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Colpo al narcotraffico: 40enne ai domiciliari, aveva 150mila euro di cocaina. Dietro al sequestro la società foggiana

Nell’ambito di un servizio coordinato su tutto il territorio provinciale, i carabinieri del reparto operativo hanno eseguito una perquisizione - a carico di un sospettato - con esito positivo: aveva 768 grammi di polvere bianca purissima, un bilancino di precisione e una macchinetta saldatrice per sigillare le dosi

E’ a Campomarino che i carabinieri del reparto operativo hanno inferto un altro duro colpo al traffico di droga. Sono stati sequestrati 768 grammi di cocaina purissima. Tradotti in dosi: 3800 bustine termosaldate pronte per essere vendute. Che in soldoni significano 150mila euro destinati alle tasche di un uomo, 40 anni, del Basso Molise, ora ristretto agli arresti domiciliari. Scelta eseguita dall’autorità giudiziaria a causa del covid, diffuso anche nel carcere di Larino dove c’è un vero e proprio cluster.

Quasi un chilo di cocaina, un sequestro rilevante di cui non si ha contezza nelle pagine di cronaca degli ultimi anni. Un volume d’affare ingente e che quasi certamente cela altri scenari sui quali sono al lavoro gli uomini dell’arma dei carabinieri. Il 40enne comprava la coca sempre lì: in provincia di Foggia. E nelle ultime ore pare avesse fatto anche l’ultimo carico finito nella rete degli uomini del colonnello Gaeta.

E’ in Puglia che negli ultimi anni finiscono le ricostruzioni investigative sui canali di approvvigionamento. E’ la mafia foggiana che sempre più frequentemente compare negli atti d’indagine sul narcotraffico che viaggia verso la costa molisana.

Se un tempo erano frequenti i viaggi a Napoli dove spesso le vecchie indagini di polizia convergevano seguendo gli spacciatori della provincia di Campobasso, adesso quelle stesse “missioni” si consolidano in provincia di Foggia.

Il sequestro di queste ultime ore è l’ennesima prova che la mafia foggiana sta provando in ogni modo e continuamente a ramificare, soprattutto in Basso Molise.

Una conferenza stampa convocata questa mattina alla Scuola Allievi,  soltanto per lanciare l’importanza del sequestro eseguito e della insistente attività di contrasto al traffico di droga condotta tutti i giorni sul territorio provinciale in risposta all’appello lanciato dal capo della Procura, Nicola D’Angelo.

Nulla invece è stato riferito sull’attività illecita che riguarda questo 40enne, che di fatto era alle prese con un rilevante traffico di cocaina diretto in Basso Molise. Bocche cucite tra gli inquirenti:  si lavora dunque. L’impressione è che si tratti della punta di un iceberg.