Stretta su movida e tempo libero: bar e ristoranti chiusi alle 18, stop a cinema e teatri. Ecco il nuovo Decreto

Le nuove restrizioni entreranno in vigore da domani, 26 ottobre, e saranno valide fino al 24 novembre. Un mini lockdown che sta già provocando molte polemiche, specie tra gli operatori economici che ne saranno fortemente penalizzati.

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Preceduto da ore e ore di indiscrezioni, in molti casi smentite, è stato firmato questa mattina 25 ottobre dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte il DPCM, il numero 22 dall’inizio dell’emergenza sanitaria e il terzo dal 13 ottobre, che impone nuove restrizioni per arginare la diffusione – ormai esponenziale – del contagio.

Una sorta di semi-lockdown, così è stato ribattezzato il decreto da molti commentatori. Ma che non ha mancato di suscitare molte polemiche. “Una follia la chiusura dei ristoranti alle 18”. Fortemente critici anche gli ‘addetti’ del mondo della cultura e dello spettacolo, che da questo nuovo stop ne escono nuovamente penalizzati. E dai rappresentanti delle categorie interessate ci si chiede quali e quanti saranno i ristori economici per le attività che vedranno calare vertiginosamente il proprio fatturato. Le palestre sono tra queste: dopo aver speso soldi per mettersi in regola ecco che arriva la nuova serrata.

Già perchè ancora una volta sono la cosiddetta movida e il tempo libero a farne le spese. La principale disposizione infatti è questa: bar e ristoranti dovranno chiudere alle 18, ma resteranno aperti anche il fine settimana e nei giorni festivi. Ma a dover chiudere i battenti saranno anche cinema, teatri, nonché palestre, piscine e impianti sciistici.

 

La nuova stretta partirà da domani, lunedì 26 ottobre, e varrà fino al 24 novembre. Ecco le disposizioni più significative, e che interessano molte persone. (Qui una guida SCHEDE-ALI-NUOVO-DPCM-24-OTTOBRE)

BAR E RISTORANTI

Chiusura anticipata alle 18 per tutto il settore della ristorazione. Ma la domenica e i festivi potranno rimanere aperti, sempre fino alle 18. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone non conviventi. Resta invece consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi ma “limitatamente ai propri clienti”. Rimangono aperti anche gli autogrill, oltre a bar e ristoranti negli ospedali e negli aeroporti. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle ore 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione però sul posto o nelle adiacenze.

SCUOLA

La percentuale di didattica a distanza alle scuole superiori si alza: arriva al 75%. A decidere quali classi seguiranno le lezioni a distanza, se solo alcuni o tutti e cinque gli anni, saranno i dirigenti d’istituto. Resta invece invariata la didattica al primo ciclo, dalle materne alle medie, che sarà totalmente in presenza.

PALESTRE, PISCINE E IMPIANTI SCIISTICI

Stop alle attività di palestre, piscine, impianti nei comprensori, centri natatori, centri benessere, centri termali, “fatta eccezione per le prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza”, mentre restano aperti parrucchieri ed estetiste. Chiusi centri culturali, centri sociali e ricreativi.

SPETTACOLI E PARTITE

Non si potrà più andare al cinema o a teatro, nemmeno con il tetto dei 200 posti occupati applicato finora. Vengono sospesi anche i concerti e tutti gli spettacoli, al chiuso e all’aperto. Ribadito lo stop all’attività in discoteche e sale da ballo. Sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo e casinò. Come anche quelle di parchi tematici e di divertimento. Vietate le sagre, le fiere ed eventi simili.

L’altra novità è che gli stadi e i palazzetti torneranno ad essere senza pubblico, mentre finora potevano ospitare un massimo di mille tifosi.

FESTE E CERIMONIE

Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose. Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza.

TRASPORTI PUBBLICI e MOBILITÀ

Gli spostamenti tra comuni e tra regioni è consentito ma nel testo si legge che è fortemente raccomandato di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.

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