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Un paese e mezzo senza medico di base. E nell’elenco dei nuovi dottori Civitacampomarano non c’è

Dal 1 novembre scorso il pensionamento forzato dello storico dottore di Civitacampomarano, Sergio Zita, ha lasciato il paese senza un medico di famiglia. Considerando i circa 750 mutuati che aveva a Castelmauro, oltre 1200 persone ora non sanno a chi rivolgersi. E il provvedimento varato solo un mese fa dall’Asrem ha ‘dimenticato’ quest’area.

Circa 1200 persone senza un medico di base, nel bel mezzo di una pandemia e all’inizio di una importantissima campagna vaccinale. Non per una notizia improvvisa, ma per un pensionamento. Quindi un avvenimento totalmente previsto e per il quale si potevano e dovevano prendere i provvedimenti necessari per tempo. E invece dallo scorso 1 novembre tutta Civitacampomarano e circa la metà dei cittadini di Castelmauro non hanno più un medico di famiglia. Sergio Zita, storico medico di Civitacampomarano, una specie di istituzione da quelle parti, è prossimo a festeggiare 70 anni e il suo pensionamento è ormai effettivo e inderogabile. Al suo posto per il momento non c’è nessuno.

Una vicenda che ha dell’incredibile e che spiega perfettamente come è ridotta la medicina territoriale italiana, specie quella dei piccoli comuni: praticamente abbandonata a se stessa. A Castelmauro, paese di circa 1300 anime, un medico di medicina generale c’è. Fra i suoi pazienti circa il 40 per cento dei residenti, ma altri non può accoglierne.

medico sergio zita civitacampomarano

Tutti gli altri finora erano mutuati con Sergio Zita, nato a Campobasso ma originario proprio di Civitacampomarano, paese nel quale i circa 350 residenti hanno avuto lui come punto di riferimento per più di 40 anni. Oggi non sanno a chi rivolgersi: né per una ricetta medica, né per una consulenza o per un malanno di stagione, né tantomeno per la prescrizione di un tampone dovuto a sintomi riconducibili alla Covid-19.

Proprio due giorni fa a Civitacampomarano è stato accertato un caso di positività. Il cortocircuito fra esigenze di salute e carenze sanitarie è evidente. “Voglio auspicarmi che la Azienda Sanitaria Regionale del Molise – ha scritto il sindaco Paolo Manuele su Facebook – provveda con celerità alla risoluzione della problematica. Un servizio essenziale quale la medicina territoriale di base, non solo per via dell’emergenza Covid in corso, bensì per la gestione ordinaria dei pazienti, delle patologie di cui sono affetti e per tutte le attività di prevenzione (compresa la campagna vaccinale), non può venir meno senza una adeguata garanzia di continuità”. Il che è davvero paradossale, considerando l’età media molto alta di paesi dell’entroterra, in cui appunto di vaccini antinfluenzali c’è maggiore bisogno.

Lui e il collega di Castelmauro, Flavio Boccardo, hanno inviato una lettera ai vertici Asrem chiedendo un provvedimento urgente. Anche perché, e questa suona come un’ulteriore beffa, solo un mese fa l’Asrem ha deliberato di dovere assegnare ulteriori medici di base a 26 zone considerate carenti del territorio. Incredibilmente, fra quelle 26 l’area di Castelmauro e Civitacampomarano non c’è.

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“Nelle more di procedure per il bando delle zone carenti – continua Manuele – andrebbe anche valutata la necessità di una sostituzione temporanea. Il nostro Medico Sergio Zita è andato in pensione ed ha sempre garantito con professionalità, ed abnegazione, una presenza assidua e costante di cui oggi la comunità è priva senza alcuna alternativa”.

Alla lettera, inviata qualche giorno fa, attualmente l’Asrem non ha dato risposta. Ora Manuele usa toni forti a ragion veduta. “Desta perplessità, e sinceramente sono basito, che un pensionamento, quindi evento ampiamente programmabile e programmato, per le dovute attività di pianificazione della sostituzione, sia restato senza soluzione fino a giungere di fatto all’interruzione della garanzia del servizio. Credo che le relative strutture dell’azienda sanitaria, pur comprendendo la carenza di medici, abbiano qualcosa da chiedersi e rimproverarsi, o meglio devono capire che i cittadini e le comunità hanno bisogno con i fatti, e non proclami, di garanzia dei servizi essenziali”.

Il sindaco appare deciso a intraprendere una battaglia per difendere la propria comunità. “Tra l’altro mi chiedo, sapendo che non è stato pubblicato il bando delle zone carenti, perché le strutture competenti, pur sapendo da marzo del pensionamento, non hanno inserito (come risulta dagli atti) la carenza di medicina generale a Civitacampomarano? In mancanza di pronte risposte risolutive, ovviamente fattive e non teoriche, quale autorità sanitaria locale si provvederà a tutelare i cittadini, ed il loro fondamentale diritto ad avere il servizio sanitario di base, nelle sedi opportune”.