Il vicedirettore accoltellato: “Assalito alle spalle, ora non dormo più”. Banca sotto sequestro, la scientifica al lavoro sulle macchie di sangue

Domani sarà dimesso dall'ospedale Cardarelli ma ha rischiato di morire dissanguato. Quattro i colpi: due alla schiena, uno all'occhio e l'altro alla gola. Nei prossimi giorni sarà ascoltato anche dai carabinieri. L'avvocato Cecanese che lo assiste legalmente: "Assieme alla banca ci costituiremo parte civile. Aggressione violentissima"

Da quella sera non dorme più. Fatica a chiudere gli occhi senza dover respirare l’odore della paura e del terrore provato quando è stato assalito (probabilmente con un taglierino) mentre era nel suo ufficio di vicedirettore al Credito Cooperativo di Gambatesa.

Il dolore lancinante alle spalle, il sangue ovunque, sono momenti rimasti ben saldi nei suoi occhi e nella sua testa. E sono lì, indelebili, anche nella mente dei soccorritori e degli inquirenti. Che quel tardo pomeriggio dell’8 ottobre scorso sono stati chiamati dal direttore della banca perché c’era appena stata un’aggressione ai danni del suo vice. Il sangue dappertutto, un uomo in condizioni disperate: due colpi alla schiena, uno all’occhio, l’altro alla gola.

Nicolino Berardo, 59 anni, vicedirettore, è stato quindi trasportato d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Campobasso. Aveva perso molto sangue e l’intervento di chirurgia vascolare ha richiesto finanche la partecipazione dell’equipe di otorinolaringoiatria a causa delle lesioni che dalla gola erano arrivate fino all’orecchio.

Quattro fendenti che il 59enne ha subito da parte del collega che si trova in carcere con l’accusa di tentato omicidio. E lui, il vicedirettore, ha rischiato di morire per un raptus di incredibile violenza nel luogo idealmente più “sicuro” del mondo, il suo ufficio. E non riesce a farsene una ragione.

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Uscirà dall’ospedale domani – venerdì 16 ottobre – e con molta probabilità già nelle prossime ore sarà ascoltato dai carabinieri che indagano sull’accaduto coordinati dal sostituto procuratore Vittorio Gallucci. Che, fra l’altro, ha disposto il sequestro del primo piano della banca.

Alle persone che in questi giorni sono state in ospedale, ha raccontato di non riuscire più a chiudere occhio. Continua ad avvertire la paura di quell’aggressione, della quale lui non si spiega il motivo né le cause. Ricorda nitidamente quegli attimi e riferisce che era come sempre nel suo ufficio, anche quel pomeriggio, quando ha avvertito il primo fendente. Inutile ogni suo tentativo di difesa.

Per colpirlo, l’impiegato avrebbe usato un taglierino. Ma dell’arma ancora alcuna traccia. Non si trova. Il primo piano della banca è sotto sequestro per consentire agli investigatori di eseguire tutti i rilievi necessari alla ricostruzione dei fatti in questa fase preliminare. Le chiazze di sangue che hanno sporcato mobili, sedie e pareti sono state passate al vaglio della scientifica, per ricostruirne la traiettoria e stabilire – anche in vista del processo – la forza con la quale sono stati inferti i fendenti.

Intanto sia il Credito cooperativo di Gambatesa che il vicedirettore si sono affidati all’avvocato Gianfederico Cecanese che – trincerato nel più assoluto silenzio in merito ai fatti –  precisa però che “abbiamo provveduto ad avviare il procedimento per il licenziamento dell’impiegato. Sia la banca che il vicedirettore si costituiranno ovviamente parte civile in merito ad una vicenda che ha sconvolto tutti”.

Avvocato federico cecanese

Sul movente anche l’avvocato Cecanese dice di non conoscerlo ma ammette che “certamente si è trattata di un’aggressione crudele che ha provocato danni all’immagine della banca ma soprattutto un trauma considerevole alla vittima che al momento paga non soltanto le conseguenze fisiche di una violentissima aggressione ma anche quelle morali. Il trauma è stato consistente”.