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Una nuova associazione per ripartire dal jazz e dalle arti. E il festival di Termoli è già nell’olimpo nazionale

Si chiama Jack, acronimo di Jazz, Arts & Comedy Kingdom. I soci fondatori sono i musicisti termolesi Antonio Artese e Luca Ciarla, il già direttore del Termoli Jazz Festival Michele Macchiagodena, e poi Adolfo Colagiovanni e Lino Pistilli. Chiaro l'obiettivo - uno dei tanti - di proseguire la tradizione jazzistica termolese, nata tanti anni fa e potenziale volano per il territorio

Nei momenti più difficili si tira fuori l’arma della creatività, si spolverano delle lenti con cui meglio scrutare l’orizzonte, ci si adopera per creare un futuro che è – deve essere – migliore del presente. È quello che è successo a Termoli con la nascita di una inedita associazione che si pone l’obiettivo – ambizioso ma quanto mai necessario – di ridare slancio alla vita culturale della città e della regione tutta. Parliamo di Jack, acronimo di ‘Jazz, Arts & Comedy Kingdom’, ovvero il regno della musica Jazz, delle arti (visive e performative) e dei cabaret.

Un’idea divenuta realtà con il contributo di figure chiave del panorama culturale termolese degli ultimi due decenni: i soci fondatori sono infatti Antonio Artese, Luca Ciarla, Michele Macchiagodena (che ne è il presidente), Lino Pistilli e Adolfo Colagiovanni.

 

È piuttosto chiaro uno degli obiettivi della neonata associazione: riproporre un festival jazz a Termoli, trait d’union di esperienze varie ideate e dirette dai maestri Artese e Ciarla e sulla cui scia si è innestato il Termoli Jazz Festival – diretto nelle ultime sei edizioni da Macchiagodena – che purtroppo nel 2019 ha avuto una battuta d’arresto. Ma, come detto, si guarda al futuro. “Tra gli obiettivi dell’associazione – ha affermato il presidente di Jack – c’è quello di proseguire la strada del jazz, tracciata anni fa dal compianto Lino Lapenna che portò proprio nella nostra città figure iconiche del jazz quali Lee Konitz, Charlie Haden, Joe Zawinul. L’associazione Jack – ha proseguito Macchiagodena – nasce per dare voce alla cultura, amplificarla, farla sentire a quante più persone possibili, in ogni sua forma esistente, con il fermo proposito di contribuire alla crescita culturale della nostra città”.

L’associazione è stata presentata ufficialmente il 29 ottobre in una videoconferenza cui hanno partecipato i 5 soci fondatori, perlopiù termolesi che, anche se residenti altrove, hanno a cuore la rinascita culturale e musicale della città.

associazione culturale jack macchiagodena artese ciarla

Antonio Artese, musicista e accademico, attualmente Direttore e Docente del Global Program dell’Accademia Chigiana di Siena, è stato il direttore artistico a Termoli del Festival Adriatico delle Musiche e del Festival della Musica da Camera. Peraltro il Maestro è stato ospite dell’ultima edizione del Tjf, nella penultima serata in cui ha presentato il suo lavoro Voyage. E anche questo è un viaggio di ritorno nella sua Termoli.

antonio artese al termoli jazz

Luca Ciarla, musicista, artista e imprenditore della musica, titolare di un’agenzia di booking per i musicisti, responsabile del canale YouTube “Live on Mars” che produce e trasmette eventi di grande spessore musicale, ha diretto nella cittadina adriatica il festival Due sponde un mare. Di recente Primonumero l’ha intervistato in occasione dello streaming del suo progetto Mediterramìa, un concerto-documentario di scena alla Isole Tremiti. Proprio in quell’occasione il Maestro ci aveva anticipato l’intenzione di tornare a far qualcosa per la sua – la nostra – città.

luca ciarla tremiti

C’è poi Adolfo Colagiovanni che è invece un esperto di Progettazione di finanziamenti comunitari e Cooperazione Europea a sostegno della formazione, delle infrastrutture, dell’istruzione e della cultura. Infine c’è Lino Pistilli, imprenditore e progettista di sistemi complessi per l’energia, grande appassionato ed intenditore di arte contemporanea.

E poi c’è il Presidente Macchiagodena, da sei anni alla guida artistica del Termoli Jazz Festival (che nel 2014 si chiamò provvisoriamente Musica in Borgo), una kermesse che ha inanellato, anno dopo anno, successi di pubblico acquisendo al tempo stesso una sempre maggiore notorietà nel panorama jazzistico italiano. Questi i numeri: 6 edizioni, 40.000 spettatori, 39 concerti e 195 artisti tra cui, Manhattan Transfer, Tord Gustavsen, Sergio Cammariere, Sarah Jane Morris, Incognito, Rossana Casale, Chiara Civello, Greg Hutchinson, Kenny Garrett, John de Leo, Tortured Soul, Denise King, Fabrizio Bosso, Stefano di Battista e Max Ionata, solo per citarne alcuni.

 

Ma Jack non è solo un acronimo che racchiude gli obiettivi del progetto. È anche il logo scelto dall’associazione per rappresentarli iconicamente: il “jack” è lo spinotto con il quale si collegano microfoni e strumenti musicali all’impianto di amplificazione. E dunque amplificare al massimo la musica, far risuonare la voce della cultura.

associazione culturale jazz jack

Io penso che era ora di mettere insieme un po’ di energie e provare a dare una sterzata alla vita culturale di Termoli per non buttare all’aria quello che è stato fatto finora – ha affermato il pianista Artese –. Viviamo in un tempo dove la memoria ha perso peso ed identità. Sono persuaso del fatto che Termoli ha un problema grossissimo che può essere risolto solo se si uniscono le forze ed è quello dell’assenza dei luoghi della cultura come, ad esempio, un teatro. C’è bisogno di strutture che diano delle risposte. Un passo avanti è stato fatto con il Macte ma non basta. Questa associazione nasce anche per dare energie e mettere in gioco le nostre esperienze per il rilancio della regione”.

Dello stesso avviso anche il violinista Luca Ciarla: “C’è sempre stato il desiderio di portare quello che abbiamo visto e studiato in giro per il mondo a Termoli e nel Molise. Siamo convinti che ci sono delle aree molto belle dalla grandissima potenzialità turistica che devono solo essere valorizzate attraverso dei progetti e dei programmi che siano organizzati per tempo. Vorremmo dare un apporto per cambiare le sorti di Termoli e sono convinto del fatto che o ci mettiamo  in gioco insieme e lottiamo tutti per fare la differenza, organizzando grandi eventi che possano richiamare tante persone, o non sopravviveremo”.

Per fare tutto ciò si è pensato ad uno strumento oltremodo intelligente e piuttosto sottoutilizzato: quello della progettazione europea, foriera di fondi economici e più in generale di risorse ad ampio spettro. “La capacità di scrivere un progetto e renderlo vincente è qualcosa di non possiamo fare a meno – ha affermato Colagiovanni –. L’obiettivo della Cooperazione Europea è quella di avvicinare le diverse culture sotto forma di scambio di buone pratiche e sviluppo dei territori”. Ed è questa una delle chiavi di volta dell’attività dell’associazione. Lo scambio, la rete fra esperienze (ed artisti) a livello anche sovranazionale.

 

Il primo risultato, punto di partenza per tanti altri, è stato raggiunto. L’associazione appena costituita è infatti subito entrata a far parte di Italia Jazz, l’associazione nazionale che racchiude tutti i maggiori Festival Jazz italiani (ad eccezione del faraonico Umbria Jazz). “Questo dimostra – ha specificato Macchiagodena – la qualità del lavoro che è stato fatto finora e quello che potrà essere fatto anche in futuro. Il Jazz è un genere che incontra i favori della critica e del pubblico, molto più di quanto si pensi”.

 

E solo pochi giorni fa il Termoli Jazz Festival ha co-prodotto “Jac in jazz”, l’evento-omaggio a Jacovitti ideato dal Maestro Ciarla, che si è tenuto il 22 settembre alla Casa del Jazz di Roma. Un evento che ha portato Termoli e il Termoli Jazz Festival sulle pagine web dell’Auditorium del Parco delle Musica, della Casa del Jazz e, in occasione dello streaming online, anche sulla sito web del Ministero degli Interni.

 

Il momento è oltremodo difficile, il mondo dello spettacolo sta pagando un prezzo altissimo, ma per uscirne è necessario porre le basi per ripartire. Forse è proprio questo il momento giusto per pensare al futuro riannodando, perché no, i fili del passato.