“Vogliamo solo lavorare”: ristoranti e palestre in piazza, oltre un centinaio per la protesta pacifica

I titolari degli esercizi pubblici hanno nel mirino il Governo: “Prima dite di metterci in regola, poi ci chiudete. A questo punto tanto vale non rispettare le regole…”. In piazza Pepe ci sono tanti ragazzi, diverse donne, persone che quotidianamente cercano di resistere. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha assicurato che grazie al Decreto ‘Ristoro’ ci saranno “cancellazione di tasse, contributi a fondo perduto e redditi di emergenza”. Eloquente uno striscione che recita: “Noi degni di lavorare, voi indegni di governare”.

“Noi degni di lavorare, voi indegni di governare”. Messaggio forte, duro, chiaro quello affidato a uno striscione che campeggia in piazza Pepe a Campobasso dove si sono radunati questa mattina, 29 ottobre, ristoratori, baristi, titolari di palestre e piscine. Tanti lavoratori che hanno timore di perdere il posto, di tornare nell’incubo del lockdown. Erano oltre un centinaio all’ombra della statua di Gabriele Pepe. Con slogan simili ma anche diversificati.

Protesta esercizi pubblici di Campobasso
Protesta esercizi pubblici di Campobasso

Nel senso che c’è chi dice: “Ok le misure restrittive, ma a questo punto chiudete del tutto e dateci il sussidio per un mese” spiega il titolare del ristorante Pasky, Massimiliano Di Giglio, per esempio. Mentre la chiusura totale dei centri sportivi ha messo in ginocchio chi aveva investito tanto negli ultimi mesi proprio per farsi trovare pronto e superare ‘l’esame’ di chi doveva controllare. L’esame è stato pure passato, ma le chiusure sono arrivate ugualmente.

Protesta esercizi pubblici di Campobasso

Lo spiega bene la presidente di M2 Movement, Amelia Mascioli: “Una dimostrazione pacifica ed educata la nostra – spiega – che però vuole spiegare che chi ci governa dovrebbe rappresentare le nostre istanze e non dovremmo essere abbandonati a noi stessi. È discutibile tutto quello che è stato fatto: ci hanno detto di investire in sicurezza, lo abbiamo fatto, ma ci hanno chiuso lo stesso. Il messaggio che arriva è che a questo punto o si seguono o non si seguono le regole è la stessa cosa”.

Una protesta silente, senza urla né voglia di creare problemi o degenerazioni. Si vedono tanti ragazzi, molte donne, rappresentanti di palestre, scuole di ballo, istruttori di piscine. Che chiedono solo un pizzico di tranquillità e rassicurazioni da parte di chi li governa.

Protesta esercizi pubblici di Campobasso

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha assicurato che entro metà novembre saranno elargiti sussidi, aiuti economici, attraverso il Decreto ‘Ristoro’: una misura che racchiude bar, ristoranti, palestre, piscine, cinema, teatri. Sono previsti contributi fino al 400 per cento delle perdite per le categorie più colpite dalle misure restrittive previste dall’ultimo Dpcm. Si parla di cancellazione dell’Imu per questo tipo di attività e di fondo perduto. Inoltre, chi paga l’affitto avrà un credito d’imposta, uno sconto sulle tasse future, di tre mensilità da girare al proprietario del locale. Sarà confermata la reintroduzione del reddito d’emergenza fino a 800 euro.

Protesta esercizi pubblici di Campobasso

Misure che da qualcuno vengono lette come “elemosina, ma noi vogliamo lavorare nel massimo della sicurezza”, aggiungono alcuni titolari di ristoranti costretti a lavorare, si fa per dire, soltanto a pranzo. Ma, si sa, in città come Campobasso il numero di chi pranza fuori casa è relativamente basso. Molto più alto il numero di persone che frequenta i ristoranti invece la sera.

Insomma, storie di persone che quotidianamente cercano di barcamenarsi e di stringere i denti per scongiurare chiusure. Qualcuno sta meglio, qualcuno sta peggio. Ma in piazza la voce sembra abbastanza univoca e uniforme: è gente che va ascoltata.