Addio ad Alberto Pistilli Sipio: fu figlio del podestà di Campobasso e avvocato-benefattore

Già dirigente dell’Inail Nazionale, fu l’artefice del restauro della chiesa di San Bartolomeo, grazie a lui tornata all’antico splendore. Il papà Renato fu a capo dell’amministrazione comunale durante il fascismo. Il sindaco Gravina ne ricorda “l’impegno, l’amore e la passione che hanno legato sempre l’avvocato alla sua città”. Aveva 98 anni.

Un benefattore, un filantropo. La figura dell’avvocato Alberto Pistilli Sipio, nel corso della sua esistenza, è stata legata a doppio filo alla valorizzazione e conservazione delle bellezze e delle tradizioni artistiche della città di Campobasso. Il capoluogo ne piange la scomparsa: ci ha lasciato all’età di 98 anni.

Ha amato tantissimo la sua città, anche quando ne è stato lontano per ragioni di lavoro. Per anni, infatti, è stato alla Direzione Nazionale dell’Inail. Sempre attento alle problematiche e all’evolversi della cosa pubblica, l’avvocato ha ricoperto il ruolo di presidente dell’Associazione malati oncologici. Mentre lo si ricorda con grande orgoglio per il suo intervento nel restauro della chiesa di San Bartolomeo, in pieno centro storico, tornata ai vecchi fasti.

Era il figlio del podestà di Campobasso, Renato Pistilli Sipio, al quale era legatissimo. Gli zii Carlo, Silvio e Angiolo caddero nel corso della Prima guerra mondiale e a loro è dedicato un viale che porta sulla collina ‘Monforte’, Viale Fratelli Sipio, appunto. Tra l’altro, l’avvocato aveva ripreso le redini della casa di riposo omonima di via delle Frasche.

La sua abitazione era in pieno Corso Vittorio Emanuele. L’amministrazione comunale di Campobasso esprime il suo cordoglio e la sua vicinanza “a tutta la sua famiglia, ricordando l’impegno, l’amore e la passione che hanno legato sempre l’Avvocato alla città di Campobasso”. Era l’ultimo erede diretto della famiglia Pistilli Sipio.

(Foto tratta dal libro di Gennaro Ventresca ‘Gente di Campobasso 2’).