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Studio sulla riforma delle Regioni, ok del Consiglio regionale a proposta della Fanelli

In Aula passa l'ordine del giorno del capogruppo Pd che consentirà di commissionare uno studio su un'ipotesi di riforma delle Regioni.

Il Molise può essere protagonista di un processo di riforma istituzionale“. Micaela Fanelli, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, ne è convinta dopo l’approvazione in Aula di un ordine del giorno (di cui è stata prima proponente) che consentirà di commissionare uno studio su un’ipotesi di riforma delle Regioni. Se ne discute da anni e questo può essere il momento decisivo.

“A cinquant’anni dalla istituzione delle Regioni – argomenta Micaela Fanelli – è giunta l’ora di dare concretezza a questo percorso, diventando noi molisani protagonisti di questo nuovo inizio istituzionale. Una riforma, a mio parere, che diventa ancor più necessaria per risolvere i problemi mai superati, messi ancor più in risalto dalla pandemia, per avere più forza nei confronti dello Stato centrale e in Europa, per l’inizio di una nuova stagione, che dovrà vedere l’Italia e le Regioni capaci di riequilibrare i rapporti ed i diritti tra centro e periferia, città ed aree interne, per garantire più uguaglianza e giustizia sociale in tutti i luoghi”.

La discussione sul tema è ripresa lo scorso 29 agosto a Termoli, dove, su stimolo del Professor Giovanni Di Giandomenico, si è ragionato sulla possibilità offerta dall’ottavo comma dell’articolo 117 della Costituzione, la cosiddetta cooperazione rafforzata, che offre alle Regioni la libertà di associarsi liberamente, attraverso accordi (bilaterali o plurilaterali) ratificati dalle rispettive leggi regionali, senza necessità di riforme costituzionali, per svolgere insieme alcune funzioni. Senza cancellare le proprie istituzioni, basandosi su meccanismi di gestione simili a quelli europei.

“La necessità di approfondire e non cristallizzare scelte – ricorda il capogruppo del Pd – è stato da ultimo rafforzato anche nelle riflessioni dell’ultimo libro del professor Luigi Picardi, che offre ulteriori spunti di riflessione storici, politici ed istituzionali proprio dal punto di vista della Regione Molise. Perché “le regioni non sono cristalli, e si devono muovere e riconfigurare seguendo le mobilità della storia” (Gambi).

Ma quello che oggi più conta è la necessità di trovare con le riforme i modi per attuare appieno i diritti (l’esercizio di quello alla salute, alla mobilità, al lavoro, alla formazione, ecc.) e ridurre i costi. Ad esempio, in Molise si registra la pressione fiscale più alta d’Italia e questo non può non contare se trattiamo di regionalismo differenziato, cioè di riformare il sistema di prelievo”.

Dopo aver ringraziato l’intero Consiglio regionale, la consigliera regionale ha sottolineato che si tratta di “un primo passo che rappresenta una scelta di merito per effettuare un’analisi degli effetti positivi e negativi (economici, sociali, di competitività territoriale, finanziari) sulla possibilità di realizzazione di organizzazioni regionali nuove, muovendo dal punto di vista dell’interesse della Regione Molise: non subendo, ma scegliendo.

L’ordine del giorno, inoltre, prevede di avviare un’attività di interlocuzione politica con i Presidenti dei Consigli Regionali delle altre Regioni, in particolare quelle confinanti, al fine di verificare l’ipotesi di collaborazioni rafforzate a norma dell’art. 117, 8 comma; e di lavorare d’intesa con la Commissione Parlamentare Bicamerale per le questioni regionali.

Infine – la chiosa finale della Fanelli – un ringraziamento speciale proprio ai professori Di Giandomenico e Picardi, emeriti esponenti della cultura e della visione istituzionale della nostra Regione, che hanno tracciato la strada lungo la quale il Molise può avviarsi verso il futuro, da protagonisti e non da comprimari”.