Mamma cinghiale muore investita con i cuccioli in grembo. Appello degli animalisti

Stop Animal Crimes denuncia: "Caccia, bracconaggio, scellerati piani di selezione sono tra le principali cause di episodi come questo"

Rivedere il piano di gestione della fauna: è l’appello che lancia l’associazione animalista Stop animal crimes dopo la morte di una mamma cinghiale e dei suoi cuccioli in grembo investita ieri sera – 22 novembre – nella zona di Bojano. E’ solo l’ultimo di una serie di episodi frequenti: gli incidenti causati dagli ungulati che scorrazzano indisturbati sulle strade della nostra regione. Per fortuna non si è fatto niente l’automobilista che ha impattato contro il grosso animale che gli era sbucato per strada. Piuttosto il cinghiale, che era in prossimità del parto, nell’incidente è morto assieme ai suoi piccoli.

“Nonostante l’impatto la mamma era ancora viva quando Giancarlo e Carmine, nostri attivisti locali, sono arrivati. Ma non è stato possibile conservarle la vita”, raccontano dall’associazione che ha inviato alla nostra redazione le fotografie dell’accaduto. Scatti molto crudi, che preferiamo non mostravi ma che, sottolineano gli animalisti, “speriamo possano servire per attirare l’attenzione su un problema ormai storico, quello della gestione della fauna da parte degli Enti pubblici e organizzazioni venatorie. Questa volta siamo a Bojano dove questa mamma di cinghiale è stata investita e uccisa sul colpo insieme ai suoi cuccioli ancora in grembo“.

Stop Animal Crimes va a fondo: “Caccia, bracconaggio, scellerati piani di selezione, spregiudicati incroci con maiali domestici, vergognose importazioni dall’Est Europa di specie diverse dalla nostra, incuria delle montagne, cementificazione selvaggia e riduzione dei predatori naturali sono le principali cause che ogni giorno conducono a incidenti come questo, in tal caso fortunatamente senza vittime umane, e che l’incapacità di serie e credibili politiche animaliste favoriscono, consolidando il potere delle lobby venatorie e agricole e della politica pro caccia”.

Dunque, dopo aver denunciato questo caso, Stop Animal Crimes Italia lancerà a breve il suo programma nazionale “per restituire dignità all’azione animalista e filo da torcere ai potenti della caccia, con cui ristabilire quello che è sempre stato l’autocontrollo demografico naturale dei cinghiali, e degli ungulati in generale”.