Eucalipti tagliati a migliaia, anche quelli con tronco sopra gli 80 cm. “Reato firmato dalla Provincia, nessuno ha vigilato”

Il Comitato Madre Natura, presieduto da Alessio di Majo Norante, con l’Associazione “L’altra Italia” di Filippo Poleggi, fornisce le prove con la misurazione dei fusti tagliati, prospettando un crimine ambientale. Annunciato un esposto denuncia contro la Provincia di Campobasso e la mancata tutela da parte del Corpo Forestale dello Stato, oltre a una petizione al Comune di Campomarino per ottenere la tutela legale degli alberi.

La strage di alberi è iniziata la prima settimana di novembre ed è appena terminata, restituendo uno scenario devastato: migliaia di eucalipti sono stati falciati in contrada Lauretta, vicino l’ex Monica Club, un locale dancing che una volta andava per la maggiore.

Di quelle file verdi, rigogliose, che gettavano ombra sulla strada e caratterizzavano paesaggisticamente il territorio a sud di Campomarino non è rimasto quasi nulla. Quanti alberi sono passati sotto le lame seghettate? E quante querce sono finite in mezzo allo scempio? Impossibile dirlo con esattezza. Ma facendo la sottrazione tra il prima e il dopo, “sicuramente qualche migliaio”. Alessio Di Majo Norante, della omonima cantina, abita proprio lì e di quella zona conosce tutto, compreso il valore come habitat per tanti animali che ora si troveranno costretti a sloggiare, con conseguente modifica delle caratteristiche avifaunistiche dell’area.

 

Siamo stati noi di Primonumero.it a segnalare, il 9 novembre scorso, lo “scempio”. Dopo aver chiesto spiegazioni alla Provincia di Campobasso che ci aveva garantito di tagliare solo alberi con fusto inferiore agli 80 centimetri di diametro e solo “per ragioni di sicurezza”.

Centinaia di eucalipti rasi al suolo, cittadini contro “lo scempio”. La Provincia spiega: “Erano pericolosi”

Ma il Comitato che si è costituito attorno alla vicenda, “Madre Natura”, unitamente all’associazione “L’Altra Italia” di Filippo Poleggi, forniscono ora le prove che sono stati drasticamente abbattuti anche alberi con tronco massiccio, decenni e decenni di vita alle spalle, “piante sanissime”. Metro alla mano, è stato misurato il diametro dei tronchi e dimostrato che moltissimi, fra quelli sradicati e tagliati, superano la soglia degli 80 centimetri consentita dalla legge. Oltre quel dato infatti gli alberi non si possono toccare. “Non è vero – scrive il Comitato – che sono stati abbattuti alberi che non superavano gli 80 centimetri. Basta misurare i ceppi dei tronchi rimasti (come testimoniano le foto) e purtroppo sono decine gli alberi con diametro molto superiore agli 80 centimetri. Ci sono anche querce. La Provincia ha commesso un reato punibile sia penalmente che civilmente. Un albero con questo diametro non si può tagliare neanche nel giardino di casa”.

 Da qui la decisione di rivolgersi alla Procura della Repubblica presentando un esposto contro l’ente Provincia che avrebbe firmato un vero e proprio crimine ambientale “grazie al fatto che nessuno ha vigilato e nessuno glielo ha impedito “. Le motivazioni addotte dalla Provincia di Campobasso per giustificare la “strage” di verde e ossigeno riguardano ragioni di sicurezza stradale, piante pericolose, rischio incendio.

Alessio Di Majo Norante però, col suo comitato, smentisce che siano rispondenti alla realtà.

Falso che gli alberi fossero pericolosi per la sicurezza stradale. Parliamo  di strade col manto stradale oggi inesistente in più punti, dissestate e con buche,  senza segnaletica, tutte cose ben più pericolose di un ramo secco che può cadere solo in occasione di qualche tempesta e per mancata manutenzione”.

“E non è vero nemmeno che gli alberi erano al margine o a ridosso della carreggiata, perché erano posti a una distanza ben maggiore, alcuni molto al di sopra del livello stradale. E inoltre l’art. 31 comma 1 del Codice della Strada dice che “le alberature in prossimità delle strade sono importanti per evitare eventi franosi”. 

Alberi eucalipti strage

E’ anche falso, prosegue il Comitato, “che solo gli alberi autoctoni sono sottoposti a vincoli. L’unica cosa vera è che purtroppo come spesso accade nella nostra Regione non si comprende l’importanza della tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali come sancito dalla Costituzione  (art.117 lettera s), nonostante siano state emanate diverse leggi per rispettare quanto la nostra costituzione prevede”.

Gli alberi abbattuti a Campomarino sarebbero dovuti essere censiti e inseriti nell’elenco degli alberi monumentali d’Italia, ma così non è accaduto, “e non certo per colpa degli alberi”.

 

Nonostante il mancato adempimento, tutela e dimenticanza degli enti proposti (Comune, Regione, corpo Forestale dello Stato ecc.), l’inserimento dei viali ancora esistenti e la non rimozione e salvaguardia dei ceppi può ancora essere fatto (gli eucalipti ricacciano anche se certamente non potranno avere il portamento di prima, cosa che purtroppo non avverrà per le querce), visto che la legge prevede anche un periodico aggiornamento. A  tale scopo si è formato un Comitato “Madre Natura”, formato da cittadini di Campomarino che unitamente all’associazione “L’Altra Italia”, ad altre associazioni della nostra regione e liberi cittadini, nel rispetto delle norme vigenti, sta preparando una petizione da presentare al Comune per ottenere la tutela legale degli alberi e  un esposto denuncia per tutte le illegalità commesse e la mancata tutela da parte del Comune e del Corpo Forestale dello Stato”.