Un uomo, il suo violino e il tramonto delle Tremiti. Luca Ciarla torna alle origini e si reinventa con Mediterramìa

L'acclamato e pluripremiato musicista di origini termolesi ha ideato il progetto Mediterramìa. Saltato causa pandemia il tour negli Stati Uniti, con l'Istituto italiano di cultura di New York si è optato per un documentario-concerto registrato alle Isole Tremiti che stasera sarà trasmesso in anteprima online. Un'avventura suggestiva e ricca di elementi innovativi. "I concerti live in questo momento sono irti di difficoltà e mi rattristano. Così mi sono divertito"

luca ciarla tremiti

Un uomo, il suo violino e un paesaggio suggestivo. Sono questi gli elementi essenziali del progetto artistico Mediterramìa di Luca Ciarla, prodigioso violinista termolese di cui stasera, 15 ottobre, si potrà ammirare il ‘Sunset concert at the Tremiti islands’.

Non un semplice concerto, ma un documentario-concerto le cui riprese sono state registrate a settembre in alcuni degli angoli più caratteristici delle Diomedee. “È stata un’impresa alla Soldini (il navigatore solitario, ndr) – scherza Luca Ciarla -. Negli ultimi anni mi sono appassionato alle riprese e al montaggio. L’idea era di rimanere sul posto per più giorni e di riprendermi in tante situazioni e in diversi luoghi dell’isola”. Armato di solo archetto e video camera, l’inedito concerto del maestro Ciarla inizierà dal Torrione dei Cavalieri di San Nicolò. Non mancheranno scene in altri luoghi simbolo, nonché frame dell’arrivo in barca e anche della partenza dal porto di Termoli, la ‘sua’ Termoli.

Un’avventura, quella del film-concerto alle Tremiti, nata un po’ per caso e sulla spinta delle esigenze – ed emergenze – del momento. “Avevo in programma un lungo tour negli Stati Uniti e in Canada. Mi sarei esibito per la prima volta anche in Alaska”. Poi la pandemia ha travolto i piani. “Ci tenevo molto però pazienza, il tutto è rinviato a settembre”. L’Istituto italiano di cultura di New York – con cui il musicista originario del Molise ha collaborato spesso – aveva inserito il tour di Luca Ciarla nella sua programmazione ma, una volta ‘saltato’ questo, si è pensato ad una alternativa. Ed è così che Luca ha proposto di girare un concerto alle Isole Tremiti – uno dei suoi luoghi del cuore – e di proporlo al pubblico della Grande Mela in diretta streaming. Proprio quella che sarà online in anteprima stasera, e che Primonumero.it trasmetterà per i suoi lettori.

È così che da una difficoltà è nata una straordinaria opportunità. “Quello che vedrete va oltre la presentazione del concerto. Nel pop l’idea del film-concerto è più diffusa, ma noi di Violipiano (la casa di produzione fondata a Hong Kong da Luca Ciarla nel 2001, ndr) non avevamo mai fatto niente del genere. Però ci è sembrato un modo simpatico e creativo di presentare concerti online. L’idea di dedicarmi anche ad altri aspetti artistici (oltre a quello prettamente musicale) mi ha coinvolto e divertito”. Il violinista ci spiega che nei concerti trasmessi online è impresa ardua mantenere l’attenzione del pubblico, non così in questo modo. “È anche più divertente per noi, è stata una sfida interessante”.

Già, una sfida, o forse una necessità artistica di reinventarsi e di reinventare modalità altre laddove i concerti live patiscono enormi difficoltà causa Covid. “Nei mesi di marzo e aprile ho fatto qualche concerto dal vivo ma le difficoltà sono state clamorose e non nascondo che raramente mi sono divertito. Anzi, mi hanno lasciato una profonda tristezza. Il fatto di non potersi abbracciare a fine esibizione, di indossare le mascherine… si avverte una tensione latente, la sfiducia reciproca tra le persone”. Ogni musicista sa quanto sia quintessenza di ogni concerto il rapporto (e lo scambio) che si crea tra lui e il pubblico, elemento che manca giocoforza nelle registrazioni. Quindi la soluzione creativa di girare un concerto unito all’aspetto documentaristico. Al tramonto alle Tremiti, poi, il mix diventa unico.

Ma ad essere unica è anche la tecnica utilizzata dal violinista. “Si chiama live looping. In pratica io con una loop machine suono, mi registro dal vivo e quindi creo un’orchestra da solo”. In Mediterramìa, il progetto in cui si inserisce il concerto alle Isole Tremiti, non a caso Luca Ciarla è ‘solOrkestra’. Le sonorità nascono insomma dall’incontro di violino, live loops, strumenti giocattolo e, finanche, della sua voce.

“Il mago del violino Luca Ciarla sale sul palco con il suo fiddle e vari strumenti giocattolo. Con un pedale loop esegue dal vivo tutte le parti, suonando il violino anche come una chitarra, un violoncello o una percussione. In questo fantasioso mondo musicale Luca canta, fischia, suona altri piccoli strumenti o aggiunge nuove improvvisazioni; la musica si trasforma in una strabiliante solOrkestra”. Questa la presentazione dell’evento su lucaciarla.com.

Ma Mediterramìa è anche uno straordinario mix di sonorità etniche e presenta insoliti arrangiamenti di brani della tradizione popolare italiana, musiche del bacino del Mediterraneo e composizioni originali. “Sono un violinista un po’ anomalo – si descrive così Luca Ciarla -. Ho sì un forte background di musica classica ma mi sono sempre occupato molto di musica etnica, di jazz, unendo sempre tradizione e contemporaneità. Ho sempre amato le sonorità del Mediterraneo, da quelle della Spagna a quelle della Grecia passando per quelle che provengono dalla costa araba. Nel mio modo di suonare e scrivere c’è una forte presenza di queste sonorità e questo progetto è proprio dedicato a questo”. Ma il mar Mediterraneo è fonte di ispirazione anche per le sue terribili sciagure. Il primo brano si intitola ‘Maredifollia’ ed è chiaro il riferimento alle tragedie degli ultimi anni legate all’immigrazione. “È una composizione dedicata a questo mare che soffre”.

Luca Ciarla, che ha iniziato a studiare il violino (e il pianoforte) dall’età di 8 anni in quel di Termoli, vive ora vicino Roma ma il suo stile inconfondibile e il suo incredibile talento lo hanno portato ad esibirsi con successo in festival e rassegne concertistiche di jazz, classica e world music in quasi 70 paesi al mondo. Non dimentica però, come questo concerto conferma, le sue origini. “Non suonavo alle Tremiti (prima del concerto di settembre nell’ambito della rassegna ‘Adriatica’, ndr) da 12 anni. E da 12 anni non suono a Termoli”.

Un po’ di nostalgia si avverte tra le pieghe delle sue parole unita però anche al rammarico. “Tanto tempo fa ho organizzato dei festival nella mia città ma poi, viste le continue difficoltà di costruire qualcosa di stabile, ho deciso di mollare. Magari un giorno, chissà, rifarò qualcosa a Termoli. Mi piacerebbe dare un contributo alla città”. Una città che, vista con gli occhi dell’artista – acclamato musicista e produttore -, è un po’ come un ‘sole spento’. “Termoli ha enormi potenzialità ma la programmazione culturale andrebbe fatta in ben altro modo, con largo anticipo e in maniera sistematica”. E la cittadina e la regione tutta, per Luca Ciarla, solo così potrebbero trarre grandi vantaggi a livello turistico.

 

Intanto il violinista ha messo in piedi anche un altro progetto che è legato a doppio filo con Termoli. È Jac in jazz, una sorta di omaggio in musica al noto fumettista termolese, nato grazie alla collaborazione con il Termoli Jazz Festival e con il suo direttore artistico, Michele Macchiagodena. Ne è nato un concerto che si è tenuto alla Casa del Jazz di Roma a fine settembre, e che verrà trasmesso online – questa volta per l’Istituto italiano di cultura di Istanbul – il prossimo 25 ottobre. Anche in quell’occasione Primonumero lo proporrà ai suo lettori. Buona musica!

foto in home di @Fabio Silvestri