Quantcast

Quasi cento sindaci molisani contro la gestione dell’emergenza: “La situazione è fuori controllo”

Governo regionale e azienda sanitaria sotto accusa per la scarsa trasparenza dei dati e il mancato coinvolgimento. "I focolai aumentano e ogni giorno se ne scoprono di nuovi non individuati nei cluster sconosciuti. I morti aumentano e le persone hanno perso fiducia nella gestione dell'emergenza". Fra le richieste anche la limitazione degli spostamenti delle persone. Il sacerdote don Antonio Di Lalla: "Toma, lei è l'elemento di divisione".

Una lettera dai toni duri, senza voler mettere nessuno con le spalle al muro, ma per chiedere un cambio radicale nella gestione dell’emergenza coronavirus in Molise. L’hanno firmata 98 sindaci – anche se qualcuno ha smentito di aver apposto la propria firma al documento – per chiedere un maggiore coinvolgimento e soprattutto maggiore chiarezza all’Asrem.

E’ la gestione dell’Azienda sanitaria regionale a finire nel mirino. Incongruenza fra dati reali e quelli comunicati – come più volte segnalato anche su queste pagine – e l’emersione di nuovi focolai scoperti per effetto dei test rapidi a pagamento, secondo i sindaci sono “sintomo che la situazione è tutt’altro che sotto controllo“. I firmatari lanciano un allarme ben preciso: la gente ha perso fiducia in chi gestisce l’emergenza e questo potrebbe scatenare altri fattori negativi.

La lettera arriva dopo numerose segnalazioni che i sindaci avevano già inoltrato, sia informalmente che in maniera formale, per segnalare, fra le altre cose, la comunicazione con giorni, se non settimane di ritardo dei pazienti negativizzati, che sui bollettini continuano a risultare positivi e che quindi inducono le persone ad avere dubbi e sospetti. Ma anche la comunicazione delle positività con giorni di ritardo, il che complica il lavoro delle Amministrazioni locali nei provvedimenti da adottare, come le scuole da chiudere.

La reazione del presidente Donato Toma non si è fatta attendere e per questo ha convocato i sindaci in videoconferenza sabato prossimo per discutere dell’emergenza Covid-19. Si sa già che molti sindaci torneranno a chiedere di fare il Vietri di Larino ospedale Covid. Una partita che però sembra ampiamente chiusa.

Le richieste per sono chiare: un tavolo permanente allargato ai sindaci per concordare le decisioni, massima trasparenza dei dati e limitazioni degli spostamenti delle persone.

Intanto il direttore della rivista ‘La Fonte’, don Antonio Di Lalla, ha pubblicato un video in cui pone delle precise domande al presidente Toma. “Basta bugie – attacca il sacerdote -. Non può chiedere unità se è lei l’elemento di divisione. Consiglieri regionali, voi siete complici”.

 

Questo il contenuto della lettera dei sindaci.

 

Egregio Presidente,

è nell’esercizio del doveroso tributo di rappresentanza ai molisani, dei quali siamo parte integrante e compagine di rappresentanza stessa, che siamo ad esprimere nei confronti del governo regionale l’invito alla concertazione ed alla doverosa cooperazione.

Infatti le circostanze contingenti connesse alla diffusione epidemiologica, su tutto il territorio nazionale, hanno manifestato, tra gli effetti, l’impoverimento del tessuto fiduciario tra le persone e le cariche istituzionali di rappresentanza.

La riduzione di fiducia è purtroppo da ricercarsi in conseguenza all’evidente scollamento che giornalmente si manifesta ogni qual volta i dati epidemiologici e di reazione sanitaria sono messi in relazione spicciola dall’uomo della strada alla reale situazione.

Infatti, a poco più di un mese dall’inizio della seconda ondata di contagio da Coronavirus, appare di tutta evidenza che la situazione, anche in Molise, è tutt’altro che sotto controllo.

In ultimo troppo spesso emerge l’evidente disallineamento tra la necessaria attuazione delle migliori regole di precauzione e reazione alla diffusione epidemiologica e la concreta azione di governo.

Noi Sindaci, primi tra i cittadini, presenti fisicamente su tutto il territorio, impegnati quotidianamente e costantemente alla lotta contro la diffusione del contagio, abbiamo più volte dato voce al disagio del territorio ed alle difficoltà locali, mantenendo, non senza difficoltà, un profilo istituzionale di cooperazione con il governo regionale, pur tra le perplessità generali in merito alla intera gestione della pandemia.

Pur tuttavia ad oggi – e in 9 mesi – non siamo mai stati coinvolti in alcun modo, ne siamo stati interessati ai tavoli di concertazione per fronteggiare insieme gli effetti dell’epidemia.

L’evidente disinteresse del governo regionale lo ha condotto agli esiti che sono a tutti manifesti, di fatto privandosi della vera forza restauratrice delle buone regole della cooperazione, perché l’epidemia colpisce tutti ed è con lo sforzo unitario che la si argina, che la si combatte.

Sintomo della carenza gestionale della politica regionale è la totale incongruenza tra ciò che rilevano i dati Asrem sul numero di contagi e pazienti guariti, sulla cui genesi sarebbe opportuno approfondire il focus, tali dati si dimostrano difatti troppo spesso scorretti, incompleti e contradditori – con la situazione reale che noi, proprio perché presenti e attenti, registriamo effettivamente.

Con la diffusione dei test rapidi e la conseguente possibilità di sottoporsi all’esame per la ricerca del Covid19 presso i medici di base, sono immediatamente emersi elementi su focolai che non hanno alcun legame con i cluster noti, segno che la situazione non è affatto sotto controllo, e che sostanziano l’inaccettabile indeterminazione degli ambiti di tutela dei cittadini.

I numeri e la diffusione del contagio non sono più così contenuti da consentire, pur viste le limitazioni delle ordinanze, la libera circolazione sul territorio.

Aumentano costantemente i casi di positivi sintomatici e il numero dei decessi nella seconda ondata è raddoppiato.

Rileviamo contagi asintomatici tra famiglie e congiunti, tra amici e conoscenti, non legati a nessuna situazione di criticità ma che diffondono il virus in maniera veloce, incontrollabile.

I sanitari raccontano di ospedali al collasso, di presidi senza medici – ultimi e non ultimi i casi del 118 di Agnone e di Cerro al Volturno che da piano emergenza regionale, sono entrambi presidi di soccorso avanzato e quindi in obbligo di avere il medico – rimaste senza medico -, di chiamate disattese e mancati interventi per carenza di personale e di posti di accoglienza.

Rileviamo tempi troppo lunghi per fare tamponi su soggetti con sintomi e/o possibili cluster.

Ed il trend negativo non sembra accennare alla flessione.

Una situazione così non è più sostenibile: noi dobbiamo dare risposte ai cittadini perché siamo il loro primo punto di riferimento.

Ma come possiamo farlo se a noi stessi viene negato l’accesso allo scrigno degli autentici elementi di valutazione, ad oggi dati tanto gelosamente celati a tutela, non certo nell’interesse dei molisani?

Pertanto, con questa lettera congiunta, senza colore politico ma con il comune e unico interesse quello della tutela della Salute e del territorio, siamo qui a chiedere che venga istituita immediatamente una commissione permanente, un tavolo di confronto con i Sindaci, che assuma l’obiettivo di condividere e di razionalizzare gli elementi di valutazione sulla condizione sanitaria dei molisani e sui fattori critici dei quali siamo, per missione, testimoni quotidiani.

Chiediamo pertanto, in primis, che vengano diffuse tutte le informazioni relative alle scelte degli ospedali – Hub, Spoke, ospedali da campo e possibili auspicabili riaperture di strutture esistenti -, allo stato attuale dei nosocomi regionali, alle carenze e soprattutto alle azioni che il Governo regionale intende mettere in atto per garantire le cure a tutti quanti ne avranno necessità, e non solo i pazienti Covid positivi.

Chiediamo che vengano intraprese immediatamente azioni di massima trasparenza al fine di diffondere dati corretti, costantemente aggiornati, sui positivi presenti nelle comunità, così da poter lavorare alla nella gestione della comunicazione con i nostri cittadini e controllare, come ci compete, le nostre comunità.

Chiediamo a gran voce che si adotti immediatamente la riduzione degli spostamenti, ridimensionando al minimo vitale le azioni e i movimenti nel territorio, al fine di innescare la riduzione del contagio, dare respiro ai laboratori oberati dalle richieste di tamponi, agli ospedali, al personale medico sanitario e permettere una celere riorganizzazione anche dei servizi domiciliari, ora più che mai, necessari per ridurre ai soli casi acuti, l’accesso agli ospedali.

Non possiamo più affrontare la grave emergenza epidemiologica in difetto di una linea d’azione comune, e coordinata, senza confronto, e negando ai protagonisti dello scenario pandemico, i cittadini, la consapevolezza di ciò che sta loro realmente accadendo.

Noi lo dobbiamo alle nostre comunità.

Ecco l’elenco dei firmatari

Francesco Trolio – Acquaviva Collecroce

Francesca Petrocelli – Acquaviva d’Isernia

Daniele Saia – Agnone

Marco Maio – Baranello

Anita di Prinio – Belmonte del Sannio

Carmine Ruscetta – Bojano

Michele Palmieri – Busso

Roberto Gravina – Campobasso

Simona Valente – Campochiaro

Giuseppe Notartomaso – Campodipietra

Annamaria Palmiero – Campolieto

Achille Caranci – Cantalupo nel Sannio

Candido Paglione – Capracotta

Sabrina Lallitto – Casacalenda

Eliseo Castelli – Casalciprano

Nicola Marrone – Castelbottaccio

Flavio Boccardo – Castelmauro

Michela Tamburri – Castelpetroso

Nicola Scapillati – Castropignano

Remo Di Ianni – Cerro al Volturno

Donnino Mascia – Cercemaggiore

Alessandro Di Lonardo – Chiauci

Paolo Manuele – Civitacampomarano

Roberta Ciampittiello – Civitanova del Sannio

Carletto di Paola – Colle d’Anchise

Damiano Mele – Colletorto

Emilio Incollingo – Colli al Volturno

Riccardo Prete – Conca Casale

Michelino D’Amico – Duronia

Federico Cocozza – Filignano

Saverio Nonno – Fossalto

Nicola Vecchiullo – Gildone

Vincenzo Tozzi – Guardialfiera

Fabio Iuliano – Guardiaregia

Mario Bellotti – Guglionesi

Giuseppe Puchetti – Larino

Angela Amoroso – Limosano

Cristian Sellecchia – Longano

Giovanni Marasca – Lucito

Gianfranco Paolucci – Macchia Valfortore

Felice Ciccone – Macchiagodena

Giacomo Matassa – Mafalda

Arcangelo Lariccia – Matrice

Angelo Miniello – Mirabello

Marco Ferrante – Miranda

Michele Turro – Monacilioni

Giuseppe Tullo – Montagano

Marciano Ricci – Montaquila

Giorgio Manes – Montecilfone

Riccardo Vincifori – Montefalcone nel Sannio

Nicolino Macchiagodena – Montelongo

Sergio Sammartino – Montemitro

Paolo Santachiara – Montenero Val Cocchiara

Custode Russo – Monteroduni

Nino Pellegrino Ponte – Montorio nei Frentani

Antonio Domenico Colasurdo – Morrone del Sannio

Ido de Vincenzi – Pesche

Manolo Sacco – Pescolanciano

Carmen Castagna – Pescopennataro

Alessandro Amoroso – Petrella Tifernina

Antonio Di Pasquo – Pietrabbondante

Antonio Tomassone – Pietracatella

Camillo Santilli – Pietracupa

Letizia Di Iorio – Pizzone

Giuseppe Caporicci – Portocannone

Roberto Caporicci – Provvidenti

Orazio Civetta – Ripabottoni

Marco Giampaolo – Ripalimosani

Palmerino D’Amico – Rionero Sannitico

Giacomo Lombardi – Roccamandolfi

Fabio Milano – Roccasicura

Angelo Ninni – Roccavivara

Teodoro Santilli – Rocchetta al Voltura

Michele Miniello – Rotello

Giovanni Galli – Salcito

Fausto Bellucci – San Felice del Molise

Domenico Credico – San Giovanni in Galdo

Angelo Codagnone – San Giuliano del Sannio (si tratta dell’ex sindaco e non dell’attuale che si chiama Rosario De Matteis)

Giuseppe Ferrante – San Giuliano di Puglia

Giovanni Di Matteo – San Martino in P.

Alfonso Leggieri – San Massimo

Francesco Lombardi – San Pietro Avellana

Tonino Spina – San Polo

Giuseppe Di Pilla – Sant’Agapito

Nuncia Nucci – Sant’Angelo del Pesco

William Ciarallo – Sant’Angelo Limosano

Giuseppe Terriaca – Sant’Elena Sannita

Biagio Faiella – Sant’Elia a Pianisi

Alberto Florio – Santa Croce di Magliano

Costantino Kniahynicki – Santa Maria del Molise

Renato Sparacino – Scapoli

Eustachio Macari – Sesto Campano

Paolo Pasquale D’Anello – Sepino

Michele di Iorio – Spinete

Paolo Curulli – Tavenna

Antonio Lombardi – Torella del Sannio

Roberto Quercio – Toro

Roberto De Socio – Oratino

Raffaele Primiani – Ururi

Luigino Rosato – Vastogirardi

Luigi Valente – Vinchiaturo