Un 31 ottobre senza commemorazioni a San Giuliano: il dolore è intimo, il ricordo indelebile

Diciotto anni fa il terremoto e la tragedia della scuola ‘Jovine’: 27 bambini e la loro maestra restarono sepolti sotto le macerie. Una data che ha segnato la storia del Molise. Il covid vieta celebrazioni ufficiali e la consueta e sentita fiaccolata serale: la commozione e l’abbraccio a chi non c’è più e alle lacrime dei cari. Il messaggio del presidente del Consiglio regionale, Salvatore Micone: “Commemoriamo insieme il ‘Giorno della memoria’ delle vittime, il tessuto sociale locale e regionale fu fortemente lacerato dal sisma”.

31 ottobre, ore 11.32. Impossibile dimenticare. Impossibile non provare una scossa al cuore, brividi lungo la schiena. Il Molise è segnato da una cicatrice lunga e profonda che non si rimarginerà mai. C’era un caldo anomalo in quel maledetto giorno d’autunno del 2002, l’anno prima si era consumato l’attentato alle Torri Gemelle. La nostra piccola regione viveva (e vive) la sua routine fatta di ritmi lenti e monotoni, salvo qualche raro spruzzo di dinamismo.

“Io ero all’università, stavo seguendo una lezione di sociologia”. “Ero a scuola, allora frequentavo la quinta elementare”. “Fu bruttissimo, ci precipitammo fuori dal supermercato che era affollatissimo…”. Testimonianze come queste ce ne sono migliaia: la cosa incredibile è che quasi tutti ricordano cosa stessero facendo in quel momento. Ma è un attimo, perché poi la mente, corre veloce, come a chiedere scusa, verso la scuola che divenne sepoltura e simbolo di quel terremoto: la ‘Francesco Jovine’ di San Giuliano di Puglia.

Terremoto di San Giuliano, il ricordo 15 anni dopo

Iniziarono a rincorrersi le voci, arrivarono le prime conferme. Schegge impazzite di memoria fino alla tragedia: sotto alle macerie della scuola rimasero uccisi 27 bambini e la loro maestra. I nostri Angeli. Silenzio assordante, come un boato sordo. È questa la ferita più grande della storia del Molise, che ogni anno viene giustamente ricordata, commemorata, attraverso le celebrazioni ufficiali, a cui partecipano le autorità. Ma anche con la commovente fiaccolata serale.

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Quest’anno tutto questo non potrà succedere. Il covid lo vieta. Meglio? Peggio? Nessuna delle due: il dolore resta intimo, personale, interiore. Certo è che condividerlo con chi ha vissuto a un centimetro da quella infausta giornata è altra cosa. Molti nelle nostre cittadine, nei nostri paesini, odiano ‘halloween’, o quanto meno provano fastidio a sentirne parlare. Non è un caso…

Sopravvissuta al crollo, oggi è maestra e vive anche per i 27 compagni morti. “La mia battaglia per le scuole sicure”

“Commemoriamo insieme il ‘Giorno della memoria’ delle vittime del terremoto del 31 ottobre 2002 – le parole del presidente del Consiglio regionale, Salvatore Micone –.  Lo facciamo in attuazione di una legge che volle questa Assise, nel 2003, ancora una volta in modo corale, per tenere peritura memoria di quegli eventi, di chi perse la vita, di chi fu duramente ferito nel corpo e nello spirito, di un tessuto sociale locale e regionale che fu fortemente lacerato da un sisma che investì senza risparmio abitazioni, attività commerciali, complessi produttivi e iniziative ricettive di varia natura e portata. Il legislatore di allora volle che questo Consesso ogni anno, proprio in questa triste ricorrenza, riflettesse e si confrontasse sui temi della protezione civile, della prevenzione, della sicurezza delle scuole e in generale dell’infanzia”.

Consiglio regionale

“Oggi come allora – prosegue – abbiamo l’impegno di difendere i nostri affetti con la prevenzione, con la sicurezza, con ogni strumento umanamente e razionalmente possibile per combattere contro questo minuscolo ma subdolo virus. E allora, l’onere morale che credo ci venga da quelle macerie della Jovine, dal ricordo di quel dolore, ma anche dalla memoria di come il Molise in generale, e quelle famiglie più colpite in particolare, seppero reagire e rialzarsi, deve darci ancora una volta la forza in questi drammatici momenti del contrasto a questa insidiosa pandemia, di trovare in noi la volontà, la speranza e il coraggio di seguire ogni norma di sicurezza e prevenzione individuale e pubblica, proteggendo chi ci è caro, sia esso bambino, anziano o adulto, da questo nuovo nemico”.

Prima di passare la parola ad un rappresentante della maggioranza e una delle minoranze, quindi ad un esponente della Giunta regionale, il presidente ha chiesto all’Aula di osservare un minuto di silenzio e di raccoglimento per ricordare i bambini e la maestra che persero la vita nel crollo della ‘Jovine’.