quale il Molise di Toma, ancora una volta, arriva ultimo a livello nazionale. Insomma, un elenco troppo ampio e nessuna priorità davvero fattibile. Cioè, si chiede tutto e, molto probabilmente, non si otterrà nulla, o quasi. Mentre al contrario, una proficua discussione in Consiglio avrebbe consentito di enucleare una scelta comune su poche idee strategiche. Quelle che le minoranze avevano proposto anche negli atti in discussione, come nel mio ordine del giorno specifico sul Recovery fund, attraverso il quale ho suggerito quattro direttrici di intervento: sanità, riequilibrio territoriale per aree interne e per il Sud, riequilibrio di genere. E all’interno di questi alcuni filoni strategici di interventi infrastrutturali: collegamento autostradale A1 – A14; sistema ferroviario Termoli Benevento/Termoli Isernia-Venafro; frana Petacciato; reti e bacini idrici: Occhito/Liscione; potenziamento infrastrutture di Termoli, in particolare del porto e della Zes. Progetti già in corso d’opera, strategici, cantierabili, finanziabili, sui quali già ci eravamo mossi nelle sedi romane. E invece, ci siamo ritrovati ad ascoltare un libro delle favole, che tale resterà. Questa non è programmazione, questa non è politica, questa è solo pericolosa improvvisazione che non porterà nulla alla regione, nemmeno il 5% del libro dei sogni, pieno zeppo di “orrori” amministrativi, le cui conseguenze non le pagherà il Presidente, ma tutti i molisani”.

M5S consiglio regionale

Non è poi tanto differente il giudizio del Movimento 5 Stelle che accusa Toma “di voler fare tutto da solo svilendo il Consiglio regionale e offendendo i molisani”

I progetti per 3 miliardi di euro che Toma ha intenzione di portare a Roma sono stati elaborati senza confronto “esautorando definitivamente l’Assise regionale dalle sue funzioni di programmazione, umiliando l’Aula e disattendendo lo Statuto dell’organo legislativo regionale” questo il commento dei grillini.

“Questo doveva essere il momento della collaborazione. Per questo abbiamo presentato una mozione, poi bocciata dalla maggioranza seppur con diverse assenze strategiche, per attivare un tavolo istituzionale di ascolto e confronto con i Comuni e con tutte le parti politiche e sociali del Molise. Un luogo di intesa con imprese, associazioni, università, sindacati e ordini professionali, al fine di predisporre un Piano di Sviluppo concreto, realizzabile e con un crono programma preciso. Un Piano che dettasse le linee strategiche, basato su diversi assi portanti”.

Sanità, infrastrutture fisiche e digitali, ambiente anche qui le proposte non sono mancate ma Toma col suo atteggiamento “ha offeso il Consiglio regionale, ancora una volta, e con esso ha offeso gli interessi del Molise. La sua è una lista vuota della spesa, che analizzeremo punto per punto per accertarne la vacuità e che non porterà da nessuna parte. Purtroppo”.

Così si conclude il commento del Movimento 5 Stelle.