Sequestro appartamento a Campobasso, la rettifica di Michele Iorio

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    “L’onorevole dottor Michele Iorio, costernato, impugna il contenuto dell’articolo, compreso il titolo, apparso sulla testata on-line Primonumero.it del 20 ottobre 2020 per il suo accostamento e/o coinvolgimento strumentale a fatti di cronaca di cui è del tutto estraneo sia personalmente che come politico.

    Con tale condotta si stanno mistificando fatti di cronaca con persone, politici e movimenti politico con evidente lesione dell’immagine, della reputazione e del decoro personale degli interessati. Nel merito l’accostamento della figura di Michele Iorio a un’inchiesta riguardante festini di escort e trans in un appartamento in precedenza legittimamente occupato da un movimento politico, risulta fatto ad arte per associare una precisa parte politica a comportamenti di presunta prostituzione che la magistratura sta accertando.

    “Una volta era la sede di un movimento politico, il quartier generale di una lista civica ispirata al centro-destra che nel 2011 appoggiò Michele Iorio in occasione delle elezioni regionali e che consenti all’allora candidato governatore di vincere quella tornata. Una sede politica dove candidati e sostenitori si incontravano per riunioni utili a definire strategie elettorali e condividere programmi”.

    L’accostamento improprio è rinvenibile nella stessa dichiarazione contenuta nell’articolo quando il redattore afferma: “nulla di strano se non fosse per il fatto che quella casa è diventata improvvisamente ritrovo di transessuali e prostitute che su Campobasso pare trovino mercato fiorente”.

    Il racconto che quell’immobile fosse stato in passato la sede di un movimento politico, per altro a me vicino come apprendo dall’articolo, nulla ha a che vedere con la notizia dell’indagine in corso per prostituzione né con la notizia del sequestro del locale. Pertanto, ogni accostamento è da ritenersi strumentale, azzardato, diffamante e fioriero di danni che ci si riserva di richiedere innanzi alle competenti autorità giudiziarie.

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