Demolito il chiosco dei fiori di via San Giovanni, il Comune lavora al recupero del “bunker” di via Friuli

Una ditta incaricata dagli eredi del proprietario, ha abbattuto la struttura che si appoggiava al cosiddetto "eco-mostro", che invece resta ancora in piedi. Il sindaco Gravina sta lavorando ad una soluzione per recuperarlo. Soddisfatta l'associazione di quartiere

E’ stato rimosso il chiosco dei fiori di San Giovanni. Quella struttura a ridosso del più noto “bunker” di via Friuli questa mattina è stata abbattuta da una ditta privata, incaricata direttamente dagli eredi del proprietario che ne hanno sostenuto tutte le spese.

Azione che arriva dopo le sollecitazioni inoltrate dall’associazione “Il nostro quartiere S.Giovanni” che da anni denunciava il degrado creatosi attorno alla zona e diventata per questo ricettacolo di immondizia.

Il “bunker” in via Friuli: l’inferno dei tossici tra degrado e abbandono

Abbandonato da circa vent’anni, l’immobile si è trasformato in una discarica a cielo aperto, tanto che recentemente nella parte posteriore della struttura non era inusuale trovare finanche materassi, sacchi della spazzatura,  “cimiteri” di bottiglie d’alcol, residui dell’utilizzo di sostanze stupefacenti.

Ora, rimosso il chioschetto di fiori, rimane soltanto quella “strana” costruzione che purtroppo è di fronte all’istituto scolastico “Francesco Jovine”.

chiosco fiori via san giovanni

Edificio che è il prodotto di un vecchio progetto dell’amministrazione Di Fabio che lì voleva realizzare un piccolo luogo di riferimento per il settore agroalimentare adibendo piccoli spazi alla compravendita di prodotti specifici locali. Nonché di destinare qualche spazio anche al commercio solidale. Poi, come spesso accade, a causa di un contenzioso giudiziario e a seguito delle proteste di alcuni residenti che denunciarono “l’ecomostro”, i lavori si fermarono e da allora, ciò che è rimasto è visibile a tutti: un blocco di cemento.

Oggi, rimosso il chiosco per la vendita dei fiori, il sindaco Roberto Gravina sta valutando anche la possibilità di “ripensare” quel famoso “bunker”. Ma si tratta di un intervento complesso, perché allo stato la soluzione migliore sarebbe addirittura quello di buttarlo completamente giù.

Intanto, per ora, l’associazione di quartiere si è detta soddisfatta per l’intervento eseguito questa mattina – 24 novembre –  ed auspica che soluzioni vengano adottate anche per l’abbandono di altre strutture presenti nel quartiere: il  “bunker” di via Friuli appunto ma anche l’ex sede del comando di Polizia Municipale che si trova in via Marche e i parcheggi di via Romagna.