Encomi e riconoscimenti ai carabinieri che si sono distinti per competenza, sacrificio e senso del dovere

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Il colonnello Emanuele Gaeta ha consegnato personalmente un encomio ai militari che a vario titolo hanno condotto l’attività investigativa denominata “Raddoppio” con la quale era stato disarticolato un sodalizio criminale dedito all’usura aggravata ed alle estorsioni, conclusasi con l’esecuzione di ordinanza custodiale in carcere a carico di sei persone, il sequestro di valori pari ad euro 30mila e un’arma alterata.

Tra i premiati, il capitano Edgard Pica, da giungo scorso al Comando della Compagnia Carabinieri di Bojano, dopo aver sostituito per il periodo della dolce attesa la collega che lo ha preceduto in Via Croce.

L’encomio, conferito dal comandante della Legione Abruzzo e Molise ha nella motivazione l’aver diretto e partecipato attivamente alla complessa attività di indagine dimostrando un elevato senso del dovere e una non comune capacità professionale.

 

Riconoscimenti anche ai carabinieri della sezione operativa del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Campobasso che sono stati premiati con l’encomio per la brillante operazione antidroga del marzo dell’anno scorso convenzionalmente denominata “Drug market”, che li aveva visti dare esecuzione a 11 misure cautelari personali (quattro in carcere e sette ai domiciliari), emesse dal Gip del tribunale del capoluogo su richiesta della direzione distrettuale antimafia della procura della repubblica, per “associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope”.

Per sei degli indagati, ritenuti a capo e promotori dell’organizzazione di cui all’art.74 dpr.309/90, era stato riconosciuto il vincolo associativo e condannati tutti a pene severe, tenuto conto della riduzione di 1/3 della pena, con condanne che andavano da un massimo di 8 anni e 6 mesi ad un minimo di 6 anni.  Per tutti gli altri indagati, condannati per la violazione dell’art.73 dpr.309/90, le pene comminate andavano da un massimo di 3 anni e 6 mesi ad un minimo di 1 anno e 8 mesi. Complessivamente le condanne inflitte con il rito abbreviato ammontavano a ben 56 anni di reclusione.

Tra i premiati anche il brigadiere Capo Matteo Fracasso, effettivo alla centrale perativa della Compagnia del capoluogo molisano che, nel pomeriggio del 20 febbraio di quest’anno, libero da servizio, mentre era a passeggio insieme alla moglie, si è trovato davanti un giovane pakistano intento a sfilare i pantaloni ad un’anziana che aveva tramortito con un pugno. Il brigadiere non ha esitato ad intervenire mettendo in fuga l’aggressore ed evitando conseguenze peggiori.

 

Ad essere premiati sono stati il capitano Edgard Pica (comandante della Compagnia di Bojano ma all’epoca comandante del Nor ed in sede vacante della Compagnia di Termoli), il luogotenente Filippo Cantore (comandante della Stazione di Termoli), il maresciallo maggiore Graziano Di Mira (addetto al Nor aliquota operativa della Compagnia di Larino ma all’epoca addetto alla stazione di Termoli), il brigadiere capo Mauro Morrone (addetto alla Stazione di Termoli) ed il vice brigadiere Giovanni Micucci (Addetto alla Stazione di Termoli).

La complessa attività investigativa denominata “Operazione raddoppio”, svoltasi tra ottobre 2018 e giugno 2019 aTermoli, Lucera e San Giovanni Rotondo sotto la costante direzione della Procura della Repubblica di Larino, era culminata con la disarticolazione di un sodalizio criminale dedito all’usura aggravata e alle estorsioni in danno di un commerciante della zona, con l’esecuzione – in due momenti diversi – di 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di altrettanti componenti del citato sodalizio.  Nel suo sviluppo, l’attività d’indagine aveva permesso di denunciare 2 persone in stato di libertà alla competente autorità giudiziaria per i predetti reati e per detenzione illegale di un’arma alterata con relativo munizionamento (verosimilmente la stessa utilizzata in una circostanza per minacciare la vittima ed i suoi familiari al fine di ottenere la consegna di una somma di denaro quale pagamento parziale degli interessi usurari pretesi), nonché di sottoporre a sequestro 30.000 euro in effetti bancari quale provento della citata attività delittuosa.

 

 

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