“Wonderful… Encantada… Il Molise non si legge sui depliant, il Molise si vive” fotogallery

I tour operator e i rappresentanti delle associazioni che partecipano all’Educational Tour organizzato dal “Gal Molise verso il 2000” hanno trascorso la prima giornata in alto Molise. Prima la Fonderia Marinelli, poi il caseificio Di Nucci, la riserva Mab di Montedimezzo e il tempio italico di Pietrabbondante

Percorrere stradine da sogno che affacciano su paesaggi capolavoro della natura, viaggiando verso paesi arroccati sulle colline, fatti di casette che sembrano sospese nel tempo, è stato il primo biglietto da visita che ha lasciato a bocca aperta i tour operator  e i rappresentanti delle associazioni che partecipano all’Educational Tour organizzato dal “Gal Molise verso il 2000” e volto a promuovere un turismo accessibile.

Tour operator scoprono il Molise

Prima tappa: Agnone. Con la Fonderia Marinelli e il caseificio Di Nucci.

Sono venti operatori che arrivano dalla Spagna, dalla Germania, dalla Svezia, da altre regioni italiane. Nessuno di loro è mai stato in Molise, finanche un’operatrice abruzzese che ammette: “Qui ho inviato molti turisti delle mie parti ma questa volta il Molise ho voluto visitarlo di persona”.

Incantati dalla natura incontaminata, dall’aria buona, dai panorami mozzafiato, il leitmotiv della giornata è spesso “wonderful”.  Già,  meravigliosa questa terra sconosciuta a cui “la pubblicità spesso non rende merito se la non visiti di persona”.

Quindi la Fonderia Marinelli, una storia lunga oltre 1000 anni.  Lo Stemma Pontificio concesso da Pio Xi, la visita di Giovanni Paolo II nel 1995, è quello che si presume sia il più antico stabilimento al mondo per la fabbricazione delle campane. La vista al museo e poi quella al cuore della struttura, dove i tour operator hanno ascoltato la melodia del suono delle campane.

La punta di diamante della regione è la tradizione enogastronomica e quindi le ore successive – in attesa del momento della degustazione dei loro prodotti – è quella al Caseificio Di Nucci.

Serena e Antonia Di Nucci raccontano come nascono i loro prodotti, quelli freschi ma anche il caciocavallo che è il valore aggiunto di un’azienda all’avanguardia che ha fatto della materia prima la colonna  portante dell’intera produzione. Tutto è made in Molise, nello specifico Capracotta e dintorni. Il latte arriva dalle mucche del nostro territorio a garanzia di un prodotto scelto e selezionato. E gli ospiti assistono alla lavorazione in laboratorio, poi passano nelle cantine in tufo dove il caciocavallo viene fatto stagionare. Mentre le due giovani imprenditrici parlano e disquisiscono con i tour operator ci si incammina verso la sala delle degustazioni.

Ed è proprio davanti agli assaggi di formaggi e salumi, davanti ad un immancabile bicchiere di vino molisano e ad un’insalata locale condita con olio extravergine di oliva del Molise che si scalda l’atmosfera e tutti iniziano a sciorinare commenti e opinioni.

Francisco Javier, tour operator spagnolo si dice “encantado”. “Sono stato tante volte in Italia – continua – però no conocìa a Molise”. Già, non conosceva il Molise. E giura che ci tornerà. Lo farà lui personalmente ma sottolinea che al di là di questo la regione è la meta ideale per molte delle richieste che arrivano da turisti della Spagna”.

Klaus è di origini tedesche e in lingua tedesca, offrendo forza ed energia al concetto, racconta di impressioni “uniche”, “einzirgatig”.

Mastica bene l’italiano e nella sua lunga esperienza “in giro per il mondo” confessa di aver visitato “molti posti, tanti paesi dell’Europa e non solo, ma qui in Molise c’è davvero tutto a portata di mano. Ci sono panorami che tolgono il respiro, tradizioni che non sono conservate ovunque, e il buon cibo. Nelle grandi città che spesso si visitiamo per esempio c’è tanto cibo, tanta scelta ma poca qualità”.

Sonia è un’operatrice spagnola. Sta chiacchierando con i suoi colleghi quando le sentiamo chiosare “wonderful”. Da noi interrotta durante la sua chiacchierata amichevole post pranzo, ammette che il Molise ha molti “privilegi naturali”. E che percepisce “un rapporto  profondo della popolazione con il proprio territorio. Voglio tornare”.

Si sale sui pullman, la prossima tappa è la riserva Mab di Montedimezzo. Dove le parole sono superflue e a spiegare che anche qui la nostra terra ha fatto centro ci sono le facce stupite da tanta bellezza naturalistica. Lo stesso sarà per il teatro e il tempio italico di Pietrabbondante.

Anche il viaggio di ritorno a Campobasso prima della prossima tappa non dispiace. Perché la natura prorompe ovunque, e qualsiasi strada di collegamento, belvedere di un centro storico è una finestra su uno spettacolo che non si può dimenticare.