Al Molise il primato italiano dei flussi turistici: +109% dal 2019. Premiate le vacanze “salubri”

Emblematici i risultati di un’indagine condotta dall’Istituto Nazionale delle Ricerche Turistiche, società delle Camere di Commercio d’Italia Lo studio conferma le previsioni di Manuele Martelli, specializzato in Sviluppo e Competitività delle Destinazioni Turistiche, che in aprile 2020 per primo inaugurò il dibattito in regione, lanciando il tema del turismo salubre.

Persino nel buio più pesto, uno spiraglio di luce. L’incipit per una nuova speranza. Che arriva proprio dal turismo, uno dei settori economici spesso più dibattuti nel nostro Molise: terra ricca di risorse naturali e paesaggistiche, ma non di opportune traiettorie di valorizzazione.

A svelarlo, con tanto di numeri e analisi, è un’indagine di Isnart, l’Istituto Nazionale di Ricerche Turistiche. Il lavoro pone infatti la nostra regione sui gradini più alti di un podio speciale: quello dei flussi turistici che hanno caratterizzato l’estate appena trascorsa: alla voce “destinazione della vacanza in Italia” il Molise ha fatto registrare un incremento estremamente sensibile. Percentuali da palcoscenico, seconde solo a quelle dell’Umbria in termini generali, ma degne di un clamoroso primato (+109% rispetto al 2019) in termini di incremento.

“Ciò che invece è mutato in maniera significativa – si legge nel documento di Isnart/ Unioncamere – è il peso relativo di alcune località di vacanza: si tratta in alcuni casi di regioni (Abruzzo, Molise e Umbria) con modeste dimensioni demografiche ma fortemente caratterizzate in termini territoriali, ambientali e naturalistici, la cui rilevanza turistica è più che raddoppiata nell’estate 2020”.

Un segno tangibile del fatto che il Molise esiste. Ed esistono le sue meraviglie naturali, il suo territorio, la sua identità.

Certo, a incidere sono stati anche il timore del Coronavirus e la predilezione per le “vacanze di prossimità” e dunque la volontà dei turisti di “premiare” quelle località che avevano fatto registrare (nei mesi estivi appena trascorsi) un minor impatto del Covid. Ma ridurre il ruolo straordinario della bellezza e del patrimonio culturale e ambientale nostrano, risulterebbe una interpretazione miope.

Il timore dei contagi e la voglia di optare per mete a “basso rischio Covid” difficilmente giustificherebbero da sole i numeri più che raddoppiati del Molise rispetto al 2019.

Un’ascesa che non lascia sorpreso Manuele Martelli, specializzato in Sviluppo e Competitività delle Destinazioni Turistiche e fondatore di Visit Madagascar: “Mi ero già espresso in merito, appena prima della scorsa estate, sottolineando come la pandemia sarebbe stata – e potrebbe essere ancora anche in futuro – l’occasione di riscatto per le piccole destinazioni a dimensione umana, perché considerate mete ideali per il turismo post-covid. Percorsi etici, lenti, sostenibili, declinati in chiave di salubrità anche gastronomica”.

Manuele Martelli

Un trend che potrebbe rimanere a lungo impresso nelle pratiche di consumo, in cima alle preferenze dei vacanzieri: “D’ora in avanti – continua Martelli – sarà il tema della salubrità a caratterizzare il mutamento dei flussi turistici. E stiamo parlando di credenziali totalmente in possesso del nostro Molise, che si presta più di ogni altro territorio, per le sue caratteristiche geografiche, a favorire eventi con un più agevole distanziamento sociale, con i suoi spazi incontaminati, i suoi percorsi green. Tutti elementi, questi, sui quali si può e si deve investire – conclude Manuele – in termini di incoming e ricettività. Numeri e statistiche alla mano, il Molise è a tutti gli effetti territorio privilegiato, tanto isolato quanto salubre, un laboratorio sperimentale per trasformare i deficit in vantaggi, l’isolamento in opportunità, la lentezza in attrattiva, la ‘non esistenza’ in veicolo di turismo, la non fortunata viabilità in particolarismo”.