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Cosib, il 12 novembre il Consiglio generale che deciderà nuovo presidente e Direttivo. Sarà la volta buona?

Giovedì 12 novembre il Cosib dovrebbe avere un nuovo Presidente e relativo Comitato direttivo. Il condizionale è d’obbligo visto quanto accaduto una ventina di giorni addietro. All’ordine del giorno anche la discussione sui compensi: si ridurranno lo stipendio d’oro o no?  Il Presidente uscente Gianfranco Cammilleri ha convocato tutti (gli otto sindaci dei comuni facente parte dell’area consortile,  il rappresentante dell’Azienda Autonoma Turismo e Soggiorno di Termoli e i revisori dei Conti) alle ore 17. Ci saranno altri colpi di scena dell’ultimo momento?  

Viste le ultime vicende che hanno coinvolto la nomina e l’elezione del nuovo Presidente del Consorzio per lo sviluppo industriale della Valle del basso Biferno (Cosib), la domanda è d’obbligo: il 12 novembre ci sarà la cosiddetta fumata bianca o, invece, si troveranno altri cavilli burocratici che faranno slittare ancora l’elezione?

Gianfranco Cammilleri, presidente facente funzione e uscente, ha convocato il Consiglio generale per giovedì prossimo alle ore 17 con la speranza (?) che tutti gli attori in causa abbiano trovato la quadra per poter, finalmente, eleggere la nuova dirigenza politica del consorzio industriale regionale più importante.

Paradosso vuole che il pomo della discordia non sia sul nome del nuovo Presidente (tutti pare hanno deciso di convergere l’attuale sindaco di Petacciato Roberto Di Pardo) e neanche su quattro quinti della composizione del Comitato direttivo (Costanzo Dalla Porta, sindaco di San Giacomo degli Schiavoni, in qualità di vice presidente, Francesco Roberti sindaco di Termoli; Pier Donato Silvestri sindaco di Campomarino)  bensì sul quinto uomo, sul sindaco che in sostanza andrebbe a rappresentare una sorta di minoranza politica nell’ente. Dovrebbe essere Mario Bellotti, sindaco di Guglionesi e dirigente del Pd. Quest’ultimo voluto da una parte dei sindaci ma osteggiato, con manovre da sottobosco della politica, dal suo stesso partito (il Partito democratico).

Il 22 ottobre, giorno in cui fu convocato una prima volta il Consiglio generale,  scorso Raffaele Primiani, sindaco di Ururi, chiese in via preliminare la verifica del versamento delle quote di partecipazione dei comuni all’ente consortile. Un cavillo burocratico che non ha consentito la costituzione dell’assemblea Generale per discutere i punti all’ordine del giorno  in quanto cinque degli otto comuni non risultavano in regola.

Cosib nulla di fatto, rinviata l’elezione del nuovo Presidente: 5 Comuni su 8 non in regola con le quote consortili

Nei giorni seguenti i comuni morosi (Termoli, Petacciato, Portocannone, San Giacomo degli Schiavoni) hanno provveduto a saldare il proprio debito. Mentre San Martino In Pensilis, quinto comune indicato come debitore verso il Cosib, non aveva nessuna quota arretrata da pagare, tanto da far dire al sindaco Di Matteo : “Il Comune da me rappresentato, incluso tra i presunti morosi, moroso non era affatto!” e “  […] dubbi sulla correttezza della decisione e della procedura di contestazione della morosità adottata dal Presidente meriterà il giusto approfondimento […]”

Un precedente, quello creato il 22 ottobre, che mette in dubbio anche la regolarità delle passate elezioni. “Mai al Consorzio è stato chiesto un controllo delle quote per avere diritto al voto, né si comprende cosa si intenda: il consorzio delibera l’esclusione al voto”, dichiarò a margine il sindaco di Termoli Francesco Roberti.  Quanti e quali comuni erano in regola, ad esempio, quando si rinnovò il Comitato direttivo e venne eletto l’ex sindaco di Termoli Angelo Sbrocca nel 2015? Sicuramente non Petacciato che ha versato la quota di quell’anno solo nel giugno scorso.  Quel “mai” pronunciato da Roberti è un macigno sulla trasparenza e la regolarità amministrativa degli anni passati.

Ma, il 12 novembre, non si deciderà solo su chi dovrà presiedere e dirigere il Consorzio ma anche su quanto gli stessi dovranno percepire. Infatti uno dei punti all’ordine del giorno è: determinazione compensi Presidente, Comitato direttivo e Consiglio generale.

Attualmente il Presidente percepisce 6mila euro, il suo Vice 3mila euro e i membri del Comitato direttivo 1600,00  euro, tutti compensi lordi. Cifre che negli anni hanno suscitato molto scalpore e indignazione nell’opinione pubblica perché fanno a botte con la stato di “povertà produttiva” dell’area industriale e perché gli stessi non hanno riunioni giornaliere, anzi. La speranza è che, in momento storico difficile e drammatico come questo, faccino un gesto di vicinanza con la popolazione e si riducano la mensilità.

Altro punto di discussione, che nei giorni scorsi ha dato spazio a un dibattito pubblico, è l’adesione della Provincia di Campobasso al Cosib. Qualora ciò avvenisse sarebbe un ritorno in quanto, sino al 2012, la provincia di Campobasso era parte integrate del Cosib. Non ci sarebbe incompatibilità ma lo domanda da porsi sarebbe: che senso ha avere un ente che si occupa di scuola e strade, depotenziato all’interno di un consorzio per lo sviluppo industriale? Perché versare  annualmente oltre 23mila euro (23mila 18,48 euro) annui sottraendoli alle proprie già esigue casse?